Sicurezza dell’Orme ed alberi abbattuti, cantiere e polemiche
22-09-2026 18:40 -
Cosa succede lungo l'Orme? Perché hanno tagliato quegli alberi così grandi e sani? Perché questo scempio? Sono le domande che circolano sui social e fra la gente dopo che motoseghe e ruspe sono entrate in azione nel tratto del torrente che va dalle Casenuove a Ponzano, un tratto diventato un letto di alberi abbattuti. Certo, nessuno pensa che qualcuno si sia alzato la mattina ed abbia deciso tutto questo senza una ragione ma, in assenza di comunicazioni ufficiali (l'ultima sull'albo pretorio risale ad un avviso del 13 novembre del 2025), molti si sono legittimamente posti la domanda di cosa stesse succedendo. E, allo stesso tempo, il comitato viale IV novembre si è attivato per fare la sua parte. Cerchiamo quindi di fornire un quadro d'insieme della situazione.
Messa in sicurezza idraulica
Come facilmente intuibile (si legge in un comunicato del Comune datato 22 dicembre 2023) si tratta di lavori di messa in sicurezza idraulica: “torrente Orme (Lotto A). Cassa di espansione Orme 3 – primo stralcio”. Come recita il suddetto comunicato “un'opera chiave per la messa in sicurezza idraulica del territorio il cui primo stralcio, per il quale è previsto un investimento di 2,2 milioni di euro, sarà interamente finanziato con fondi PNRR”. La necessità di intervenire sul torrente Orme non nasce oggi e, come si è visto in occasione dell'ultima alluvione che ha colpito Ponzano, è una priorità di chi è preposto a questo settore. La pianificazione è iniziata nel 2015, sotto la spinta del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, incaricato di mappare le fragilità idrauliche dell'area empolese. L'iter è andato avanti e una svolta importante è arrivata tra il 2021 e il 2023 quando il progetto è entrato fra i beneficiari dei fondi europei del PNRR. Tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024 sono stati affidati i servizi di progettazione esecutiva e direzione lavori (un appalto tecnico da circa 157mila euro), aprendo la strada alla fase operativa dei "ringrossi arginali" (il lotto A), propedeutici alla realizzazione della vera e propria cassa di espansione. Negli ultimi mesi si è arrivati alla dichiarazione di pubblica utilità e ai conseguenti espropri dei terreni privati adiacenti al corso d'acqua. Nel cartello dei lavori esposto si legge: “demolizioni, taglio vegetazione e opere a verde, scavi, rilevati e ringrossi arginali formazione di scogliera nei punti più vulnerabili ed esposti all'erosione della corrente, rivestimenti con biorete, pavimentazioni in conglomerato conglomerato bituminato, posa in opera di qualsiasi materiale occorrente, nolo a caldo di macchine operatrici”. Trattasi di lavorazioni pratiche e di materiali necessari per rinforzare l'argine del torrente. In alcuni tratti è già presente sia il muro di scogliera che la biorete mentre ancora non c'è traccia della prevista asfaltatura, evidentemente una stradina che sarà fatta sull'argine (proprio necessario il bitume anche lì?). Il tutto, come detto, per un valore di 775mila euro.
La questione alberi
Dopo le trattative con i privati per gli espropri, l'arrivo delle ruspe e degli operai (le ditte Vescovi e Massai costituitesi in Ati hanno avuto l'appalto come si legge nella delibera dello scorso aprile) ha sollevato dure proteste da parte del comitato viale IV novembre e di cittadini, fortemente colpiti dall'abbattimento di numerose alberature, tra cui esemplari storici come grandi querce che ora giacciono a terra. Un sacrificio importante che ha diviso non solo ‘pubblico' e comitato, come sempre capita in questi casi, ma a quanto si sussurra anche gli stessi tecnici. Stando a voci non confermate, pare che quelli del Consorzio fossero contrari al taglio di molte piante che, come si può vedere semplicemente andando sul posto, erano sane. Un intervento poi portato avanti dal Comune d'intesa col Genio civile. Ieri, fra l'altro, sulla materia è intervenuto in consiglio comunale anche l'assessore ai lavori pubblici Simone Falorni. Rispondendo ad una domanda di attualità sul recente nubifragio, ha affrontato anche la parte dei lavori sull'Orme. E, all'interno del suo ragionamento, ha parlato di “taglio di alberi a rischio caduta che in caso di piena potrebbero ostacolare il deflusso dell'acqua come già avvenuto nel marzo 2025”, “un lavoro necessario per dare all'Orme un argine adeguato ai livelli di rischio di oggi e proteggere l'abitato”.
La posizione del comitato e della rete Onda
Il fronte del "no" al taglio degli alberi lungo l'Orme è guidato dalla Rete nazionale ONDA (organismo nazionale difesa alberi) e dal comitato empolese guidato da Simona Bertini. Le associazioni contestano duramente il progetto della Regione Toscana e del Genio civile, denunciando il totale mancato coinvolgimento dei cittadini e dei proprietari espropriati, privati di alberature storiche tra cui, come detto, una quercia centenaria di oltre un metro di diametro.
I comitati hanno sollevato via Pec cinque pesanti interrogativi legali e ambientali indirizzati al Comune e alla Regione:
Sicurezza e varianti: si contesta la rimozione dei grandi alberi, le cui radici sono biologicamente necessarie a compattare gli argini, chiedendo modifiche al progetto per salvarli.
Violazione dei vincoli: viene ricordato che l'area è protetta da un vincolo paesaggistico entro i 150 metri dall'acqua (D.Lgs. 42/2004) e si domanda se la Soprintendenza abbia mai dato il nullaosta.
Normative UE e PNRR: l'abbattimento contrasterebbe con i vincoli ambientali europei del PNRR (principio DNSH) e con la nuova legge europea Nature Restoration Law, che vieta la riduzione della copertura arborea urbana fino al 2030. Allarme nidificazione: il taglio nei mesi caldi violerebbe la legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica, configurando il rischio di veri e propri reati penali per la distruzione dei nidi d'uccello. La rete ONDA ha già depositato un'istanza formale di accesso agli atti (FOIA) per spulciare ogni documento tecnico e verificare la regolarità delle autorizzazioni.
Alcuni di questi punti, come facile capire, sono ormai passati visto che gli alberi sono legna da ardere mentre, stando alla bacheca facebook del comitato empolese, non è ancora arrivata alcuna risposta alla loro mail. Vedremo con l'accesso agli atti.
I prossimi passi del cantiere
Il cronoprogramma dei prossimi interventi sul torrente Orme prevede il lotto 2, finanziato per 5,7 milioni di euro e stimato in avvio tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, mentre poi si passerà al terzo. L'obiettivo a fine lavori è ottenere per il territorio di Empoli una drastica riduzione del rischio di alluvioni ed esondazioni nelle aree storicamente più colpite dalle piene del torrente Orme.
Ad ora questo è lo stato dell'arte di una questione che sicuramente vivrà altre puntate ed altre polemiche. Forse, averlo spiegato con chiarezza alle persone prima che la prima ruspa arrivasse sull'argine avrebbe contribuito a evitare qualche polemica ed a fare chiarezza sul perché quel cimitero di alberi che, in ogni caso, mette tanta tristezza. Quello scempio non si poteva evitare? Salvando almeno una parte di quelle piante davvero la sicurezza idraulica sarebbe stata a rischio? Sicuri che argini senza alberi non aumentino la velocità dell'acqua e quindi l'erosione? Perché nessuno ha spiegato cosa stava accadendo e perché? Ci saranno altri tagli da fare?