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Azione: "Pena di morte in Israele, l'Europa non può tacere"

31-03-2026 09:22 - Politica
Ieri la Knesset ha approvato con 62 voti favorevoli e 48 contrari una legge che introduce la pena di morte – mediante impiccagione – per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi definiti "terroristici". Il premier Netanyahu ha votato personalmente a favore. Il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir ha festeggiato stappando una bottiglia di vino.

Come segretario di Azione Empoli non posso restare in silenzio di fronte a una norma che rappresenta una grave violazione dei diritti umani fondamentali e del diritto internazionale. Il punto centrale è questo: questa legge non si applica allo stesso modo a tutti. I palestinesi della Cisgiordania – non essendo cittadini israeliani – sono processati da tribunali militari con tassi di condanna prossimi al 100%, nei quali la pena di morte diventa la sanzione ordinaria. I cittadini israeliani, invece, sono giudicati da tribunali civili con garanzie processuali ben diverse. Una legge, due pesi, due misure. Questa non è giustizia: è discriminazione codificata per legge. Non si tratta di mettere in discussione il diritto di Israele a difendersi dal terrorismo. Azione ha sempre riconosciuto e continua a riconoscere il diritto di Israele alla sicurezza e all'esistenza. Si tratta di affermare che anche nella lotta al terrorismo esistono limiti invalicabili, che le democrazie liberali non possono superare senza tradire sé stesse. La pena di morte applicata in modo selettivo su base etnica e giudiziaria non è uno strumento di giustizia: è uno strumento di sopraffazione.


Non siamo soli in questo giudizio. Francia, Italia, Germania e Regno Unito hanno già pubblicato un comunicato congiunto esprimendo preoccupazione per la natura discriminatoria della norma. L'Unione Europea ha condannato il provvedimento ricordando che la pena di morte costituisce una violazione del diritto alla vita. Organizzazioni israeliane per i diritti civili hanno già presentato ricorso alla Corte Suprema. Chiedo al Governo italiano e alle istituzioni europee di non fermarsi alle dichiarazioni. L'UE ha strumenti diplomatici ed economici concreti per far valere i propri valori fondativi. Usarli non è ostilità verso Israele: è fedeltà a quei principi di stato di diritto e uguaglianza davanti alla legge che noi per primi siamo chiamati a difendere.


Luca Ferrara

Segretario Empoli in Azione



Fonte: Ufficio stampa