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Avs contro Pilastri: "Offensivo associare la parola gerarca a Remo Scappini"

03-09-2026 16:41 - Politica
Sotto una notizia sulla pagina facebook di Clebs che informa di una interrogazione della dottoressa Ghezzi circa il comando di Polizia Locale con foto annessa, nella quale si vede il murale celebrativo di due eroi della Resistenza, si leggono parole inaccettabili di Leonardo Pilastri. Pilastri, ex consigliere all'Unione dei Comuni, usa il sostantivo "gerarca", certo non per fargli un complimento, parlando del Comunista Remo Scappini ritratto meritoriamente sulla facciata assieme alla sua amata moglie Rina Chiarini detta Clara.

La parola gerarca in senso stretto e letterale significa facente parte di una struttura gerarchica e quindi utilizzabile per qualunque organizzazione politica, laica o religiosa, ma nell'uso comune ha assunto un valore dispregiativo, in quanto riconducibile qui in Italia alle nefandezze delle organizzazioni fasciste e del partito nazionale fascista, che per oltre 20 anni ha martoriato il nostro Paese infangando il tricolore.

Vorremmo proprio vedere se qualcuno di noi usasse il termine gerarca per riferirsi in modo letterale a qualche politico facente parte della gerarchia di qualche partito di destra, cosa succederebbe, altro che “ingrugnimenti”. Ma noi rimaniamo della nostra idea di gerarca come sopra definita, quindi irricevibile davanti al nome del Comunista Scappini.

Il Paese e Tricolore furono difesi da persone “verticali” e con la schiena dritta come Remo e Clara che hanno contribuito a ridare all'Italia la Libertà.
Nella città di Genova Remo Scappini è considerato un eroe e la sua vita è, da eroe; nelle sue mani, unico caso, consegnò il documento di resa il Generale tedesco Ghunter Mainhold e di questo da empolesi e antifascisti non possiamo che esserne orgogliosi.

Sarebbe bene che Pilastri leggesse le pagine di quei giorni a Genova e le pagine più lunghe, circostanziate e consistenti, del Ventennio e di tutta la fatica fatta dalle forze antifasciste per liberare il Paese, dai Nazisti stranieri e dai fascisti italiani traditori e codardi.

Eppure, incredibilmente, chissà cosa ne pensa Pilastri, ci sono politici di forze democratiche che non riescono a definirsi antifascisti.
Remo Scappini è stato ovviamente Comunista e certo non è stato né un gerarca né altre cose che, ripetiamo, sono riconducibili solo alla canaglia fascista che lui combattè rischiando la vita e ipotecando gli anni migliori di essa.

Pilastri dovrebbe informarsi anche delle sofferenze subite da sua moglie, sofferenze che non dettagliamo per sensibilità, e che Pilastri potrà conoscere attraverso letture che raccontano bene quelle due vite dedicate alla Libertà. Nel post chiama in causa, taggandoli, due consiglieri di Fratelli d'Italia e siamo davvero curiosi di leggere le eventuali loro considerazioni; per intanto registriamo il fatto che non chiami in causa la Lega nella quale ci pare militasse, e ovviamente nemmeno l'ex generale Vannacci, che nel frattempo dalla Lega è uscito e si è messo in proprio.
Quel Vannacci che Pilastri cerca di imitare goffamente giocando sul significato letterale di un termine, così come fa appunto l'ex militare, ma certo con qualche tacca in più di capacità, anzi molte tacche.

Rispetto per la Storia e le Storie dei Resistenti, eroine ed eroi patrioti, grazie ai quali siamo riusciti a non pagare tutte le conseguenze relative alle scelte delinquenziali del vigliacco di mussolini buono, alla fine, solo a fuggire sotto travestimento, da vero codardo.
E lo chiediamo da antifascisti quali siamo e quali dovrebbero essere tutti i rappresentanti delle Istituzioni della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

Direttivo Avs


Fonte: Ufficio stampa