25 aprile, Mantellassi: "la memoria per costruire il futuro"
25-04-2026 12:46 - Primo piano
Il 25 aprile a Empoli si è celebrato con una partecipazione sentita e diffusa, nel segno della memoria e dell'impegno civile. Al corteo che da piazza Farinata degli Uberti (dopo la funzione religiosa in Collegiata) è arrivato al monumento dedicato ai 29 empolesi fucilati per rappresaglia dai tedeschi ("con chiare complicità dei fascisti empolesi" ha sottolineato il sindaco Mantellassi nel suo intervento) c'era tanta gente. Come non si vedeva spesso, negli ultimi anni. Tanta gente e tante bandiere.
Proprio nella piazza simbolo della memoria empolese si sono tenuti gli interventi istituzionali e associativi: Roberto Franchini, presidente Anpi, Roberto Bagnoli, presidente Aned, Raffaele Donati, consigliere comunale con delega alla memoria, e infine il sindaco Alessio Mantellassi, che ha pronunciato un lungo e articolato discorso capace di intrecciare storia, identità e prospettive future.
Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato con forza il significato profondo della Liberazione, ricordando come “dobbiamo ricordare quel prima”, ovvero i lunghi anni della dittatura fascista, le persecuzioni, gli arresti e le sofferenze che hanno preceduto la conquista della libertà. Un passaggio fondamentale per comprendere che il 25 aprile non è solo celebrazione, ma consapevolezza storica: “abbiamo bisogno di non perdere noi stessi”, ha sottolineato, indicando nelle radici antifasciste della città il fondamento della democrazia attuale.
Mantellassi ha evocato figure centrali della storia locale e nazionale, come Remo Scappini, protagonista della resa nazista a Genova, e ha ricordato episodi drammatici come le deportazioni verso Mauthausen e le stragi che colpirono il territorio empolese. Un richiamo netto anche alle responsabilità del fascismo: “il fascismo ha le mani insanguinate e non le possiamo dimenticare e non le possiamo lavare con l'indifferenza”.
Accanto alla memoria storica, il discorso ha posto l'accento sull'attualità dei valori della Resistenza. “Tutti devono essere i benvenuti in questa piazza perché tutti dobbiamo essere antifascisti”, ha affermato il sindaco, ribadendo la necessità di un antifascismo largo, condiviso e non divisivo, ma anche fondato su una chiara consapevolezza storica: “la pacificazione non può essere confusione storica”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle iniziative in cantiere sul fronte della memoria e dell'educazione civica. Tra queste, spicca il progetto di un gemellaggio con Genova, nel nome di Remo Scappini e del ruolo svolto nella Liberazione ligure: un legame simbolico tra due città unite dalla storia della Resistenza e dall'impegno antifascista. Parallelamente, l'amministrazione sta lavorando a un gemellaggio con Betlemme, con l'intento di promuovere una cultura di pace e solidarietà internazionale, guardando ai conflitti contemporanei con uno sguardo attento e responsabile.
Importante anche il coinvolgimento delle giovani generazioni, con l'annuncio di un nuovo concorso dedicato alle scuole, pensato per stimolare riflessioni sulla memoria storica e valorizzare il contributo degli “operatori di memoria”, ovvero associazioni, familiari e volontari che custodiscono e tramandano il ricordo della Resistenza.
Non sono mancati riferimenti ai viaggi della memoria, che porteranno anche quest'anno studenti empolesi nei luoghi simbolo della deportazione, e ai progetti di riqualificazione urbana, come quelli che interesseranno piazza Matteotti e piazza Don Minzoni, con l'obiettivo di mantenere vivo il legame tra spazi cittadini e memoria storica di due personaggi che sono state vittime del fascismo.
Proprio nella piazza simbolo della memoria empolese si sono tenuti gli interventi istituzionali e associativi: Roberto Franchini, presidente Anpi, Roberto Bagnoli, presidente Aned, Raffaele Donati, consigliere comunale con delega alla memoria, e infine il sindaco Alessio Mantellassi, che ha pronunciato un lungo e articolato discorso capace di intrecciare storia, identità e prospettive future.
Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato con forza il significato profondo della Liberazione, ricordando come “dobbiamo ricordare quel prima”, ovvero i lunghi anni della dittatura fascista, le persecuzioni, gli arresti e le sofferenze che hanno preceduto la conquista della libertà. Un passaggio fondamentale per comprendere che il 25 aprile non è solo celebrazione, ma consapevolezza storica: “abbiamo bisogno di non perdere noi stessi”, ha sottolineato, indicando nelle radici antifasciste della città il fondamento della democrazia attuale.
Mantellassi ha evocato figure centrali della storia locale e nazionale, come Remo Scappini, protagonista della resa nazista a Genova, e ha ricordato episodi drammatici come le deportazioni verso Mauthausen e le stragi che colpirono il territorio empolese. Un richiamo netto anche alle responsabilità del fascismo: “il fascismo ha le mani insanguinate e non le possiamo dimenticare e non le possiamo lavare con l'indifferenza”.
Accanto alla memoria storica, il discorso ha posto l'accento sull'attualità dei valori della Resistenza. “Tutti devono essere i benvenuti in questa piazza perché tutti dobbiamo essere antifascisti”, ha affermato il sindaco, ribadendo la necessità di un antifascismo largo, condiviso e non divisivo, ma anche fondato su una chiara consapevolezza storica: “la pacificazione non può essere confusione storica”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle iniziative in cantiere sul fronte della memoria e dell'educazione civica. Tra queste, spicca il progetto di un gemellaggio con Genova, nel nome di Remo Scappini e del ruolo svolto nella Liberazione ligure: un legame simbolico tra due città unite dalla storia della Resistenza e dall'impegno antifascista. Parallelamente, l'amministrazione sta lavorando a un gemellaggio con Betlemme, con l'intento di promuovere una cultura di pace e solidarietà internazionale, guardando ai conflitti contemporanei con uno sguardo attento e responsabile.
Importante anche il coinvolgimento delle giovani generazioni, con l'annuncio di un nuovo concorso dedicato alle scuole, pensato per stimolare riflessioni sulla memoria storica e valorizzare il contributo degli “operatori di memoria”, ovvero associazioni, familiari e volontari che custodiscono e tramandano il ricordo della Resistenza.
Non sono mancati riferimenti ai viaggi della memoria, che porteranno anche quest'anno studenti empolesi nei luoghi simbolo della deportazione, e ai progetti di riqualificazione urbana, come quelli che interesseranno piazza Matteotti e piazza Don Minzoni, con l'obiettivo di mantenere vivo il legame tra spazi cittadini e memoria storica di due personaggi che sono state vittime del fascismo.






