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“Sezioni Rondine” anche a Empoli: l’appello di Empoli in Azione al Comune

09-01-2026 09:09 - Politica
Portare nelle scuole empolesi un progetto educativo capace di insegnare ai giovani a trasformare il conflitto in occasione di crescita e dialogo. È questo il cuore della proposta lanciata da Empoli in Azione, che con un comunicato a firma di Luca Ferrara chiede all’Amministrazione comunale di compiere un passo concreto nella costruzione di una vera cultura di pace.

L’iniziativa è rivolta direttamente al sindaco Alessio Mantellassi, all’assessora alla Scuola Maria Grazia Pasqualetti e all’assessore alla Cultura della Pace Matteo Bensi. Al centro della richiesta c’è l’introduzione, anche in un istituto scolastico di Empoli, delle cosiddette “Sezioni Rondine”, progetto promosso dall’associazione Rondine – Cittadella della Pace di Arezzo e già attivo con risultati significativi in oltre cinquanta scuole italiane.

Come primo passo operativo, Empoli in Azione propone che il Comune si faccia promotore di un incontro tra l’Amministrazione, i referenti dell’associazione Rondine e i dirigenti scolastici del territorio. Un momento di confronto che avrebbe l’obiettivo di presentare il progetto, approfondirne i contenuti educativi e valutare insieme la possibilità di avviarlo nelle scuole empolesi, avviando così un percorso condiviso e consapevole.

Il progetto Sezioni Rondine nasce dall’esperienza pluridecennale di Rondine, realtà conosciuta a livello internazionale per il suo impegno nella trasformazione nonviolenta dei conflitti. L’idea di fondo è chiara: il conflitto non va rimosso o negato, ma riconosciuto come parte della vita e affrontato con strumenti nuovi, basati su ascolto, dialogo, responsabilità personale e relazioni fondate sul rispetto reciproco.

All’interno delle Sezioni Rondine, la scuola si trasforma in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove studentesse e studenti imparano a confrontarsi senza annullare l’altro, a gestire le differenze e a superare la logica del “nemico”. Un percorso educativo strutturato e concreto, pensato per prevenire la violenza e promuovere una pace quotidiana e praticabile.

«In un tempo segnato da conflitti armati, polarizzazioni sociali e crescenti fragilità tra i giovani – sottolinea Empoli in Azione – crediamo che Empoli abbia un dovere morale e civile: investire in progetti seri e di lungo periodo, capaci di offrire alle future generazioni strumenti culturali, emotivi e relazionali per costruire ponti e non muri».

Da qui l’appello finale a tutte le forze politiche, associative, educative e sociali del territorio empolese, affinché sostengano la proposta superando divisioni e appartenenze. Perché, come ricorda il gruppo promotore, «costruire la pace non è uno slogan, ma un lavoro quotidiano che comincia dall’educazione». Empoli, concludono, può e deve essere parte attiva di questo cammino.