Alberi, un bene da tutelare e salvaguardare
11-06-2026 10:30 - Circondiario
Giovedì scorso, presso lo splendido giardino della Villa Reghini a Sovigliana (Vinci) il Comitato Alberi di Vinci ha avuto il piacere di ospitare il prof. Alessandro Bottacci, vicepresidente della Società di Restauro Forestale, già professore ordinario all'Università di Camerino (Mc). Tale evento ha visto il Patrocinio del Comune di Vinci e la presenza dell'assessore all'ambiente Giulio Vezzosi.
In un clima di grande cordialità il professore ha ribadito l'importanza degli alberi e dei boschi per la nostra stessa sopravvivenza. Con la gentilezza che lo contraddistingue, ha sfatato una narrazione ricorrente. I boschi NON sono aumentati. La superficie boschiva per effetto dell'abbandono delle campagne può crescere, ma si parla di superficie catastale e non di funzione ecosistemica. La superficie considerata boschiva è un valore che non cambia in relazione alla funzione dei boschi. Difatti, se i boschi fossero tutti tagliati a zero, o bruciati, la superficie non cambierebbe. Ciò che invece cambierebbe è la funzione ecosistemica dei boschi. Ha fatto poi presente che spesso i boschi vengono connotati in modo negativo. Purtroppo infatti,
per giustificare i tagli si parla di “bosco abbandonato” o di “bosco invecchiato” parole che evocano un'area bisognosa di cure e di gestione umana. I boschi vengono dunque connotati in modo negativo quando sono lasciati a se stessi per giustificare tutta una serie di interventi spesso non necessari.
In realtà non è corretto definire “abbandono” la naturale evoluzione senza l'intervento umano, intervento che deve essere il più limitato possibile, proprio per evitare di rompere questi delicati equilibri ecosistemici che si sviluppano all'interno di boschi integri. Infatti i pochi boschi rimasti fuori dalla gestione umana crescono e si evolvono in modo assolutamente sano, generando molti benefici che vale la pena ricordare:
- stoccaggio del carbonio, immagazzinato nel legno, nelle radici e nel suolo;
- presidio idrogeologico, le radici trattengono il terreno fungendo da barriera naturale contro frane, valanghe ed erosione;
- serbatoio di biodiversità, ospitano la stragrande maggioranza delle specie terrestri vegetali ed animali, offrendo loro cibo, riparo e un habitat indisturbato;
- filtro naturale e ciclo dell'acqua, purificano l'acqua piovana e regolano il microclima attraverso l'evapotraspirazione, contrastano la siccità e mitigano le temperature: per questo motivo è difficilissimo che i boschi integri si incendino;
- benessere psicofisico: il contatto con ambienti boschivi incontaminati riduce lo stress riduce i livelli di cortisolo e migliora il sistema immunitario.
Proprio per tutti questi benefici e molto altro, Bottacci ha più volte ripetuto che un bosco non deve essere visto come mero produttore di legna, perché è molto di più. Evitare il più possibile i tagli anche al verde urbano per impedire il sorgere nelle città delle isole di calore. Questa narrazione, chiara e al tempo stesso profondamente scientifica, ha suscitato molte domande e curiosità fra i presenti nel pubblico. E' stato fatto presente che il Montalbano, importantissimo corridoio ecologico fra Prato e la Piana di Empoli deve essere protetto e tutelato e non visto solo come magazzino per il rifornimento di legna.
Fonte: Ufficio stampa
In un clima di grande cordialità il professore ha ribadito l'importanza degli alberi e dei boschi per la nostra stessa sopravvivenza. Con la gentilezza che lo contraddistingue, ha sfatato una narrazione ricorrente. I boschi NON sono aumentati. La superficie boschiva per effetto dell'abbandono delle campagne può crescere, ma si parla di superficie catastale e non di funzione ecosistemica. La superficie considerata boschiva è un valore che non cambia in relazione alla funzione dei boschi. Difatti, se i boschi fossero tutti tagliati a zero, o bruciati, la superficie non cambierebbe. Ciò che invece cambierebbe è la funzione ecosistemica dei boschi. Ha fatto poi presente che spesso i boschi vengono connotati in modo negativo. Purtroppo infatti,
per giustificare i tagli si parla di “bosco abbandonato” o di “bosco invecchiato” parole che evocano un'area bisognosa di cure e di gestione umana. I boschi vengono dunque connotati in modo negativo quando sono lasciati a se stessi per giustificare tutta una serie di interventi spesso non necessari.
In realtà non è corretto definire “abbandono” la naturale evoluzione senza l'intervento umano, intervento che deve essere il più limitato possibile, proprio per evitare di rompere questi delicati equilibri ecosistemici che si sviluppano all'interno di boschi integri. Infatti i pochi boschi rimasti fuori dalla gestione umana crescono e si evolvono in modo assolutamente sano, generando molti benefici che vale la pena ricordare:
- stoccaggio del carbonio, immagazzinato nel legno, nelle radici e nel suolo;
- presidio idrogeologico, le radici trattengono il terreno fungendo da barriera naturale contro frane, valanghe ed erosione;
- serbatoio di biodiversità, ospitano la stragrande maggioranza delle specie terrestri vegetali ed animali, offrendo loro cibo, riparo e un habitat indisturbato;
- filtro naturale e ciclo dell'acqua, purificano l'acqua piovana e regolano il microclima attraverso l'evapotraspirazione, contrastano la siccità e mitigano le temperature: per questo motivo è difficilissimo che i boschi integri si incendino;
- benessere psicofisico: il contatto con ambienti boschivi incontaminati riduce lo stress riduce i livelli di cortisolo e migliora il sistema immunitario.
Proprio per tutti questi benefici e molto altro, Bottacci ha più volte ripetuto che un bosco non deve essere visto come mero produttore di legna, perché è molto di più. Evitare il più possibile i tagli anche al verde urbano per impedire il sorgere nelle città delle isole di calore. Questa narrazione, chiara e al tempo stesso profondamente scientifica, ha suscitato molte domande e curiosità fra i presenti nel pubblico. E' stato fatto presente che il Montalbano, importantissimo corridoio ecologico fra Prato e la Piana di Empoli deve essere protetto e tutelato e non visto solo come magazzino per il rifornimento di legna.
Il comitato Tutela Alberi Vinci
Fonte: Ufficio stampa






