Centro storico di Empoli, Fratelli d'Italia replica al PD: «Non votammo contro il regolamento, ci astenemmo»
10-07-2026 15:16 - Politica
Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia interviene per replicare alle dichiarazioni della capogruppo del Partito Democratico, Viola Rovai, in merito al voto sul Regolamento comunale per l'esercizio delle attività economiche nelle aree di valore e pregio del centro storico.
Secondo quanto sostenuto da Rovai negli articoli pubblicati dalla stampa locale il 10 luglio 2026, Fratelli d'Italia avrebbe votato contro il regolamento nel tentativo di ostacolarne l'approvazione. Una ricostruzione che il gruppo di opposizione definisce «non corrispondente ai fatti».
Fratelli d'Italia ricorda infatti che, nella seduta del Consiglio comunale del 30 marzo 2026, il gruppo non espresse voto contrario ma scelse l'astensione. Secondo i verbali della seduta, il regolamento venne approvato con 15 voti favorevoli della maggioranza, un solo voto contrario – quello di Empoli del Fare – e sette astensioni, tra cui quella dei consiglieri di Fratelli d'Italia.
Il gruppo sottolinea inoltre come la propria posizione fosse stata illustrata pubblicamente già all'indomani dell'approvazione del regolamento. In un articolo pubblicato dalla stampa locale il 1° aprile 2026, dal titolo "Un passo importante, ma anche una mossa tardiva: le diverse reazioni al nuovo regolamento in centro a Empoli", la posizione di Fratelli d'Italia veniva sintetizzata con il titolo: "FdI si astiene: il regolamento arriva tardi".
L'astensione, spiegano i consiglieri, non derivava da una contrarietà alle misure introdotte dal regolamento. Al contrario, il gruppo aveva espresso un giudizio positivo su diversi aspetti del provvedimento, tra cui i nuovi divieti, gli obblighi di decoro, i requisiti più stringenti per l'apertura dei minimarket e il sistema sanzionatorio.
Le critiche riguardavano invece il ritardo con cui l'Amministrazione comunale era intervenuta, dopo anni caratterizzati da ordinanze emergenziali, chiusure di attività storiche, aumento dei fondi sfitti e progressiva perdita di identità commerciale del centro cittadino.
Fratelli d'Italia contesta inoltre il fatto che lo studio commissionato dal Comune sulle dinamiche commerciali del centro storico non fosse stato consegnato ai consiglieri prima della votazione, nonostante le richieste avanzate dalle opposizioni. Il gruppo aveva infine chiesto controlli costanti e una concreta applicazione del regolamento, affinché le nuove norme non rimanessero soltanto sulla carta.
Alla luce delle recenti vicende, i consiglieri evidenziano come una delle disposizioni del regolamento abbia consentito di impedire l'apertura di un nuovo minimarket nel centro storico, giudicando positivamente questo risultato. «Esserne soddisfatti – osservano – non significa però trasformare retroattivamente la nostra astensione in un voto contrario, né cancellare le responsabilità politiche di chi governa Empoli da decenni».
Nel comunicato il gruppo amplia poi la riflessione sullo stato del centro storico, sostenendo che il progressivo svuotamento commerciale, la chiusura delle botteghe tradizionali, la perdita di attrattività del Giro e la sostituzione di attività storiche con nuovi esercizi siano fenomeni sviluppatisi nel corso degli anni sotto le amministrazioni di centrosinistra.
Fratelli d'Italia richiama anche l'esperienza della "call for ideas" collegata al progetto Apri Empoli, ricordando come l'iniziativa, nata con l'obiettivo di favorire la riapertura temporanea dei fondi sfitti, sia stata chiusa anticipatamente per la scarsa adesione dei proprietari e per l'insufficienza delle proposte presentate.
Secondo il gruppo consiliare, le accuse rivolte dall'esponente del Partito Democratico rappresenterebbero un tentativo di spostare l'attenzione dalle criticità del centro storico e dalle responsabilità politiche dell'Amministrazione. Fratelli d'Italia respinge inoltre le accuse di una presunta propaganda «dal sapore razzista», ribadendo di non aver mai messo in discussione la nazionalità di chi svolge regolarmente un'attività economica.
«Il tema – affermano i consiglieri – è esclusivamente politico e amministrativo: quale identità commerciale vogliamo per il centro storico di Empoli e quali strumenti concreti intendiamo adottare per tutelare le botteghe, il commercio di prossimità, il decoro, la sicurezza e la qualità urbana».
Il gruppo conclude invitando la capogruppo del Partito Democratico a confrontarsi sui contenuti del dibattito politico, evitando, a suo avviso, ricostruzioni non corrispondenti alle decisioni assunte dal Consiglio comunale. «L'opposizione può essere criticata – conclude Fratelli d'Italia – ma almeno la si critichi per ciò che ha realmente detto e votato».
Secondo quanto sostenuto da Rovai negli articoli pubblicati dalla stampa locale il 10 luglio 2026, Fratelli d'Italia avrebbe votato contro il regolamento nel tentativo di ostacolarne l'approvazione. Una ricostruzione che il gruppo di opposizione definisce «non corrispondente ai fatti».
Fratelli d'Italia ricorda infatti che, nella seduta del Consiglio comunale del 30 marzo 2026, il gruppo non espresse voto contrario ma scelse l'astensione. Secondo i verbali della seduta, il regolamento venne approvato con 15 voti favorevoli della maggioranza, un solo voto contrario – quello di Empoli del Fare – e sette astensioni, tra cui quella dei consiglieri di Fratelli d'Italia.
Il gruppo sottolinea inoltre come la propria posizione fosse stata illustrata pubblicamente già all'indomani dell'approvazione del regolamento. In un articolo pubblicato dalla stampa locale il 1° aprile 2026, dal titolo "Un passo importante, ma anche una mossa tardiva: le diverse reazioni al nuovo regolamento in centro a Empoli", la posizione di Fratelli d'Italia veniva sintetizzata con il titolo: "FdI si astiene: il regolamento arriva tardi".
L'astensione, spiegano i consiglieri, non derivava da una contrarietà alle misure introdotte dal regolamento. Al contrario, il gruppo aveva espresso un giudizio positivo su diversi aspetti del provvedimento, tra cui i nuovi divieti, gli obblighi di decoro, i requisiti più stringenti per l'apertura dei minimarket e il sistema sanzionatorio.
Le critiche riguardavano invece il ritardo con cui l'Amministrazione comunale era intervenuta, dopo anni caratterizzati da ordinanze emergenziali, chiusure di attività storiche, aumento dei fondi sfitti e progressiva perdita di identità commerciale del centro cittadino.
Fratelli d'Italia contesta inoltre il fatto che lo studio commissionato dal Comune sulle dinamiche commerciali del centro storico non fosse stato consegnato ai consiglieri prima della votazione, nonostante le richieste avanzate dalle opposizioni. Il gruppo aveva infine chiesto controlli costanti e una concreta applicazione del regolamento, affinché le nuove norme non rimanessero soltanto sulla carta.
Alla luce delle recenti vicende, i consiglieri evidenziano come una delle disposizioni del regolamento abbia consentito di impedire l'apertura di un nuovo minimarket nel centro storico, giudicando positivamente questo risultato. «Esserne soddisfatti – osservano – non significa però trasformare retroattivamente la nostra astensione in un voto contrario, né cancellare le responsabilità politiche di chi governa Empoli da decenni».
Nel comunicato il gruppo amplia poi la riflessione sullo stato del centro storico, sostenendo che il progressivo svuotamento commerciale, la chiusura delle botteghe tradizionali, la perdita di attrattività del Giro e la sostituzione di attività storiche con nuovi esercizi siano fenomeni sviluppatisi nel corso degli anni sotto le amministrazioni di centrosinistra.
Fratelli d'Italia richiama anche l'esperienza della "call for ideas" collegata al progetto Apri Empoli, ricordando come l'iniziativa, nata con l'obiettivo di favorire la riapertura temporanea dei fondi sfitti, sia stata chiusa anticipatamente per la scarsa adesione dei proprietari e per l'insufficienza delle proposte presentate.
Secondo il gruppo consiliare, le accuse rivolte dall'esponente del Partito Democratico rappresenterebbero un tentativo di spostare l'attenzione dalle criticità del centro storico e dalle responsabilità politiche dell'Amministrazione. Fratelli d'Italia respinge inoltre le accuse di una presunta propaganda «dal sapore razzista», ribadendo di non aver mai messo in discussione la nazionalità di chi svolge regolarmente un'attività economica.
«Il tema – affermano i consiglieri – è esclusivamente politico e amministrativo: quale identità commerciale vogliamo per il centro storico di Empoli e quali strumenti concreti intendiamo adottare per tutelare le botteghe, il commercio di prossimità, il decoro, la sicurezza e la qualità urbana».
Il gruppo conclude invitando la capogruppo del Partito Democratico a confrontarsi sui contenuti del dibattito politico, evitando, a suo avviso, ricostruzioni non corrispondenti alle decisioni assunte dal Consiglio comunale. «L'opposizione può essere criticata – conclude Fratelli d'Italia – ma almeno la si critichi per ciò che ha realmente detto e votato».






