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Bagattini (FI) sul caso Ranucci: "Vittima sì, ma delle proprie cattive amicizie"

02-09-2026 16:37 - Politica
Lo spirito e la cultura garantista che da sempre animano Forza Italia non consentono alcuna considerazione che non sia basata sugli elementi oggettivi sino ad ora emersi. Le indagini accerteranno le eventuali responsabilità (non solo penali) di ciascun soggetto attraverso la rigorosa ricostruzione del fatto. Ma se gli elementi oggettivi di cui si dispone devono e possono essere valorizzati diventa difficile, senza essere preda del pregiudizio ideologico, attribuire la qualifica di “vittima” a Ranucci.

E’ vittima la persona il cui attentato è stato ideato e fatto eseguire dal suo “migliore fraterno amico”? E’ vittima quel soggetto il cui attentato è stato concepito per il conseguimento di un vantaggio a favore della stessa “vittima” (più alto livello di protezione personale/incremento del prestigio in vista di una discesa in campo politica)? E’ vittima la persona che non denuncia il proprio attentatore, che almeno non ne prende le distanze, non preannuncia la costituzione di parte civile nel processo? E’ vittima chi non evoca il “fraterno amico” né dinanzi all’Autorità Giudiziaria, né all’autorità politica (Commissione) indicando in quella sede, al contrario, ipotesi autoriali alternative, benché il neo imprenditore Lavitola avesse preannunciato alla “vittima” pochi giorni prima dell’attentato che “qualcosa sarebbe successo”? Vittima sì, ma delle proprie cattive amicizie. Garantismo sempre, miopia ideologica mai.

Avvocato Federico Bagattini
Dirigente Forza Italia Empolese-Valdelsa


Fonte: Ufficio stampa