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Caso Cantini, intervengono Mantellassi e Barnini: “Parole che gelano il sangue, a Empoli lo sterminio è stato reale”

06-01-2026 11:31 - Politica
Continuano le prese di posizione politiche dopo il commento pubblicato sui social dal coordinatore empolese di Fratelli d'Italia, Isacco Cantini, che ha utilizzato il verbo “sterminare” riferendosi agli avversari politici. Una vicenda che, partita da un post, ha assunto rapidamente un rilievo pubblico più ampio, sollevando interrogativi sul linguaggio politico e sui limiti che non possono essere oltrepassati nel confronto democratico.

Dopo gli interventi di esponenti di partito e rappresentanti istituzionali, anche il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi e l'ex sindaca Brenda Barnini, oggi consigliera regionale, hanno affidato ai loro profili social riflessioni nette e cariche di significato, richiamando la storia della città e il valore della memoria.

Mantellassi ha ricordato nomi e volti simbolo dell'antifascismo empolese: «Persone del livello di Remo Scappini, Gino Ragionieri, Mario Assirelli, per dirne solo tre. Tre comunisti che hanno rischiato davvero di essere eliminati per le loro idee». Un richiamo diretto a una storia che a Empoli non è astratta, ma profondamente radicata nelle vicende di tante famiglie. «Sentire dire dal coordinatore di Fratelli d'Italia di Empoli che bisogna “sterminare” chi si definisce comunista oggi fa raggelare il sangue», ha scritto il sindaco, ricordando che proprio in questa città «lo sterminio degli oppositori politici c'è stato davvero, con ferite gravissime».

Pur riconoscendo che il confronto politico possa essere anche duro e aspro, Mantellassi traccia un confine netto: «Usare certi verbi non è mai accettabile». E rivendica il rispetto dovuto a chi era in piazza sabato scorso per il presidio per la Pace, anche da parte di chi ha opinioni politiche diverse. Non manca, nel suo intervento, una distinzione istituzionale: il sindaco sottolinea come il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, pur nella legittima critica politica, abbia sempre mantenuto toni corretti, prendendo implicitamente le distanze dal linguaggio utilizzato dal coordinatore del partito.

Sulla stessa linea si colloca l'intervento di Brenda Barnini, che amplia la riflessione al clima generale del dibattito pubblico. L'ex sindaca individua nella violenza verbale e nell'aggressività sui social un problema strutturale, non episodico, capace di avvelenare il confronto politico e di normalizzare parole che non dovrebbero mai essere pronunciate. Un linguaggio che, sottolinea, non può essere liquidato come sfogo personale quando proviene da chi ricopre ruoli di responsabilità.
Ecco il suo intervento social integrale:
Anch’io sono rimasta colpita da questo commento del coordinatore di Fratelli d’Italia di Empoli. Conoscendo Isacco di persona ne sono ancora più colpita perché mi pare la dimostrazione più evidente che la restaurazione della violenza come metodo accettato per fare politica insita nel neo fascismo stia raggiungendo il suo apice. Tanto da far pensare ad uno come Isacco che un commento del genere sia normale e accettabile nella dialettica democratica. Del resto è l’intera politica mondiale ormai ad essere dominata da uno schema di guerra, violenza e sopraffazione. Homo homini lupus è tornata ad essere la filosofia che guida le scelte dei principali leader del mondo e chi si oppone dal basso chiedendo che la pace torni ad essere l’obiettivo viene insultato da un ragazzo come Isacco che nella dinamica di branco dei lupi cattivi si sente ben protetto.
Isacco ha chiesto scusa e penso che sia sincero nel dispiacere, ma purtroppo non basta, se vogliamo che questo brutto episodio serva almeno nella nostra città a invertire la rotta dovremmo trovarci di persona in tanti, in diversi, anche con lui e dirci che il rispetto delle persone è sacro e che la parola sterminio è abominevole. Invertire la rotta di una deriva così feroce e disumana a livello globale è difficile, faticoso, richiede capacità di mettersi in discussione senza salire in cattedra, ma è necessario per salvare il senso del nostro essere umani. Perché la pace si pratica ogni giorno, costruendo ponti e non muri anche nel più piccolo dei contesti, la pace si insegna con l’esempio e con la fede incrollabile nell’intelligenza umana.