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Anno nuovo clima vecchio: 2026 ancora col segno più

09-02-2026 09:06 - Opinioni
di Gordon Baldacci

Lo ricordiamo tutti è storia recente: un capodanno invernale con le gelate in pianura e in collina; poi l'Epifania con la neve che aveva fatto la sua comparsa dopo diversi anni a quote collinari. Successivamente ancora una parentesi fredda con il ritorno dei termometri sotto lo zero al mattino, poi il flusso umido, e le temperature positive anche di notte fino a fine mese. La conseguenza, un nuovo mese che si chiude con il segno più; un grado e otto al di sopra delle medie climatiche. Ebbene sì, anche il 2026 inizia con il segno più, davanti alle anomalie termiche locali.

La causa o meglio le concause, sono tante, a partire dalla ripresa del flusso zonale, di cui ho già parlato qualche giorno fa; a cui si vanno ad aggiungere le temperature dei mari che ancora pur calando, non hanno raggiunto i valori minimi per il periodo, mantenendosi oltre due gradi sopramedia, ed infine il blocco delle correnti orientali, con la massa d'aria più gelida, ferma oltre i Balcani. Una situazione che ha permesso ai flussi occidentali più caldi e umidi, di prevalere non solo nel Mediterraneo ma anche e soprattutto nelle zone medio-orientali, sulla penisola turca, nelle repubbliche slave ed in Grecia. Un clima mite - ovviamente per quello che nel mese di gennaio degli ultimi quaranta, cinquant'anni era atteso dalle canoniche medie stagionali - in una cornice generale che a percezione, sembrava un primo tentativo per il ritorno alla stagione fredda di dieci o venti anni fa.

La realtà però ci presenta un quadro che è ben diverso da quello vissuto a sensazione; anzi non solo ne è lontano, ma addirittura rallenta solo in parte, quella crescita esponenziale della temperatura registrata su Empoli nel 2024 e nel 2025, perdendo un singolo grado. Un dato che preso singolarmente forse darebbe un cenno di positività rispetto ai precedenti primi mesi degli anni passati, ma che merita un'analisi ponderata, sul come a quella cifra ci siamo arrivati. Gennaio a livello atmosferico è stato un mese decisamente dinamico, e almeno in questo caso, la percezione si è avvicinata ai dati reali. Il mese ha visto diverse allerte meteo di codice giallo per il rischio idrogeologico-idraulico del reticolo minore, precipitazioni numerose e spesso cospicue dal punto di vista degli accumuli, tanto da raggiungere un surplus pluviometrico del 30%.

Uno dei mesi di gennaio più piovosi addirittura dal 1955, su Empoli il terzo, dodici giorni di pioggia su trentuno, oltre 215 millimetri cumulati. Se come sempre da Empoli allarghiamo lo sguardo altrove, notiamo che l'Europa è divisa in due, una parte in balia del freddo davvero intenso ed un'altra palesemente sopra le medie canoniche. La somma però a livello continentale vede un + 1.3 C°, mezzo grado in meno rispetto ad Empoli. Da un'analisi continentale a quella globale, le cose non migliorano.

Anche se i media hanno dato una forte rilevanza all'ondata di gelo che ha colpito gli Stati Uniti nelle settimane centrali del mese di gennaio, talmente importante ed estesa da far scendere la temperatura media globale per alcuni giorni; passata la fase acuta di quella colata artica, le temperature nelle stesse zone sono tornate a valori molto al di sopra delle medie del periodo. Questo per l'emisfero boreale, mentre in quello australe, dove gennaio è il nostro “luglio” con valori ovviamente estivi e comunque piuttosto vivaci, troviamo forti fuori media specie in Australia ed in America del Sud. Dati che si sommano alle conseguenze di forti scontri fra masse termiche molto differenti in Bolivia ed in Brasile. Quest'ultimo colpito da tempeste “amazzoniche” su città che in questo periodo non avevano mai sperimentato questi fenomeni in maniera così violenta. Precipitazioni importanti a tal punto, che sono state anche rimandate alcune parate antecedenti al Carnevale nella città di Rio de Janeiro a causa di diverse, localizzate, alluvioni lampo.

Tornando all'emisfero boreale, laddove l'inverno ha alzato la voce, lo ha fatto per periodi molto brevi e paradossalmente in maniera molto accentuata quasi estrema, salvo poi sparire e non mantenere in qualche modo una circolazione atmosferica da definirsi appunto ..invernale… L'insieme dei dati a livello globale vede oltre mezzo grado (+0,61) rispetto alla media 1991/2020 e + 0.9 C° se raffrontiamo il dato con la media trentennale antecedente.

Il primo mese del 2026 su Empoli, mai come stavolta diviene cartina tornasole del clima non solo locale, ma in un contesto con comportamenti simili stavolta addirittura a livello continentale. Una fase fredda, una mite, e come nei dati globali la linea di tendenza è sempre la stessa.

In aumento, con l'ultimo sottomedia sette anni fa, nel 2019.