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Alvini vola col suo Frosinone:il tecnico fucecchiese conquista la serie A

09-05-2026 10:07 - Sport
di Graziano Banchini

"Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare". E' forse concentrato in questa frase attribuita a Jim Morrison lo straordinario campionato di Massimiliano Alvini con il Frosinone che con le ali della tenacia e del coraggio ha spiccato il volo per la serie A. Si è infatti conclusa da pochi minuti la partita casalinga contro il Mantova conclusasi con la sonante vittoria dei ciociari per 5 a 0 davanti ad una cornice di pubblico fantastica e seguita in città su ben quattro maxi schermi che ha sancito il passaggio dei giallo blu nella massima serie.
La città sta festeggiando da poco quello che ad inizio stagione poteva apparire solo un sogno, e che invece al triplice fischio del l'arbitro alla fine della gara è diventato realtà. Per il Frosinone si tratta della promozione diretta nella massima serie, la quarta nella sua storia, per il tecnico sempre più in odore del premio come migliore allenatore della serie B, è invece il coronamento di un sogno: il ritorno nella massima serie dalla porta principale dopo la non fortunata esperienza con la Cremonese nella stagione 2022/2023.
Poco da dire per quanto riguarda lo sviluppo della gara che Alvini aveva preparato per i suoi ragazzi in maniera impeccabile soprattutto a livello psicologico gestendo nella maniera adeguata ansia ed entusiasmo, perché si sa, quando quest'ultimo diventa eccessivo, il calcio insegna che si rischia di diventare prigionieri di se stessi compromettendo il lavoro di una intera stagione. La squadra lo ha percepito benissimo scendendo in campo con il giusto spirito di sempre come fosse una gara come le altre. Non c'è stati bisogno di un grosso sforzo perché i ciociari in appena dodici minuti erano già in doppio vantaggio nel primo tempo grazie ad un penalty trasformato da Calò alla decima realizzazione ed un autorete. Nel secondo tempo sono andati a segno Ghedjemis, Raimondo e Koutsupias .
La promozione diretta rappresenta un risultato straordinario per la squadra, la città, i tifosi e la società, che il 15 luglio scorso, quando il mister ed il gruppo si sono ritrovati per la preparazione in vista dell'inizio del campionato, era impensabile. Quello ottenuto è un risultato che premia l'impegno di tutta la rosa dei calciatori, dello staff tecnico, le competenze della società, ed il grande affetto dei tifosi che hanno fatto sentire il loro supporto ovunque.
Un risultato ottenuto grazie al lavoro di un tecnico che ha saputo forgiare una squadra anima e cuore, frutto di un progetto tecnico chiaro, di una visione lungimirante che parte da lontano da parte di un gruppo rinnovato, che con coraggio, competenza e parsimonia, e soprattutto con la voglia di essere protagonisti del proprio destino, è stato anche esempio di un calcio giovane, organizzato, spettacolare, sostenibile ed al tempo stesso anche ambizioso.
In terra ciociara Massimiliano Alvini ha trovato l'ambiente giusto per promuovere il suo credo calcistico e grazie all'impegno e le qualità tecniche ed umane dei calciatori messi a disposizione dalla società, e dal direttore sportivo Castagnini, i risultati sono arrivati anche con largo anticipo rispetto ai tempi preventivati all'inizio.
Una promozione conquistata sul campo, maturata partita dopo partita che riscatta il tecnico di Fucecchio dalle precedenti esperienze con Cremonese, La Spezia e Cosenza. Il miracolo di Alvini è stato quello di essere riuscito a forgiare un gruppo coeso, una squadra vincente anche fuori dallo Stirpe non snaturando mai il proprio gioco, anzi, al contrario, dimostrando sempre equilibrio, solidità e capacità di gestire le partite in qualsiasi situazione e spesso addirittura in contesti non facili con continuità di risultati senza cali di rendimento.
Tra la fine di ottobre e novembre si è iniziato a capire che per tecnico di Fucecchio l'aria di Frosinone aveva qualcosa di diverso. La squadra, anzi il gruppo, dalla seconda metà del girone di andata, ha mostrato solidità, coraggio e compattezza. Tutti i calciatori hanno iniziato a rispondere nel modo giusto agli schemi di gioco ed alle sollecitazioni anche a livello mentale del tecnico che è sempre riuscito a gestire la squadra dalle pressioni e responsabilità che turno dopo turno si facevano sempre più pesanti.
Da quel momento in poi i giallo blu hanno occupato sempre le prime posizioni in classifica per concludere oggi il campionato al secondo posto e permettere di festeggiare questo straordinario e impensabile risultato a due città distanti tra loro centinaia di chilometri unite dal tifo e dalla passione. Perché se nel basso Lazio stanotte si festeggia la meritata promozione, anche Fucecchio sta preparando la festa a questo professionista esemplare, che non allena per vivere, ma vive per allenare come più volte ha ammesso, e che stavolta l'ha combinata davvero grossa.