Cup Asl, Clebs.it svela le carte: al colosso GPI il 97% dell’appalto

06-08-2026 20:45 -

Il futuro dei servizi di front office e del Centro Unico di Prenotazione (CUP) della sanità toscana non è più un mistero custodito nei cassetti della burocrazia regionale. Clebs.it è riuscito infatti ad ottenere la documentazione ufficiale della maxi-gara gestita da Estar per l'affidamento del servizio. Attraverso un'istanza di accesso civico generalizzato (FOIA), la nostra testata ha ottenuto da Estar le carte d'appalto finora rimaste riservate dalle quali emerge la reale struttura del raggruppamento aggiudicatario. E le cifre sono destinate a far discutere.

A GPI il 97% del servizio

La risposta ufficiale di Estar chiarisce che il raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) che ha vinto la gara è così composto: GPI spa, colosso quotato in borsa leader nei sistemi informatici per la sanità, detiene il 97% delle quote, relative a tutte le attività core dell'appalto. EY Advisory spa, multinazionale della consulenza aziendale, si ferma ad un marginale 3%, legato esclusivamente a servizi professionali specialistici e di supporto. Un assetto che apre un enorme interrogativo politico e operativo. La domanda è: come farà un colosso prettamente tecnologico a gestire la presenza fisica e quotidiana di centinaia di operatori nei front office della Toscana?

Il "caso" Empoli e la battaglia legale al TAR

L'impatto di questa operazione si abbatte anche sul territorio empolese, come clebs.it ha documentato. Fino ad oggi i servizi di accoglienza, accettazione prelievi e prenotazione CUP presso i distretti socio-sanitari, la casa della salute Sant'Andrea e l'ospedale San Giuseppe sono stati gestiti da SintesiMinerva, la più grossa cooperativa sociale onlus radicata del territorio. L'estromissione del consorzio a favore dei giganti industriali ha ufficialmente aperto il fronte giudiziario. Dopo l'esito della gara di appalto per il CUP Asl, il consorzio di cui fa parte la cooperativa SintesiMinerva ha ufficialmente presentato ricorso al Tar della Toscana. La mossa punta a congelare e contestare l'assegnazione dell'appalto a GPI ed EY. La stessa presidente di SintesiMinerva, Cristina Dragonetti, ha confermato la linea di massima fermezza della struttura empolese, dichiarando che la cooperativa è "pronta a ogni scenario" pur di difendere la stabilità occupazionale e la qualità del servizio sul territorio.

Spunta l'ombra del subappalto

La risposta ottenuta da Clebs rischia di far arrivare qualche nuvola grigia sul futuro dei lavoratori che, lo ricordiamo, sono protetti dalla clausola sociale. Estar ha infatti confermato che l'RTI vincitore si è formalmente riservato in sede di offerta la facoltà di ricorrere al subappalto nei limiti di legge. Sebbene la direzione di Estar precisi che il passaggio a terzi rimanga una "mera facoltà" subordinata a rigidi controlli e ad autorizzazioni successive alla firma del contratto, la possibilità esiste. Il rischio concreto è quindi quello di una parcellizzazione. Grandi gruppi che vincono le commesse a livello centrale per poi scaricare il servizio sul territorio tramite subappalti a cooperative terze con tariffe schiacciate al ribasso. Staremo a vedere cosa succederà, anche se in sede sindacale l'allerta è massima. Il prossimo, importante step sarà naturalmente l'esito del ricorso presentato al Tar che arriverà non prima di settembre. Con la sentenza nero su bianco si capiranno meglio gli scenari futuri sia per le realtà coinvolte, sia soprattutto per i lavoratori.

Resta al fondo una domanda: davvero era necessario dare questo indirizzo politico a questo gigantesco appalto?