Carciofo empolese, firmata la richiesta per una Comunità Slow Food dedicata
01-08-2026 10:49 - Cronaca
È stato firmato in municipio dai soci di due Condotte Slow Food, Empolese Valdelsa e San Miniato il documento che richiede la costituzione della Comunità Slow Food del carciofo empolese. Per effettuare la richiesta erano necessarie le firme di almeno 15 soci delle due condotte. Questo lavoro d'insieme è stato guidato dal vice sindaco con delega alle Politiche Agricole Nedo Mennuti, dopo un lungo percorso di concertazione con i presidenti dei due presidi Slow Food ma anche con agricoltori, ristoratori, rappresentanti della GDO, istituzioni locali e regionali.
Il percorso di valorizzazione del carciofo empolese nasce dall'analisi di documenti storici che dimostrano la diffusione e l'apprezzamento di questa varietà sin da fine Ottocento. Addirittura, in un documento datato 1906 dell'Accademia Empolese di Scienze Economico Teorico-Pratiche, si presenta un concorso per le carciofaie di maggiore e miglior prodotto nel nostro territorio. Tornando ai giorni nostri, il 'verbo' del carciofo empolese svetta alto grazie all'impegno di realtà locali come l'associazione La Costruenda che ogni anno organizza la Sagra del Carciofo al Pozzale, portando a tavola questa varietà di ortaggio. Ma l'aspirazione riguarda una diffusione più estesa e una conoscenza più variegata del nostro carciofo.
Ecco le prossime tappe nelle parole del vice sindaco Mennuti: "Il percorso passa dalla creazione di un'associazione che coinvolga tutti gli attori interessati alla valorizzazione di questo prodotto. A seguire arriveremo alla ideazione e registrazione di un marchio collettivo che sarà gestito dalla stessa associazione e dal favorire sul territorio, partendo dalle carciofaie storiche, la diffusione di nuove coltivazioni. Per questo anche le associazioni degli agricoltori hanno un ruolo decisivo in quanto hanno rilevato l'interesse delle aziende agricole nel riportare lustro a un prodotto autentico delle nostre terre. La comunità Slow Food è un momento necessario per il riconoscimento del carciofo empolese come presidio Slow Food, al pari di altre tipicità come la Cipolla di Certaldo. Mi preme di ringraziare tutti i partecipanti che stanno camminando con noi per questo percorso comune nel segno della comunità empolese".
Fonte: Ufficio stampa
Il percorso di valorizzazione del carciofo empolese nasce dall'analisi di documenti storici che dimostrano la diffusione e l'apprezzamento di questa varietà sin da fine Ottocento. Addirittura, in un documento datato 1906 dell'Accademia Empolese di Scienze Economico Teorico-Pratiche, si presenta un concorso per le carciofaie di maggiore e miglior prodotto nel nostro territorio. Tornando ai giorni nostri, il 'verbo' del carciofo empolese svetta alto grazie all'impegno di realtà locali come l'associazione La Costruenda che ogni anno organizza la Sagra del Carciofo al Pozzale, portando a tavola questa varietà di ortaggio. Ma l'aspirazione riguarda una diffusione più estesa e una conoscenza più variegata del nostro carciofo.
Ecco le prossime tappe nelle parole del vice sindaco Mennuti: "Il percorso passa dalla creazione di un'associazione che coinvolga tutti gli attori interessati alla valorizzazione di questo prodotto. A seguire arriveremo alla ideazione e registrazione di un marchio collettivo che sarà gestito dalla stessa associazione e dal favorire sul territorio, partendo dalle carciofaie storiche, la diffusione di nuove coltivazioni. Per questo anche le associazioni degli agricoltori hanno un ruolo decisivo in quanto hanno rilevato l'interesse delle aziende agricole nel riportare lustro a un prodotto autentico delle nostre terre. La comunità Slow Food è un momento necessario per il riconoscimento del carciofo empolese come presidio Slow Food, al pari di altre tipicità come la Cipolla di Certaldo. Mi preme di ringraziare tutti i partecipanti che stanno camminando con noi per questo percorso comune nel segno della comunità empolese".
Fonte: Ufficio stampa






