“Il ponte rivive”, a Ponte a Cappiano un fine settimana rinascimentale
22-09-2026 15:40 - Circondiario
“1551: Cappiano centro produttivo e amministrativo di un importante latifondo mediceo”: è stato questo il tema dell'edizione 2026 de “Il ponte rivive”, la rievocazione storica promossa dalla Granducale Contrada Cappiano, che nello scorso fine settimana ha condotto il borgo fucecchiese indietro nel tempo fino al Rinascimento.
L'evento ha riportato alla luce la principale fonte di reddito dell'epoca: la pesca all'interno del Padule. I suoni, i colori e le atmosfere del tempo hanno interamente animato le vie del paese, offrendo ai numerosi visitatori un vero e proprio viaggio nel tempo. All'interno di questa cornice, l'abito storico ha svolto un ruolo filologico e visivo fondamentale, dimostrandosi il vero trait d'union tra la sensibilità moderna e la realtà del Cinquecento. La presenza di oltre 150 figuranti ha permesso di ricostruire visivamente la rigida gerarchia sociale dell'epoca medicea. Grazie anche alla preziosa collaborazione dell'associazione Scannagallo, che ha fornito armi e monture militari fedelmente ricostruite, il rigore storico degli abiti ha conferito solennità e credibilità scientifica all'intera manifestazione. Per i figuranti stessi, indossare un abito ricostruito secondo i dettami del XVI secolo non è stato un semplice "mascherarsi", ma un atto di immedesimazione che ha permesso di restituire dignità e rispetto alla memoria dei personaggi interpretati.
Attorno al fulcro storico del ponte, le due piazze di Cappiano hanno ospitato la dimensione più festosa del Rinascimento: mercatini artigianali, giullari, musici e balli dell'epoca hanno coinvolto il pubblico, mentre le taverne e le osterie hanno permesso di cogliere i sapori della tradizione.
“Ci tengo a fare i complimenti all'intera macchina organizzativa del "Ponte rivive" per una manifestazione che conferma il radicamento delle rievocazioni storiche a Fucecchio – commenta l'assessore alla cultura Alberto Cafaro -. In particolare, l'attenzione per l'abito storico evidenzia ancora una volta il grande lavoro delle sartorie delle contrade, rendendo omaggio all’impegno di tutti i volontari che contribuiscono a mantenere viva una tradizione ormai divenuta parte integrante del nostro patrimonio culturale”.
Fonte: Ufficio stampa
L'evento ha riportato alla luce la principale fonte di reddito dell'epoca: la pesca all'interno del Padule. I suoni, i colori e le atmosfere del tempo hanno interamente animato le vie del paese, offrendo ai numerosi visitatori un vero e proprio viaggio nel tempo. All'interno di questa cornice, l'abito storico ha svolto un ruolo filologico e visivo fondamentale, dimostrandosi il vero trait d'union tra la sensibilità moderna e la realtà del Cinquecento. La presenza di oltre 150 figuranti ha permesso di ricostruire visivamente la rigida gerarchia sociale dell'epoca medicea. Grazie anche alla preziosa collaborazione dell'associazione Scannagallo, che ha fornito armi e monture militari fedelmente ricostruite, il rigore storico degli abiti ha conferito solennità e credibilità scientifica all'intera manifestazione. Per i figuranti stessi, indossare un abito ricostruito secondo i dettami del XVI secolo non è stato un semplice "mascherarsi", ma un atto di immedesimazione che ha permesso di restituire dignità e rispetto alla memoria dei personaggi interpretati.
Attorno al fulcro storico del ponte, le due piazze di Cappiano hanno ospitato la dimensione più festosa del Rinascimento: mercatini artigianali, giullari, musici e balli dell'epoca hanno coinvolto il pubblico, mentre le taverne e le osterie hanno permesso di cogliere i sapori della tradizione.
“Ci tengo a fare i complimenti all'intera macchina organizzativa del "Ponte rivive" per una manifestazione che conferma il radicamento delle rievocazioni storiche a Fucecchio – commenta l'assessore alla cultura Alberto Cafaro -. In particolare, l'attenzione per l'abito storico evidenzia ancora una volta il grande lavoro delle sartorie delle contrade, rendendo omaggio all’impegno di tutti i volontari che contribuiscono a mantenere viva una tradizione ormai divenuta parte integrante del nostro patrimonio culturale”.
Fonte: Ufficio stampa






