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A quando un giorno del Ricordo senza polemiche?

16-02-2026 18:57 - Opinioni


Il Giorno del ricordo è una commemorazione civile nazionale italiana che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata. Si celebra il 10 febbraio e fu istituita con la legge 30 marzo 2004. L’obiettivo è "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale". Le stime parlano di 10-20 mila vittime infoibate vive. Parallelamente, l'esodo giuliano-dalmata coinvolse circa 350 mila italiani, costretti ad abbandonare le proprie terre cedute alla Jugoslavia con il trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, data simbolica della ricorrenza.

L’istituzione del giorno del Ricordo è una decisione che segna un momento di svolta nella storia italiana ma che, nonostante questo, continua ad essere motivo di scontro politico. Nessuno pensava che già nel 2004 fosse una giornata tranquilla ma era lecito pensare che nel 2026 non si sentissero polemiche che, francamente, sembrano strumentali. Ed invece, anche nella nostra Empoli, così non è stato ed anche quest’anno non è mancata la discussione su questa giornata, sulla distinzione fra morti che, almeno a livello istituzionale, non ha motivo di esistere.

Sono i fatti a parlare. Al di là di cose che si devono fare per legge, tipo la bandiera a mezz’asta sugli edifici pubblici, il Comune di Empoli sul punto va oltre, dimostrando quanto la partecipazione al significato del 10 febbraio sia reale e sentita. Accanto al comunicato ufficiale, non è mancato il post del sindaco Mantellassi (lo faceva puntualmente anche da presidente del consiglio comunale), così come non mancava negli anni scorsi il post di chi lo ha preceduto. Il consiglio comunale osserverà un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime nella prossima seduta e, seppur fare paragoni sia quanto di più sbagliato ci sia visto l'argomento, lo stesso accadde ed accade sempre anche in occasione del 27 gennaio, giornata della Memoria. Associazioni come l’Aned, che hanno nella memoria la loro ragion d’essere, fanno sempre sentire la propria voce per ricordare i civili morti nelle foibe, partecipando così al dolore collettivo.

Cosa fare di più? Perché ogni anno, puntuale, la polemica sul giorno del Ricordo? Quando vivremo un 10 febbraio senza polemiche ma solo ricordando i civili morti? Davvero una città come la nostra non è pronta a fare questo passo?