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"BeGO BACK 2026": tornano ad incontrarsi in un virtuoso progetto Benozzo Gozzoli e Josep Minguell

30-07-2026 14:22 - Circondiario
Risale all'ottobre dello scorso anno l'epilogo del progetto "BeCOME - Affrescare il tabernacolo. Benozzo Gozzoli 1491 - Josep Minguell 2025" che ha visto l'artista catalano specialista nell'affrescare grandi spazi architettonici, eseguire all'interno della Cappella di via Benozzo Gozzoli, una nuova opera basata sulla tecnica dell'affresco e realizzata offrendo al pubblico, in un'esperienza davvero unica, l'opportunità di seguire "in diretta" il suo lavoro.



L'affresco è stato quindi trasferito a Tàrrega (città natale dell'artista). Il progetto di Josep Minguell che ha suscitato curiosità ed ammirazione, è stato reso possibile grazie a una collaborazione con la Fondazione Teatro del Popolo, che ha in gestione il Museo, l'Associazione "Sveliamo La Marca" e il Comune di Castelfiorentino.


Quel cammino denso di valori e significati, non solo artistici, va ora avanti come spiega lo stesso Josep Minguell: "Nel nuovo affresco che sto preparando voglio rappresentare un pittore di affreschi: questa è la mia sfida. Circondato dalla metamorfosi della calce, dai fogli che plasmano i pensieri e le idee dell'opera, dai quattro elementi – fuoco, acqua, terra e aria – che scandiscono il tempo dell'affresco, e dal pittore che con il suo gesto mette in moto tutti questi componenti. Così come gli affreschi che ho dipinto a Castelfiorentino nel 2025 nel tabernacolo di Gozzoli, hanno attraversato il Mediterraneo per arrivare a Tàrrega, questo nuovo affresco, una volta strappato, attraverserà il mare per arrivare a Castelfiorentino".



E'stato così gettato un ponte tra passato e presente, tra l'arte straordinaria di Benozzo Gozzoli uno dei principali artisti toscani del Rinascimento di cui si trovano nel Museo BeGo di Castelfiorentino alcune delle espressioni più alte, e l'armonia della pittura moderna di Josep Minguell testimoniata nei numerosi affreschi presenti negli Stati Uniti, in Giappone, in Italia e nella sua Tàrrega dove nella Chiesa di Santa Maria dell'Alba è ospitato uno dei suoi capolavori, un affresco di ben 1.014 metri quadrati da molti definito una sorta di Cappella Sistina contemporanea.

Sul progetto che porterà Josep Minguell a realizzare l'affresco e a trasferirlo, una volta ultimato, a Castelfiorentino, il commento della presidente della Fondazione Teatro del Popolo, Maria Cristina Giglioli. "La cultura non è mai ferma: vive dove ci sono scambio, cammino e contaminazione. Il progetto Bego Back lo dimostra, restituendo alla Cappella della Visitazione il suo ruolo di aggregatore comunitario. Come accadeva secoli fa, quando questo luogo e il tabernacolo di Benozzo Gozzoli offrivano ristoro e ispirazione ai viaggiatori, l'opera di Josep Minguell ha riattivato relazioni tra territori e persone. Per questo motivo il suo intervento non si ferma all'atto pittorico, ma si traduce in vero e proprio legante identitario. Inoltre, siamo felici che la bellissima esperienza della prima edizione di Bego Back lasci, con questa nuova opera, un segno tangibile e duraturo nel nostro patrimonio artistico".



Un progetto sostenuto con convinzione dall'Amministrazione comunale di Castelfiorentino, come emerge dalle parole della sindaca Francesca Giannì e dell'assessore alla cultura Franco Spina: "Avevamo promesso che la prima edizione di Bego Back non si sarebbe conclusa così in fretta e mentre l'affresco realizzato a Castelfiorentino da Josep Minguell vive in Catalogna, siamo pronti a ricevere un nuovo affresco da Tàrrega e aprire a nuovi possibili scenari di scambio culturale. Siamo davvero molto felici di questo nuovo tassello che si aggiunge al nostro collaudato sistema di residenze d'artista, che non è solo un progetto artistico, ma un dispositivo più ampio in grado di riannodare legami con il territorio, di riconquistare spazi identitari, di costruzione di senso collettivo e capace di nuove alleanze anche internazionali. Un'azione artistica che parte dalla necessità di interrogarsi e predisporre l'unione, non soltanto tra artisti e cittadini, ma anche tra comunità diverse, tra il nostro passato, il presente e un futuro possibile. Per Castelfiorentino sempre più Casa d'Artisti".


Fonte: Ufficio stampa