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4 Novembre, Empoli ricorda i caduti delle Forze Armate e rende omaggio alle vittime della tragedia in Bosnia

04-11-2026 14:32 - Cronaca
Un 4 Novembre all'insegna del ricordo, della commozione e della riconoscenza. Empoli ha celebrato il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate rendendo omaggio ai caduti della Prima Guerra Mondiale e ai quattro militari italiani che hanno perso la vita nell'incidente dell'elicottero da trasporto dell'Esercito CH-47, precipitato lo scorso 29 ottobre a Gorice, nei pressi della città di Brčko, in Bosnia-Erzegovina, durante un volo di addestramento nell'ambito della missione Eufor Althea. Nell'incidente sono rimasti feriti altri undici militari. I funerali delle vittime si sono svolti martedì 3 novembre nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.

La commemorazione empolese è iniziata con la santa messa nella chiesa della Madonna del Pozzo, celebrata dal Proposto don Guido Engels. Nel corso dell'omelia, don Engels ha richiamato l'attenzione sull'importanza della pace, sottolineando come essa dipenda da ciascuno di noi e debba essere costruita quotidianamente, anche quando il mondo sembra non voler ascoltare.La cerimonia è quindi proseguita al Parco della Rimembranza, in viale Buozzi, davanti alla lapide dedicata agli «aviatori caduti in tempo di guerra e di pace». Ai piedi del monumento sono stati deposti una corona d'alloro e un mazzo di fiori. Al centro del parco si sono poi tenuti gli interventi istituzionali, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, delle Forze dell'Ordine, delle associazioni con i rispettivi Gonfaloni, di studentesse e studenti dell'indirizzo scientifico dell'Istituto Calasanzio e di numerosi cittadini.
Nel corso della commemorazione sono stati ricordati i quattro militari scomparsi: Laura Procacci, 32 anni, di Andria, sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, prossima alla laurea in Medicina; Simone Ruggia, 36 anni, di Salerno, sergente dell'Aviazione dell'Esercito, sposatosi lo scorso maggio; Claudio Marchesi, 35 anni, originario di Orvieto, sergente dell'Aviazione dell'Esercito, che aveva conseguito il brevetto di manutentore di aeromobili militari; e Franco Adriano Zecchillo, 65 anni, di Milano, tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana e infermiere professionista.

«Ci troviamo in un parco voluto per ricordare i caduti della Prima Guerra Mondiale. Oggi questo luogo è tornato bello e dignitoso, ma la “rimembranza” dei militari caduti vale ancora oggi, quando l'Esercito è in viaggio nelle cosiddette missioni di pace – ha dichiarato il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi –. E ne commemoriamo alcuni, alla lapide di questo parco dedicata agli aviatori, che purtroppo hanno perso la vita in un tragico incidente in elicottero, lontano dai propri cari, nel pieno della loro vita e della loro attività, in un territorio delicatissimo come quello della Bosnia-Erzegovina».
Il sindaco ha poi sottolineato la necessità di riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle Forze Armate e dalle Forze dell'Ordine, al di là delle divisioni politiche. «Dobbiamo essere orgogliosi per tutto ciò che compiono ogni giorno e non deve esserci divisione politica. Questa tragedia deve farci ricordare l'importanza delle Forze Armate, l'importanza della bandiera italiana».

Mantellassi ha inoltre richiamato l'attenzione sull'importanza di preservare la memoria di chi ha perso la vita in servizio, ricordando anche la strage di Nassiriya e la recente intitolazione di un parco a Santa Maria a Emanuela Loi, agente della Polizia di Stato e vittima della strage di via D'Amelio. «Quando si parla della vita delle Forze Armate e delle Forze dell'Ordine, dobbiamo portare rispetto al loro ricordo e alle loro famiglie. Empoli lo ha fatto nel ricordo di Emanuela Loi. Continuiamo a farlo, con rispetto e orgoglio verso il loro sacrificio».

A seguire è intervenuto lo storico e archivista Paolo Santini, che ha ripercorso le origini e il significato del Parco della Rimembranza, strettamente legato alla memoria dei caduti empolesi della Grande Guerra. «Nei parchi della Rimembranza si ricordano i caduti della Grande Guerra 1915-1918, che per quanto riguarda Empoli furono oltre 300 (297 quelli riportati nell'albo d'oro ufficiale, 336 se consideriamo tutti i caduti per causa di guerra)», ha ricordato Santini.

Centinaia di giovani empolesi sacrificarono la propria vita durante il conflitto e ancora oggi vengono ricordati simbolicamente attraverso gli alberi del parco, ciascuno originariamente accompagnato da una targhetta con il nome e il cognome del caduto.

Il Parco della Rimembranza di Empoli fu inaugurato il 10 giugno 1923 e inizialmente dedicato a 69 caduti del capoluogo e delle frazioni di Cerbaiola, Corniola, San Giusto e Ponzano. Un luogo che segnò l'ingresso della commemorazione dei caduti della Grande Guerra in una dimensione pubblica, mantenendo viva una tradizione che si rinnova ogni anno il 4 Novembre.

Come ha spiegato Santini, questi parchi nacquero su impulso del Ministero della Pubblica Istruzione, che alla fine del 1922 emanò una circolare per promuovere la realizzazione di luoghi dedicati alla memoria dei caduti. Già nel 1926, con la legge 559, furono dichiarati pubblici monumenti e oggi sono tutelati come beni storici, culturali e paesaggistici.