Certaldo ospita "In Verso. Frammenti narrativi" di Oliviero Rainaldi
17-02-2026 16:32 - Circondiario
Sabato 21 febbraio alle ore 16.30, nelle sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo, si inaugura "In Verso. Frammenti narrativi", la nuova mostra di Oliviero Rainaldi, aperta al pubblico dal 21 febbraio al 17 maggio. L'esposizione è promossa dal Comune di Certaldo con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana. L'organizzazione e il coordinamento sono di Exponent, in collaborazione con Terramedia APS, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni.
Il tempo, il sacro e l'identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa il progetto, che riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti — alcuni inediti — offrendo uno spaccato significativo di una ricerca intensa e coerente, capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile. Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria, quasi originaria. Il confronto con Palazzo Pretorio, antica sede del vicariato, dà vita a un dialogo serrato con la storia del luogo, attraverso un allestimento concepito "all'inverso", che invita il visitatore a sovvertire la direzione canonica del percorso e a interrogare il tempo come materia viva, reversibile e stratificata.
Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, pieno e vuoto, corpo e ombra, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano presenze simboliche essenziali, chiamando lo sguardo contemporaneo a una relazione diretta con l'opera. Il dialogo con l'architettura e con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi presenti nel palazzo non è illustrativo ma strutturale: lo spazio amplifica la riflessione e definisce una dimensione site-specific.
In questo contesto si innesta anche il tema dell'identità, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre, mettendo in discussione l'idea di compiutezza. L'opera diventa così traccia, passaggio e luogo di trasformazione.
Nato nel 1956 a Caramanico Terme (Pescara), Oliviero Rainaldi si forma all'Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all'Accademia dell'Aquila con Fabio Mauri. La sua ricerca, da sempre incentrata sulla figura umana, attraversa disegno, pittura e scultura, sviluppando un linguaggio essenziale e fortemente simbolico. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali in Italia e all'estero; sue opere fanno parte di collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Palazzo dell'ONU a Ginevra e la sede del Premio Nobel a Stoccolma.
Inaugurazione: sabato 21 febbraio, ore 16.30 – ingresso gratuito
Nei giorni successivi all'inaugurazione:
Ingresso: intero € 7,00 – ridotto € 6,00
Orari:
Febbraio–marzo: lunedì–venerdì 10.00–13.00 e 14.30–16.30 (martedì chiuso); sabato–domenica 10.00–13.00 e 14.30–17.30
Aprile–maggio: tutti i giorni 10.00–13.00 e 14.30–19.00
Fonte: Ufficio stampa
Il tempo, il sacro e l'identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa il progetto, che riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti — alcuni inediti — offrendo uno spaccato significativo di una ricerca intensa e coerente, capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile. Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria, quasi originaria. Il confronto con Palazzo Pretorio, antica sede del vicariato, dà vita a un dialogo serrato con la storia del luogo, attraverso un allestimento concepito "all'inverso", che invita il visitatore a sovvertire la direzione canonica del percorso e a interrogare il tempo come materia viva, reversibile e stratificata.
Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, pieno e vuoto, corpo e ombra, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano presenze simboliche essenziali, chiamando lo sguardo contemporaneo a una relazione diretta con l'opera. Il dialogo con l'architettura e con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi presenti nel palazzo non è illustrativo ma strutturale: lo spazio amplifica la riflessione e definisce una dimensione site-specific.
In questo contesto si innesta anche il tema dell'identità, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre, mettendo in discussione l'idea di compiutezza. L'opera diventa così traccia, passaggio e luogo di trasformazione.
Nato nel 1956 a Caramanico Terme (Pescara), Oliviero Rainaldi si forma all'Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all'Accademia dell'Aquila con Fabio Mauri. La sua ricerca, da sempre incentrata sulla figura umana, attraversa disegno, pittura e scultura, sviluppando un linguaggio essenziale e fortemente simbolico. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali in Italia e all'estero; sue opere fanno parte di collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Palazzo dell'ONU a Ginevra e la sede del Premio Nobel a Stoccolma.
Inaugurazione: sabato 21 febbraio, ore 16.30 – ingresso gratuito
Nei giorni successivi all'inaugurazione:
Ingresso: intero € 7,00 – ridotto € 6,00
Orari:
Febbraio–marzo: lunedì–venerdì 10.00–13.00 e 14.30–16.30 (martedì chiuso); sabato–domenica 10.00–13.00 e 14.30–17.30
Aprile–maggio: tutti i giorni 10.00–13.00 e 14.30–19.00
Fonte: Ufficio stampa






