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Al Be.Go. "Intrecci d'arte"... per ricostruire legami tra generazioni

13-04-2026 09:53 - Circondiario
Martedì 14 aprile alle ore 15,00 presso il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, prende il via "Intrecci d'arte – L'arte per ricostruire legami tra generazioni", un ciclo di 3 appuntamenti che coinvolgerà alcuni ospiti della RSA Ciapetti e una classe quarta dell'ISISS F. Enriques.

Nato da un'idea della direttrice Scientifica Serena Nocentini e sviluppato dall'operatrice Giulia Lotti durante il corso di formazione organizzato da MTA - Musei Toscani per l'Alzheimer per sviluppare programmi di accessibilità museale, "Intrecci d'arte" si propone di favorire la costruzione di relazioni di prossimità tra persone anziane fragili e adolescenti, attraverso un percorso condiviso di attività laboratoriali all'interno del museo.



"I musei si confermano luoghi privilegiati di connessione e dialogo – afferma la direttrice – capaci di stimolare la creatività e l'espressione personale a partire dall'osservazione delle opere, nelle quali è possibile ritrovare emozioni e la nostra identità culturale. In particolare questo progetto nasce per favorire una maggiore consapevolezza sull'Alzheimer e sulle demenze degenerative, contribuendo a contrastare gli stereotipi ad esse associati e promuovendo, fin dalla giovane età, empatia e capacità di sospensione del giudizio."



Ispirato al metodo TimeSlips, una tecnica di narrazione creativa ideata dalla professoressa americana Anne Basting, il progetto utilizza come punto di partenza gli affreschi di Benozzo Gozzoli, conservati al museo e originariamente affrescati sui tabernacoli viari. Da queste opere prenderanno vita nuove storie collettive, generate direttamente dalla creatività dei partecipanti, giovani e anziani. Questo approccio, ampiamente utilizzato anche in contesti legati al decadimento cognitivo, si fonda sulla valorizzazione delle capacità residue e delle potenzialità individuali, rendendo l'arte un linguaggio universale, promotore di inclusione e coesione sociale.



Il progetto si articolerà in tre incontri. Il primo, in programma il 14 aprile, si aprirà con i saluti delle istituzioni coinvolte nel progetto, la Sindaca di Castelfiorentino Francesca Giannì, l'Assessore alla Cultura Franco Spina, la Presidente della Fondazione Teatro del Popolo Maria Cristina Giglioli, la docente dell'Enriques Edilberta Stefani e del rappresentante del CdA della RSA Ciapetti Alessandro Martini; proseguirà poi con una introduzione dedicata al tema delle demenze e indirizzata a studenti e studentesse, grazie al contributo di Regina Canapé della sezione Empolese Valdelsa di AIMA per concludersi con approfondimento sul ruolo del museo accessibile e sulle attività svolte annualmente al BeGo.




Nei due incontri successivi, previsti nei martedì seguenti (21 e 28 aprile), studenti e studentesse dell'ISISS F. Enriques prenderanno parte alle attività insieme agli anziani della RSA Ciapetti: inizialmente un laboratorio di storytelling e, a seguire, un'attività manuale con l'argilla – materiale multisensoriale – realizzata in collaborazione con il ceramista castellano Giovanni Fiaschi.



"Attraverso queste esperienze, il museo si configura come uno spazio capace di valorizzare il ruolo sociale degli anziani fragili all'interno della comunità – conferma Maria Cristina Giglioli- offrendo loro occasioni di relazione al di fuori del contesto familiare. Per i giovani partecipanti, il progetto rappresenterà un'opportunità significativa per vivere il BeGo come luogo dinamico e inclusivo, non solo dedicato alla conservazione del patrimonio culturale, ma anche all'educazione alla cittadinanza attiva, alla cooperazione e al rispetto delle diversità."



Tutte le attività saranno curate e condotte dalle educatrici museali Giulia Lotti e Sara Pelagalli, in collaborazione con l'animatrice geriatrica Linda Ciarrocchi della RSA Ciapetti, in modo da mettere a frutto simultaneamente competenze appartenenti ad ambiti professionali diversi.



"Oggi i musei sono chiamati a diventare luoghi attivi di contaminazione tra linguaggi, artistici e non solo. Il museo diventa molto più di un contenitore di opere, ma assume la forma di un laboratorio vivente, dove la cultura non solo si conserva, ma si rinnova e si arricchisce grazie alla partecipazione di tutti, con un'attenzione particolare alla valorizzazione delle fragilità. Con 'Intrecci d'arte', il BeGo dimostra come l'arte possa farsi ponte tra il passato e il presente, tra il mondo degli adolescenti e quello delle persone anziane, in un'ottica di inclusione e crescita reciproca". Queste le parole condivise dalla Sindaca di Castelfiorentino Francesca Giannì e l'Assessore alla Cultura Franco Spina.



Da oltre dieci anni il Dipartimento educativo del Museo Benozzo Gozzoli, è costantemente impegnato nella progettazione di attività inclusive, con l'obiettivo di promuovere e sostenere la partecipazione dei pubblici fragili e favorire un accesso sempre più ampio e consapevole alla bellezza dell'arte. Un impegno consolidato e riconosciuto anche a livello internazionale; nell'ambito del progetto Erasmus+, "Intrecci d'arte" vedrà infatti la partecipazione in modalità di job shadowing di una delegazione dello staff museale del Muzej Brodskog Posavlja, in Croazia, interessata a conoscere da vicino le pratiche educative sviluppate dal BeGo.

In questo intreccio di storie, sguardi e vissuti, l'arte diventa terreno comune su cui generazioni diverse possono incontrarsi e riconoscersi. Un piccolo ma prezioso passo verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura delle proprie fragilità.