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Al Teatro Excelsior di Empoli il musical diventa un manifesto di inclusione: gli allievi di ExcelsiorArt portano in scena “IL BALLO”

14-10-2026 15:47 - Lifestyle
Prima ancora che si accendano le luci, che la musica riempia la sala e che il pubblico prenda posto, il teatro è già in movimento. Sul palcoscenico del Cinema Teatro Excelsior di Empoli non ci sono scenografie monumentali, né costumi scintillanti, né quinte pronte a nascondere e rivelare le azioni. C'è il vuoto, quello spazio apparentemente essenziale nel quale, a poco a poco, tutto prende forma. Gli attori e le attrici sono seduti in circolo, il copione tra le mani, intenti a leggere, confrontarsi, ripetere le battute. Luca Magnoni distribuisce i ruoli, ragiona sulle possibilità, suggerisce soluzioni, prova a immaginare insieme ai suoi allievi ciò che ancora non si vede.

Ma non si tratta soltanto di assegnare una parte a ciascuno. In quella sala prove si comincia a costruire un mondo: i personaggi, certo, ma anche i movimenti, le azioni, le scene da comporre e scomporre, le entrate e le uscite, le quinte da aprire o chiudere, gli spazi da attraversare e quelli da lasciare vuoti. Ogni gesto deve trovare il proprio posto, ogni presenza deve dialogare con le altre. Tutto viene immaginato e sperimentato prima di diventare visibile allo spettatore. Fino alla prova generale, buona parte di quello che il pubblico vedrà resterà un'ipotesi, un'intuizione da verificare, un'idea da trasformare in teatro.

È da questo lavoro collettivo, fatto di pazienza, creatività e fiducia reciproca, che nasce “IL BALLO - Il Musical”, il nuovo spettacolo degli allievi non professionisti del corso annuale di Musical di ExcelsiorArt. Un progetto che quest'anno sceglie di affrontare una questione quanto mai attuale: il diritto di essere se stessi, senza dover chiedere il permesso a nessuno.

La regia è affidata a Luca Magnoni che dello spettacolo è anche il coreografo, la direzione musicale ad Ambra Veridiani, mentre il coaching teatrale è curato da Fabio Magnani. L'appuntamento è fissato per il 9 e il 10 novembre, alle 21, sul palcoscenico dell'Excelsior, con una novità significativa: le serate in programma sono diventate due, a testimonianza della crescita di un'esperienza che negli anni ha saputo coinvolgere un numero sempre maggiore di persone.


Una storia d'amore contro i pregiudizi
Ispirato a The Prom, il celebre musical americano, “IL BALLO” racconta la vicenda di Emma, una studentessa a cui viene impedito di partecipare al ballo di fine anno insieme alla propria fidanzata. Una decisione che, dietro l'apparente semplicità di una regola scolastica, nasconde un conflitto profondo: quello tra il desiderio di vivere apertamente i propri sentimenti e una comunità che non è ancora pronta ad accettarli.

La notizia arriva fino a un gruppo di eccentrici attori di Broadway, alle prese con una crisi d'immagine e alla ricerca di una causa capace di rilanciare la loro popolarità. Decidono così di raggiungere la cittadina dell'Indiana in cui vive Emma, convinti di poter intervenire e trasformare la vicenda in un'occasione di riscatto personale. Le loro intenzioni, inizialmente condizionate dalla ricerca di visibilità, finiranno per scontrarsi con la realtà delle persone coinvolte, mettendo in discussione certezze, motivazioni e convinzioni.

Il risultato è una storia che alterna comicità, situazioni paradossali, personaggi eccentrici e momenti di autentica commozione. Sotto la leggerezza della commedia musicale, però, pulsa una domanda molto seria: quanto siamo disposti ad accettare chi è diverso da noi? E quanto spesso, dietro le parole della tradizione o del perbenismo, si nasconde la paura di ciò che non conosciamo?

È qui che il musical supera i confini dell'intrattenimento. L'inclusione, l'accettazione di sé, la lotta all'omofobia e ai pregiudizi diventano il cuore di una narrazione che invita a riconoscere la dignità di ogni persona. Il ballo di fine anno, simbolo di festa, condivisione e passaggio verso una nuova fase della vita, si trasforma così in qualcosa di più: il diritto di partecipare alla gioia comune senza dover rinunciare alla propria identità.

Una scelta narrativa che trova una particolare risonanza in un teatro che ha deciso di rivolgersi anche ai più giovani, facendo dell'arte un'occasione di dialogo tra generazioni.

Luca Magnoni: «Avevamo voglia di dare un senso sociale al nostro progetto»
La scelta di portare in scena “IL BALLO” non nasce soltanto dalla ricerca di un titolo adatto alle caratteristiche del gruppo. Alla base c'è la volontà condivisa di fare del teatro uno strumento capace di parlare alla società e di prendere posizione sui temi che attraversano la vita quotidiana.

«Siamo arrivati a questo tema perché ho trovato un forte sostegno da parte di tutti i ragazzi», racconta Luca Magnoni durante le prove. «C'era la voglia non soltanto di fare arte insieme, ma anche di dare un senso sociale a questo progetto. Ho sentito il loro appoggio nel parlare di tematiche importanti, che ci riguardano da vicino».

Un sostegno che, per il direttore artistico, rappresenta un elemento fondamentale. Il gruppo non è semplicemente chiamato a interpretare una storia scritta da altri: è coinvolto in una scelta che riguarda il significato stesso del lavoro teatrale. Portare sul palco una vicenda come quella di Emma significa interrogarsi sui rapporti umani, sulle discriminazioni e sulla responsabilità di ciascuno nella costruzione di una comunità più accogliente.

Non è, del resto, la prima volta che ExcelsiorArt decide di confrontarsi con una questione sociale attraverso il musical. «Anche l'anno scorso abbiamo affrontato una tematica importante, quella del cancro e della forza delle donne», ricorda Magnoni. «Quest'anno, pensando ai titoli disponibili, è venuto fuori The Prom».

La scelta, spiega, deve necessariamente tenere insieme due esigenze: la forza del messaggio e le caratteristiche concrete del gruppo. Ogni spettacolo richiede un equilibrio tra il numero dei personaggi, la distribuzione delle parti, le capacità vocali e interpretative degli allievi e la possibilità di costruire un percorso adatto a ciascuno.

«Ogni anno devo cercare dei titoli che possiamo mettere in scena al meglio e che abbiano un numero preciso di personaggi, ai quali possiamo dare vita nel modo migliore. Ogni titolo, poi, lo riadatto: creo personaggi in più o modifico alcuni aspetti in base a quello che siamo noi e ai ragazzi che andranno in scena».

Anche “IL BALLO” nasce dunque da un lavoro di adattamento, nel quale l'opera originale viene ripensata per diventare uno spettacolo autenticamente corale. Il testo deve incontrare le persone che lo interpreteranno, valorizzarne le qualità e consentire a ciascuno di trovare una collocazione significativa all'interno della storia.

«Bisogna considerare quanti uomini e quante donne abbiamo, chi canta di più e chi di meno, chi può affrontare determinate tipologie di personaggi, anche dal punto di vista emotivo. Questo musical era perfetto per il nostro numero di partecipanti, naturalmente dopo averlo riadattato».

Nella versione costruita per ExcelsiorArt, l'ambientazione scolastica è stata ripensata anche in funzione della composizione del gruppo: il liceo americano diventa un college femminile. Non una modifica puramente formale, ma un esempio concreto di come la regia cerchi di far dialogare il materiale di partenza con le possibilità degli allievi.

«Ho proposto questo titolo spiegando che al suo interno ci sono temi come l'inclusione, l'accettazione e la lotta all'omofobia. Sono questioni che, in questo momento storico, ci toccano particolarmente. I ragazzi hanno accolto la proposta e abbiamo cominciato a lavorarci».

Il teatro parla ai giovani, partendo dai giovani
C'è un altro aspetto che rende significativo il progetto: il rapporto con gli studenti e con le nuove generazioni. Il racconto di Emma si sviluppa in un ambiente scolastico, tra adolescenti, aspettative familiari, amicizie e desiderio di essere riconosciuti per ciò che si è. È un mondo che molti giovani possono sentire vicino, anche quando le situazioni raccontate non coincidono esattamente con la propria esperienza.

Magnoni ha intenzione di valorizzare ulteriormente questa vicinanza attraverso il coinvolgimento delle scuole. Come già accaduto nella precedente edizione, anche quest'anno la produzione prevede di ampliare il pubblico della prova generale del mattino, invitando alcune classi ad assistere allo spettacolo.

«La mattina della prova generale allarghiamo l'invito e coinvolgiamo dei ragazzi che poi si ritrovano protagonisti loro stessi, nel senso che stiamo parlando di loro, della loro età. Ci rivolgiamo esattamente a quella fascia».

Il teatro, in questa prospettiva, non è soltanto un luogo in cui assistere a una rappresentazione. Diventa uno spazio protetto nel quale affrontare questioni complesse attraverso la narrazione, immedesimarsi nei personaggi, riconoscere emozioni e conflitti, ascoltare punti di vista differenti.

Una storia può fare quello che a volte una lezione frontale non riesce a fare: mettere lo spettatore nei panni di qualcun altro. La vicenda di Emma costringe a guardare il mondo attraverso gli occhi di una ragazza che vorrebbe semplicemente partecipare a un momento importante della propria vita insieme alla persona che ama. E obbliga a interrogarsi sulle conseguenze, spesso sottovalutate, delle esclusioni e dei giudizi.

Per gli studenti che assisteranno alla rappresentazione, il messaggio non sarà affidato soltanto alle parole del copione. Saranno i corpi, le voci, le canzoni e le relazioni tra i personaggi a renderlo concreto. L'inclusione, così, smette di essere un concetto astratto e diventa un'esperienza emotiva da condividere.


Luca Magnoni, una vocazione nata dietro le quinte
Per comprendere la natura di questo progetto bisogna conoscere anche il percorso di chi lo dirige. Luca Magnoni racconta di essere arrivato professionalmente al mondo dello spettacolo come performer, partendo quindi dall'esperienza diretta del palcoscenico. Ma accanto al desiderio di esibirsi, fin da giovanissimo, ha coltivato un interesse altrettanto forte per la costruzione degli spettacoli.

La sua inclinazione per l'organizzazione e la creatività emerge presto. «A 17 anni ho iniziato a insegnare ginnastica artistica nel corso che frequentavo da quando avevo quattro anni. Mi sono trovato a gestire la regia e le coreografie del saggio».

Da quel momento, racconta, si è ritrovato a coordinare gruppi numerosi, anche con partecipanti più grandi di lui, occupandosi di ogni aspetto della rappresentazione. «C'erano circa cinquanta ragazze, alcune anche di 25 o 26 anni. Dovevo gestirle, organizzare tutto, pensare al tema, a come mettere insieme le scenografie e i costumi».

Un'esperienza che ha contribuito a definire il suo modo di intendere il lavoro artistico. Per Magnoni, la creatività non coincide esclusivamente con l'interpretazione o con l'esibizione individuale. È soprattutto la possibilità di immaginare qualcosa che ancora non esiste e di costruirlo attraverso linguaggi, materiali e competenze differenti.

«Mi attira e mi elettrizza la creatività: che si tratti del movimento, della stoffa, dei materiali per realizzare le scenografie o delle persone da mettere insieme per creare qualcosa».

È una dichiarazione che sembra trovare una traduzione concreta proprio nelle prove di “IL BALLO”. Seduto in mezzo agli allievi, con il copione al centro della discussione, il direttore artistico non lavora soltanto alla recitazione dei singoli. Cerca connessioni, immagina passaggi, valuta possibilità, prova a capire come trasformare un insieme di individualità in un gruppo capace di raccontare una storia.

La regia, in questo senso, diventa un'attività di composizione: proprio come in una coreografia, ogni presenza deve trovare il proprio tempo e il proprio spazio. La differenza è che qui il movimento non è fine a se stesso, ma contribuisce a dare forma a un racconto e a un messaggio.

ExcelsiorArt, una vera officina del musical
«Dico sempre che la nostra è una vera e propria officina del musical», sottolinea Magnoni. Un'espressione che descrive efficacemente il metodo di lavoro adottato da ExcelsiorArt e che va ben oltre l'immagine tradizionale di un corso nel quale si imparano canto, danza e recitazione.

Gli allievi non sono chiamati soltanto a preparare la propria parte e a presentarsi sul palco il giorno della rappresentazione. Il percorso li mette a contatto con l'intero processo produttivo, dalla prima idea fino alla realizzazione finale. Costumi, scenografie, organizzazione, comunicazione e promozione diventano parti di un progetto comune nel quale ciascuno può contribuire secondo le proprie inclinazioni.

Anche le campagne promozionali sui social network, per esempio, rientrano in questa esperienza. Un aspetto che potrebbe sembrare lontano dalla formazione artistica, ma che permette di comprendere quanto lavoro sia necessario per portare uno spettacolo davanti al pubblico.

La produzione teatrale è infatti un organismo complesso. Richiede coordinamento, capacità di risolvere problemi, rispetto delle scadenze e disponibilità a collaborare. Un costume non è soltanto un abito; una scenografia non è soltanto uno sfondo; una quinta non è soltanto un elemento da aprire o chiudere. Ogni componente deve dialogare con le altre, rispettare i tempi della scena e contribuire all'efficacia della narrazione.

È questa dimensione artigianale e corale a fare di ExcelsiorArt un laboratorio nel quale si impara facendo. Gli allievi sperimentano la disciplina necessaria per preparare uno spettacolo, ma anche la soddisfazione di vedere un'idea prendere forma grazie al contributo di tutti.

Il percorso, quindi, supera i confini della formazione tecnica e diventa un'esperienza di crescita personale. Canto, danza e recitazione richiedono impegno individuale, ma il musical impone anche di ascoltare gli altri, rispettare i tempi del gruppo, accettare le indicazioni della regia e imparare a condividere lo spazio.

È una lezione che trova una corrispondenza naturale nel tema stesso di “IL BALLO”: la consapevolezza che una comunità funziona quando ogni persona può partecipare, quando le differenze non vengono cancellate e quando il valore del singolo non viene misurato sulla sua capacità di conformarsi a un modello prestabilito.

La nascita di un progetto per riportare il musical all'Excelsior
Anche la storia del corso di musical è legata a un'idea di rilancio culturale. Magnoni racconta di essere stato contattato da Carolina e Debora, del teatro, grazie a un conoscente comune, un cantante lirico di Roma.

«Avevamo un amico in comune che mi conosceva e conosceva anche loro. A un certo punto è nata l'idea di aprire un corso di musical per riattivare questo teatro, che era rimasto chiuso da tempo dal punto di vista teatrale. Serviva qualcosa che potesse attirare le persone. E lui ha suggerito il musical».

La proposta aveva una logica precisa: una disciplina capace di unire linguaggi diversi, coinvolgere partecipanti con attitudini differenti e attirare un pubblico ampio. Restava da trovare chi potesse trasformare quell'intuizione in un progetto concreto. Il contatto con Magnoni ha dato avvio al percorso.

Da quell'incontro è cresciuta un'esperienza che oggi non si limita a proporre lezioni, ma costruisce ogni anno un nuovo spettacolo e accompagna gli allievi lungo tutte le sue fasi. Il palcoscenico diventa il punto d'arrivo di un lavoro condiviso, ma anche il luogo in cui il teatro ritrova la propria funzione di spazio pubblico, capace di mettere in relazione artisti, partecipanti e spettatori.

Il raddoppio delle date per “IL BALLO” è un segnale importante in questa direzione. Non si tratta soltanto di aggiungere una replica, ma di offrire a più persone la possibilità di assistere al risultato di un percorso che unisce formazione, produzione e riflessione sociale.

Dal cerchio delle prove al palcoscenico
Tornando a quel circolo di sedie e copioni, sul palcoscenico ancora spoglio, si comprende meglio il senso dell'intero progetto. In questa fase non c'è ancora la magia compiuta dello spettacolo, ma c'è il lavoro che la rende possibile.

Le battute vengono lette e rilette, i personaggi prendono lentamente consistenza, le azioni devono trovare una logica. Magnoni distribuisce i ruoli e ragiona sulle scene, mentre gli allievi cercano di comprendere non soltanto che cosa debbano fare, ma perché il loro personaggio agisca in un certo modo e quale relazione costruisca con gli altri.

Le scene si compongono e si scompongono nella mente prima ancora che sul palco. Le quinte, per ora, esistono come indicazioni; gli spostamenti sono traiettorie da provare; le scenografie appartengono a un futuro che deve ancora essere realizzato. Eppure, in quello spazio vuoto, lo spettacolo è già presente come possibilità.

È forse proprio questa la parte più interessante del lavoro teatrale: la capacità di immaginare insieme qualcosa che nessuno potrebbe costruire da solo. Un processo che richiede fiducia nel regista, ma anche fiducia reciproca tra i partecipanti. Ciascuno porta le proprie capacità, i propri limiti, la propria sensibilità e il proprio modo di stare in scena. Il compito del gruppo è trasformare tutto questo in una forma condivisa.

Nel caso di “IL BALLO”, questa esperienza si intreccia con un messaggio che non resta confinato alla storia rappresentata. Lavorare insieme significa anche imparare a riconoscere le differenze, rispettare le individualità e trovare un equilibrio nel quale ogni persona possa contribuire.

Il teatro, del resto, vive proprio di questo: della possibilità di essere molti e, nello stesso tempo, di raccontare qualcosa che appartiene a tutti.

Due serate per celebrare l'amore e la libertà di essere se stessi
Il 9 e il 10 novembre, alle ore 21, il Cinema Teatro Excelsior di Empoli accoglierà dunque “IL BALLO - Il Musical”, con la regia e le coreografie di Luca Magnoni, quella musicale di Ambra Veridiani e il coaching teatrale di Fabio Magnani.

Due appuntamenti che porteranno sul palco il risultato di un percorso fatto di studio, creatività e partecipazione, ma anche un invito a riflettere sul significato dell'inclusione in una società attraversata da tensioni, contraddizioni e conflitti.

La speranza è che il pubblico possa lasciarsi coinvolgere dalla comicità e dall'energia dello spettacolo, senza perdere di vista la domanda che ne costituisce il centro: perché dovrebbe essere necessario lottare per avere il diritto di amare liberamente e di partecipare alla vita della propria comunità?

Emma desidera andare al ballo con la persona che ama. Un desiderio semplice, apparentemente ordinario, che diventa straordinario soltanto perché qualcuno decide di negarle quella possibilità. Ed è proprio questa sproporzione a rendere la sua vicenda così efficace: mostra quanto possano essere dolorose le discriminazioni e quanto sia importante che intorno a chi le subisce si costruisca una rete di solidarietà autentica.

L'arte non può risolvere da sola ogni problema, ma può contribuire a cambiare lo sguardo, aprire conversazioni, mettere in discussione convinzioni consolidate. Può far sorridere e, subito dopo, commuovere. Può intrattenere e allo stesso tempo lasciare una domanda nella mente dello spettatore.

È la direzione che ExcelsiorArt ha scelto di seguire, facendo del musical non soltanto un'esperienza di formazione e spettacolo, ma uno strumento di partecipazione culturale. Sul palcoscenico, ogni allievo avrà una parte da interpretare; fuori dal palcoscenico, il messaggio è rivolto a tutti. Perché l'inclusione non è una concessione e il rispetto non dovrebbe dipendere dalle circostanze. Sono condizioni essenziali per una comunità nella quale ciascuno possa sentirsi riconosciuto, accolto e libero di essere se stesso.
E così, mentre le prove continuano e le scene prendono forma, quel ballo immaginato tra le pagine del copione si avvicina sempre più alla realtà. Quando le luci si accenderanno e il sipario si aprirà, il pubblico non vedrà soltanto il risultato di un lavoro artistico. Vedrà il frutto di un gruppo che ha scelto di mettersi in gioco, di crescere insieme e di affidare al teatro una presa di posizione chiara: contro i pregiudizi, contro l'esclusione, a favore dell'amore e della libertà.

Informazioni e biglietti
“IL BALLO - Il Musical” sarà in scena il 9 e il 10 novembre, alle ore 21, al Cinema Teatro Excelsior di Empoli. I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del teatro dal 12 ottobre.
Per informazioni: infoexcelsiorart@gmail.com.
Per seguire le attività e gli aggiornamenti del progetto: Instagram @excelsiorartofficial e Facebook @ExcelsiorArt.