Cup Asl, Dragonetti: «Pronti a ogni scenario, anche a ridimensionarci»
23-07-2026 20:00 - Primo piano
La partita per la gestione del Cup e dei servizi di front office dell'Asl Toscana Centro non è ancora conclusa. Dopo l'aggiudicazione del maxi appalto regionale da 414 milioni di euro al raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GPI S.p.A., colosso nazionale della sanità digitale quotato in Borsa, insieme a EY Advisory, la cooperativa empolese SintesiMinerva e gli altri componenti del raggruppamento escluso hanno deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale.
Come raccontato nei giorni scorsi da Clebs.it, la nuova gara indetta da Estar rappresenta una vera svolta nel sistema di gestione dei servizi amministrativi sanitari della Toscana. Dopo anni in cui il servizio era stato affidato a un raggruppamento composto da cooperative sociali – tra cui proprio SintesiMinerva, già presente nel precedente appalto del 2020 insieme a CNS e COOB – la gestione passa ora a grandi operatori industriali e della consulenza internazionale.
Una trasformazione che, secondo molti osservatori, segna il passaggio da un modello fondato sulla cooperazione sociale a uno incentrato su grandi gruppi specializzati nella digitalizzazione dei servizi sanitari. Il ricorso amministrativo ha già superato la prima fase procedurale con la notifica alle parti coinvolte e a Estar. Il prossimo passaggio sarà il deposito degli atti, previsto indicativamente entro la fine di luglio. Da quel momento il procedimento entrerà nel vivo. I tempi della giustizia amministrativa, però, saranno inevitabilmente condizionati dalla pausa estiva. Durante agosto l'attività dei Tar procede a ranghi ridotti e, salvo accelerazioni, una prima decisione è attesa non prima dell'inizio di settembre.
Per SintesiMinerva si tratta di settimane decisive. La presidente della cooperativa, Cristina Dragonetti, spiega che il consiglio di amministrazione sta valutando anche l'ipotesi di una conferma dell'aggiudicazione. «Certo, è una delle ipotesi - spiega - uno scenario che obbligatoriamente abbiamo dovuto prendere in considerazione. Nel caso il ricorso venisse respinto, dobbiamo partire dal presupposto che, come cooperativa, dovremo ridimensionarci.» Parole che fotografano il peso che il servizio Cup ha avuto negli anni per la realtà empolese. Il precedente affidamento rappresentava infatti una delle principali attività della cooperativa, sia dal punto di vista economico sia occupazionale.
Dragonetti, tuttavia, invita a leggere questa fase con realismo. «Anche se siamo in una fase delicata, continuo a ripetere che non ci troviamo davanti a una "leucemia fulminante". Sappiamo bene, come dice uno scritto buddista che “chi sale una montagna deve inevitabilmente discenderla”. Non auspichiamo che accada ma può far parte di un percorso per quelle cooperative che hanno la loro attività legata alle gare pubbliche”
L'eventuale perdita definitiva dell'appalto imporrebbe inevitabilmente una riorganizzazione interna, ma non metterebbe fine all'attività della cooperativa. «Se succederà, faremo meno cose. È una prospettiva che non avremmo voluto affrontare, ma che dobbiamo essere pronti a gestire.» L'esito del ricorso sarà determinante non solo per Sintesi Minerva, ma anche per le altre imprese che fanno parte del raggruppamento ricorrente.
Resta invece garantita, almeno sul piano normativo, la tutela dei lavoratori direttamente impiegati negli sportelli Cup grazie alla clausola sociale prevista dal bando, che impone al nuovo gestore di assorbire il personale uscente. Rimangono però aperti gli interrogativi sull'organizzazione futura del servizio, sulle condizioni di lavoro e sul ruolo che le cooperative sociali continueranno ad avere in un settore che, almeno per quanto riguarda la Toscana Centro, si prepara a essere guidato da grandi gruppi industriali.
Per SintesiMinerva il verdetto del Tar rappresenterà quindi un passaggio decisivo. Se il ricorso dovesse essere accolto, la gara potrebbe essere rimessa in discussione.
Come raccontato nei giorni scorsi da Clebs.it, la nuova gara indetta da Estar rappresenta una vera svolta nel sistema di gestione dei servizi amministrativi sanitari della Toscana. Dopo anni in cui il servizio era stato affidato a un raggruppamento composto da cooperative sociali – tra cui proprio SintesiMinerva, già presente nel precedente appalto del 2020 insieme a CNS e COOB – la gestione passa ora a grandi operatori industriali e della consulenza internazionale.
Una trasformazione che, secondo molti osservatori, segna il passaggio da un modello fondato sulla cooperazione sociale a uno incentrato su grandi gruppi specializzati nella digitalizzazione dei servizi sanitari. Il ricorso amministrativo ha già superato la prima fase procedurale con la notifica alle parti coinvolte e a Estar. Il prossimo passaggio sarà il deposito degli atti, previsto indicativamente entro la fine di luglio. Da quel momento il procedimento entrerà nel vivo. I tempi della giustizia amministrativa, però, saranno inevitabilmente condizionati dalla pausa estiva. Durante agosto l'attività dei Tar procede a ranghi ridotti e, salvo accelerazioni, una prima decisione è attesa non prima dell'inizio di settembre.
Per SintesiMinerva si tratta di settimane decisive. La presidente della cooperativa, Cristina Dragonetti, spiega che il consiglio di amministrazione sta valutando anche l'ipotesi di una conferma dell'aggiudicazione. «Certo, è una delle ipotesi - spiega - uno scenario che obbligatoriamente abbiamo dovuto prendere in considerazione. Nel caso il ricorso venisse respinto, dobbiamo partire dal presupposto che, come cooperativa, dovremo ridimensionarci.» Parole che fotografano il peso che il servizio Cup ha avuto negli anni per la realtà empolese. Il precedente affidamento rappresentava infatti una delle principali attività della cooperativa, sia dal punto di vista economico sia occupazionale.
Dragonetti, tuttavia, invita a leggere questa fase con realismo. «Anche se siamo in una fase delicata, continuo a ripetere che non ci troviamo davanti a una "leucemia fulminante". Sappiamo bene, come dice uno scritto buddista che “chi sale una montagna deve inevitabilmente discenderla”. Non auspichiamo che accada ma può far parte di un percorso per quelle cooperative che hanno la loro attività legata alle gare pubbliche”
L'eventuale perdita definitiva dell'appalto imporrebbe inevitabilmente una riorganizzazione interna, ma non metterebbe fine all'attività della cooperativa. «Se succederà, faremo meno cose. È una prospettiva che non avremmo voluto affrontare, ma che dobbiamo essere pronti a gestire.» L'esito del ricorso sarà determinante non solo per Sintesi Minerva, ma anche per le altre imprese che fanno parte del raggruppamento ricorrente.
Resta invece garantita, almeno sul piano normativo, la tutela dei lavoratori direttamente impiegati negli sportelli Cup grazie alla clausola sociale prevista dal bando, che impone al nuovo gestore di assorbire il personale uscente. Rimangono però aperti gli interrogativi sull'organizzazione futura del servizio, sulle condizioni di lavoro e sul ruolo che le cooperative sociali continueranno ad avere in un settore che, almeno per quanto riguarda la Toscana Centro, si prepara a essere guidato da grandi gruppi industriali.
Per SintesiMinerva il verdetto del Tar rappresenterà quindi un passaggio decisivo. Se il ricorso dovesse essere accolto, la gara potrebbe essere rimessa in discussione.






