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Amici dell'hospice: un 'libercolo' emozionante e un caffè degli Addii

24-04-2026 11:43 - Libridine
Amici dell'Hospice Empoli è un'associazione che ha come logo il fiore del tarassaco (soffione) come simbolo di trasformazione, metamorfosi, passaggio. Il nostro impegno si basa sulla centralità del paziente terminale per la risoluzione dei suoi bisogni fisici per garantire il trattamento adeguato del dolore e di tutti gli altri sintomi, dei suoi bisogni sociali e del rispetto della sua autodeterminazione. La dignità del soggetto affetto da patologie terminali deve essere sempre rispettata per liberare il più possibile il malato dalla sofferenza e dal dolore, con la consapevolezza che il dolore non ha solo una dimensione fisica, ma anche emotiva, sociale e spirituale. L'Associazione opera in tutto il territorio dell'Empolese Valdelsa facendo in primo luogo riferimento all'hospice San Martino in Empoli.

Ecco le due recensioni che l'associazione propone ai lettori di clebs


LA CASA DI NINETTA

scritto da Lina Sastri
Casa editrice Marsilio
Anno di pubblicazione 2009
Genere autobiografico

Riassunto sintetico
Lucia (Lina Sastri stessa) è un'attrice che torna nella città natale, Napoli, per andare a trovare la madre anziana affetta da Alzheimer. Durante il soggiorno nella casa materna, dove la madre Anna (detta Ninetta) è accudita da 3 badanti, ripercorre la sua infanzia all'interno della non facile vita della madre. Ricorda l'abbandono del padre che ha scelto di iniziare una nuova vita in Brasile.

Attraverso gli ultimi anni della vita di Ninetta, tribolata da una malattia che umilia il corpo e la mente, come l'Alzheimer, si descrive una casa, una città sorprendente, bellissima e spietata come Napoli, un popolo di donne che si aggirano per la casa ascoltando la sua voce leggera leggera intervallata da note altissime e pure che riproduce senza alcuna fatica e senza bisogno di accompagnamento.

Il libro è definito un "libercolo" emozionante che si sviluppa come una seduta di psicanalisi per la consapevolezza e l'accettazione del lutto, in una Napoli che fa da sfondo, descritta con colori accesi e poetici. E' un racconto intimo scritto di getto. La narrazione non è mai patetica, a volte cruda (quando tratta il tema dell'aborto e della violenza del padre sulla madre). Ninetta è una madre libera, senza preconcetti, di una bellezza abbagliante, che fa da schermo e scudo alla figlia e al fratello contro un padre violento e vile. Il dolore della perdita innesca la malattia della memoria, l'Alzheimer, che porta via a poco a poco anche il ricordo delle persone che la amano. E' proprio la malattia, trattata con gioiosa dolcezza che fa da filo conduttore del racconto. Nel testo si apprezza l'amore, il coraggio la voglia di vivere, la solitudine e l'umanità calpestata e maltrattata. Colpiscono l'insieme di colori, paesaggi, odori, sapori con cui Lina Sastri è riuscita a rievocare la madre. Soprattutto riscopriamo quanto ci leghi a chi amiamo una serie di comportamenti quotidiani, di riti familiari che vengono tristemente accentuati dalla malattia, e perché no, un tipo di cucina, un odore di minestra o di condimento che si attacca ai vestiti e che fa tutt'uno con la persona che amiamo. Questo spesso lo scopriamo solo nella perdita.

IL CAFFE' DEGLI ADDII

scritto da Carmen Laterza
Casa editrice Libroza
Anno di pubblicazione 2023
Genere narrativa generale

Riassunto sintetico
La protagonista è Chiara che dopo trent'anni di vita insieme si ritrova sola e disperata, il marito non c'è più, portato via da una malattia lenta e inesorabile, e lei sprofonda in un dolore talmente profondo da sembrare insuperabile. Incapace di trovare un nuovo senso alla propria vita, si trascina in una casa vuota e silenziosa, tutto appare in bianco e nero, i colori si sono spenti e le ore trascorrono tutte uguali. Un giorno però al bar conosce Oscar, un signore anziano e gentile, con il quale riesce ad aprirsi e esprimere ciò che prova, senza il timore di essere giudicata o ricevere consolazione. Con il tempo Chiara acquisisce una nuova visione della vita, in cui non c'è più solo il dolore per il passato o il vuoto del presente, ma si apre uno spiraglio per un futuro fatto di condivisione e altruismo. Comprende che ricominciare a vivere è possibile, ma serve coraggio, una nuova consapevolezza di sé. Dobbiamo imparare a dire addio, lasciare andare i sensi di colpa, e infine accogliere la vera eredità che i nostri cari ci lasciano: l'eredità degli affetti.

Il caffè degli addii non è solo un titolo, ma è anche luogo, quotidianità e vivacità del prosieguo, il momento per rivivere e ricostruire, un luogo che consente di recuperare il tempo. Questo romanzo entra con delicatezza e al tempo stesso con forza nel cuore di chi ha subito un lutto importante. Descrive con spietata dolcezza, lo smarrimento, lo stordimento di chi ha perso per sempre una persona amata e, ciononostante, scopre lentamente di poter continuare a vivere, senza dimenticare, senza che il dolore "passi", ma costruendo la nuova vita intorno al dolore. Il lutto non è un problema da risolvere, ma un sentimento da riconoscere e abbracciare, un'emozione dolorosa ma necessaria, perché ci ricorda costantemente che siamo vivi e che abbiamo amato. Una storia di resilienza in cui la più grande magia risiede nel potere della condivisione.

Fonte: Ufficio stampa