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Allagamenti, le risposte della giunta non soddisfano le opposizioni

22-09-2026 07:27 - Cronaca
Quando i temi discussi in aula riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini, il pubblico non manca. È accaduto giovedì 21 settembre in Consiglio comunale a Empoli, dove la sala si è riempita per la discussione sulle conseguenze del violento nubifragio del 17 settembre. Strade e sottopassi allagati, acqua entrata in garage, abitazioni e attività commerciali hanno riportato al centro dell'attenzione la tenuta del sistema di smaltimento delle acque della città. C'erano cittadini comuni, commercianti (per avere risposte sui continui disagi del centro storico), c'erano anche rappresentanti dei comitati organizzati e i cittadini che vivono nelle aree interessate dalla vicenda Keu, oggetto di discussione nel corso della riunione del consiglio comunale. Erano tanti, quanti se ne ricordano – forse – solo in altre sporadiche occasioni (la vicenda del rigassificatore, ad esempio) e non sempre si sono trattenuti – come vuole il regolamento – al solo ascolto), al punto che la presidente del consiglio comunale ha dovuto ricorrere anche a un ammonimento, minacciando di far uscire il pubblico dall'aula .

A sollevare la questione degli allagamenti sono state le prime due domande di attualità della seduta, presentate da Cosimo Carriero per Fratelli d'Italia e dalla capogruppo di Empoli del Fare, Claudia Ghezzi. A rispondere è stato l'assessore alle Manutenzioni Simone Falorni.

La prima domanda ha preso le mosse dai circa 75 millimetri di pioggia caduti in un'ora, che hanno provocato allagamenti in diverse zone della città e richiesto l'attivazione del Centro operativo comunale.

Carriero ha richiamato in particolare i problemi registrati nel centro storico, in via del Giglio, ma anche a Ponzano, Santa Maria, Carraia e nei sottopassi. Nel suo intervento ha ricordato inoltre quanto comunicato dall'amministrazione dopo il nubifragio, ovvero i 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie effettuati tra maggio e settembre.

La domanda di Fratelli d'Italia si è concentrata sulle cause degli allagamenti e sulla capacità della rete di affrontare precipitazioni di forte intensità. Il consigliere ha chiesto quali verifiche siano state effettuate dopo il 17 settembre, quali interventi siano stati realizzati dopo gli eventi del marzo 2025 e quali opere siano oggi programmate.

Chiesta anche maggiore chiarezza sui 130 interventi di pulizia delle caditoie: dove sono stati effettuati e quando nelle zone maggiormente colpite dal nubifragio.

L'assessore Falorni ha innanzitutto ricordato la suddivisione delle competenze: Acque Spa gestisce la rete fognaria, il Comune le caditoie stradali, Alia lo spazzamento e il Consorzio di bonifica il reticolo idraulico minore.

Dalle verifiche effettuate dopo il 17 settembre, ha spiegato, non sarebbero emerse ostruzioni tali da impedire il deflusso delle acque. In alcune zone l'acqua presente sulle strade sarebbe defluita autonomamente in circa mezz'ora, mentre i problemi maggiori si sarebbero verificati nei punti più bassi, con infiltrazioni in garage e scantinati.

Il dato centrale fornito dall'assessore è quello relativo all'intensità della precipitazione: 75 millimetri in un'ora, con un tempo di ritorno superiore ai 100 anni. Una quantità che, secondo Falorni, ha messo sotto pressione una rete normalmente dimensionata su eventi con tempi di ritorno molto più brevi.

“Il sistema ha smaltito la grande quantità d'acqua – è stato in sintesi il ragionamento dell'assessore – ma non è riuscito a farlo immediatamente in tutti i punti della città”.

Falorni ha quindi ricordato gli interventi avviati dopo il marzo 2025: verifiche sulla rete fognaria insieme ad Acque Spa, manutenzioni sul reticolo minore, interventi sui rii, lavori sugli argini dell'Orme e nuovi progetti per casse di espansione, tra cui quelle previste nella zona di Martignana.

Quanto alle caditoie, l'assessore ha confermato il programma di pulizia annuale, con priorità alle zone più depresse e a quelle dove la presenza di alberature favorisce l'accumulo di fogliame.

La seconda domanda di attualità è stata quella di Claudia Ghezzi, che ha posto l'accento sulla necessità di capire se gli allagamenti siano riconducibili esclusivamente alla quantità di pioggia caduta o se abbiano evidenziato anche limiti strutturali della rete.

La capogruppo di Empoli del Fare ha richiamato le dichiarazioni dell'amministrazione sulla difficoltà del sistema fognario a sostenere una precipitazione di quella portata e ha chiesto di conoscere con precisione quali siano le criticità già individuate, quali interventi siano stati realizzati dopo il marzo 2025 e quali siano ancora necessari.

Al centro anche il rapporto tra le aree allagate e i 130 interventi di pulizia delle caditoie effettuati nel corso dell'anno.

Nella seconda risposta, Falorni ha ribadito la differenza tra i due eventi. Il marzo 2025, ha spiegato, fu caratterizzato da precipitazioni protratte, dall'innalzamento dei livelli dei corsi d'acqua e dalla saturazione del reticolo, oltre che da una rottura arginale. Il 17 settembre, invece, si è trattato di una precipitazione estremamente intensa e concentrata in un'ora.

L'amministrazione ha comunque confermato che proseguiranno le verifiche sull'adeguatezza della rete fognaria, anche alla luce dei cambiamenti climatici.

Falorni ha quindi elencato le zone interessate nel 2026 dalla pulizia delle caditoie, da Avane a Cortenuova, Ponzano, Santa Maria, Serravalle, Marcignana, Ponte Elsa e Carraia, fino alle numerose strade del centro e del centro storico.

Sul fronte dei danni, il Comune ha inoltre predisposto una comunicazione che può essere utilizzata dai cittadini e dalle attività economiche interessate per documentare l'origine meteorologica dell'evento nell'ambito delle eventuali procedure assicurative.
SUlla questione degli allagamenti, però, al di là della discussione arrivata con urgenza nel dibattito consiliare, c'è da dire che l'attualità è ancora più stringente: i commercianti - una sessantina - hanno aderito alla serrata decisa per giovedì 24 (dalle 16 alle 18) e che, allo stesso tempo, l'amministrazione ha lanciato l'idea di un tavolo di discussione, convocandolo proprio per quella data e quell'orario.