Alessio Cioni: l'empolese che suona, naviga e scrive
21-03-2026 09:24 - Libridine
C'è un momento, nella vita di certi territori apparentemente placidi, in cui ci si accorge che sotto la superficie scorre un talento ostinato e irriducibile. Per il Circondario Empolese Valdelsa, questo passaggio ha a che fare con il lavoro e la costanza di Alessio Cioni.
È appena uscita, nella prestigiosa collana I Poeti di Ponte Vecchio – Vol. 76 di Dantebus Edizioni, l'antologia poetica che accoglie le liriche dell'empolese residente a Cerreto Guidi, concertista di pianoforte, velista, insigne docente e fiero vespista del Vespa Club "Il Ponte Mediceo". L'antologia sarà a breve disponibile in formato ebook e cartaceo su Amazon, Feltrinelli, IBS e Mondadori, pronta a insinuarsi nelle biblioteche domestiche con la discrezione di un pianissimo e l'insistenza di un vento di maestrale.
Chi conosce il percorso artistico di Cioni sa che non si tratta di un entusiasmo municipale. Nel 2003 è stato premiato alla 54ª edizione del prestigioso e storico Concorso Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, una delle competizioni pianistiche più severe e selettive al mondo, dove la retorica viene smascherata alla prima battuta. L'anno successivo, nel 2004, ha conquistato il primo premio assoluto con Premio Speciale del Pubblico al Concorso Internazionale di Belgrado, dimostrando di possedere quella rara combinazione di rigore tecnico e magnetismo comunicativo che mette d'accordo giurie e platee.
A suggellare un percorso già denso di riconoscimenti è arrivato di recente anche il Premio Ferruccio Benvenuto Busoni alla carriera come miglior artista del Circondario Empolese Valdelsa: un titolo che, più che una medaglia, suona come una constatazione. Cioni non è il classico poeta da torre d'avorio. È un artista che conosce il ritmo delle onde e quello dei tasti, la disciplina del pentagramma e la caparbietà della strada provinciale. Nelle sue poesie si avverte la stessa architettura di un'esecuzione pianistica: struttura, tensione, respiro. Ma c'è anche la salsedine di chi ha guardato l'orizzonte senza farsene intimidire e la sobria ironia di chi sa che la provincia, quando vuole, può essere centro del mondo.
"I Poeti di Ponte Vecchio" non è solo un titolo evocativo: è un ponte reale tra tradizione e contemporaneità. In questo volume, Cioni attraversa quel ponte con passo fermo, portando con sé l'eredità culturale toscana e una voce personale, capace di unire introspezione e misura, eleganza e concretezza. Che un concertista pluripremiato trovi nella poesia un'ulteriore forma di espressione potrebbe sembrare eccessivo. Invece, nel suo caso, appare inevitabile. Perché quando un artista ha qualcosa da dire, cambia strumento, non intenzione.
Con questa pubblicazione, il nome di Alessio Cioni si iscrive ufficialmente in un panorama letterario che guarda oltre i confini locali senza dimenticare le proprie radici. E, come ogni autentica storia toscana che si rispetti, lo fa con una punta di orgoglio, una di ironia e una discreta, innegabile classe.
Fonte: Ufficio stampa
È appena uscita, nella prestigiosa collana I Poeti di Ponte Vecchio – Vol. 76 di Dantebus Edizioni, l'antologia poetica che accoglie le liriche dell'empolese residente a Cerreto Guidi, concertista di pianoforte, velista, insigne docente e fiero vespista del Vespa Club "Il Ponte Mediceo". L'antologia sarà a breve disponibile in formato ebook e cartaceo su Amazon, Feltrinelli, IBS e Mondadori, pronta a insinuarsi nelle biblioteche domestiche con la discrezione di un pianissimo e l'insistenza di un vento di maestrale.
Chi conosce il percorso artistico di Cioni sa che non si tratta di un entusiasmo municipale. Nel 2003 è stato premiato alla 54ª edizione del prestigioso e storico Concorso Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, una delle competizioni pianistiche più severe e selettive al mondo, dove la retorica viene smascherata alla prima battuta. L'anno successivo, nel 2004, ha conquistato il primo premio assoluto con Premio Speciale del Pubblico al Concorso Internazionale di Belgrado, dimostrando di possedere quella rara combinazione di rigore tecnico e magnetismo comunicativo che mette d'accordo giurie e platee.
A suggellare un percorso già denso di riconoscimenti è arrivato di recente anche il Premio Ferruccio Benvenuto Busoni alla carriera come miglior artista del Circondario Empolese Valdelsa: un titolo che, più che una medaglia, suona come una constatazione. Cioni non è il classico poeta da torre d'avorio. È un artista che conosce il ritmo delle onde e quello dei tasti, la disciplina del pentagramma e la caparbietà della strada provinciale. Nelle sue poesie si avverte la stessa architettura di un'esecuzione pianistica: struttura, tensione, respiro. Ma c'è anche la salsedine di chi ha guardato l'orizzonte senza farsene intimidire e la sobria ironia di chi sa che la provincia, quando vuole, può essere centro del mondo.
"I Poeti di Ponte Vecchio" non è solo un titolo evocativo: è un ponte reale tra tradizione e contemporaneità. In questo volume, Cioni attraversa quel ponte con passo fermo, portando con sé l'eredità culturale toscana e una voce personale, capace di unire introspezione e misura, eleganza e concretezza. Che un concertista pluripremiato trovi nella poesia un'ulteriore forma di espressione potrebbe sembrare eccessivo. Invece, nel suo caso, appare inevitabile. Perché quando un artista ha qualcosa da dire, cambia strumento, non intenzione.
Con questa pubblicazione, il nome di Alessio Cioni si iscrive ufficialmente in un panorama letterario che guarda oltre i confini locali senza dimenticare le proprie radici. E, come ogni autentica storia toscana che si rispetti, lo fa con una punta di orgoglio, una di ironia e una discreta, innegabile classe.
Fonte: Ufficio stampa






