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Caso Cocci: processo sospeso, rinviata a ottobre l'udienza. Poggianti: «Sono estraneo ai fatti, emergerà la verità»

01-06-2026 17:48 - Politica
È stata rinviata a ottobre 2026 l'udienza relativa al cosiddetto "Caso Cocci", tenutasi oggi davanti al Tribunale di Prato. A renderlo noto è Andrea Poggianti, vicepresidente del Consiglio comunale di Empoli e capogruppo del Centrodestra per Empoli, che attraverso una nota ha commentato gli sviluppi della vicenda giudiziaria che lo coinvolge.
Secondo Poggianti, il differimento dell'udienza consentirà di attendere ulteriori accertamenti investigativi, ritenuti fondamentali per una completa ricostruzione dei fatti. L'esponente politico sottolinea in particolare la necessità di approfondire le indagini parallele attualmente in corso, che a suo giudizio potrebbero contribuire a individuare i reali responsabili della vicenda.
«Ribadisco la mia totale estraneità alle contestazioni», afferma Poggianti, che denuncia anche le conseguenze della forte esposizione mediatica subita a partire dal settembre 2025. Una situazione che, secondo il vicepresidente del Consiglio comunale, avrebbe causato significativi danni alla sua immagine personale, professionale e politica attraverso una narrazione spesso basata su sospetti e ricostruzioni parziali.
Nel comunicato, Poggianti evidenzia come un'eventuale definizione della vicenda potrebbe rappresentare un beneficio per tutte le parti coinvolte, comprese le persone offese, evitando un lungo procedimento giudiziario. Tuttavia, precisa di non temere l'eventuale approdo al dibattimento.
«Se si arriverà al processo, sarà l'occasione per accertare integralmente i fatti», sostiene, evidenziando la necessità di sottoporre al vaglio del tribunale documenti, conversazioni e numerose testimonianze raccolte durante le indagini.
Tra gli elementi che la difesa considera particolarmente significativi, Poggianti richiama l'assenza di impronte digitali e tracce di DNA riconducibili alla sua persona sulle oltre trenta buste e più di cento fogli oggetto degli accertamenti tecnici. A ciò si aggiungerebbe, secondo quanto dichiarato, la mancanza di file collegati al materiale contestato nei dispositivi informatici a lui riconducibili.
L'avvocato empolese ritiene che la sua posizione nella vicenda sia legata soprattutto ai rapporti personali intrattenuti con Claudio Belgiorno e Tommaso Cocci, entrambi candidati di Fratelli d'Italia alle elezioni regionali del 2025. Rapporti dai quali sarebbero derivate alcune confidenze personali ricevute nel tempo.
Poggianti spiega inoltre di aver mantenuto il silenzio per diversi mesi per consentire il regolare svolgimento delle indagini e di aver sempre collaborato con l'Autorità giudiziaria. Una scelta che oggi considera conclusa.
Nella parte finale della nota, il consigliere comunale collega l'intera vicenda a una più ampia contrapposizione politica maturata all'interno del centrodestra locale. Secondo la sua interpretazione, il procedimento rappresenterebbe una "lunga coda politica" iniziata nel 2024 dopo la rottura con Fratelli d'Italia e il successo elettorale ottenuto dalle sue liste civiche alle elezioni amministrative di Empoli.
Poggianti richiama inoltre alcune querele presentate in passato da lui e dalla moglie nei confronti di dirigenti regionali e comunali del partito, accusati di aver tentato di comprometterne la reputazione politica. «Non ci sono riusciti allora e non ci riusciranno oggi», conclude.
L'esponente del Centrodestra per Empoli ha infine rivolto un ringraziamento al proprio difensore, l'avvocato Antonio D'Orzi, per l'assistenza prestata nella predisposizione degli atti difensivi.
La vicenda resta dunque aperta e il prossimo passaggio processuale è fissato per l'autunno del 2026, quando il tribunale potrà valutare gli ulteriori elementi che emergeranno dall'attività investigativa ancora in corso.