"Cessazione immediata dell'attività di palestra"
25-06-2026 20:00 - Cronaca
“Cessazione immediata dell'attività di palestra”. Il provvedimento emesso dal Comune riguarda un'attività di via San Rocco facente capo ad una società sportiva dilettantistica, la Iris. Il provvedimento, a firma dell'ingegner Alessandro Annunziati, nasce dalle verifiche effettuate dalla polizia municipale e dai tecnici Asl che, nel loro lavoro, hanno riscontrato una serie di criticità relative alla palestra.
In particolare, dalla relazione di servizio della Municipale, è risultato che “il titolare non è stato in grado di presentare la Scia di avvio dell'attività, non erano esposti i cartelli riportanti la scritta vietato fumare, non era regolarizzata la posizione lavorativa di una persona che ci lavorava ed il fabbricato dove è collocata l'attività risulta catastalmente come magazzino di stoccaggio". A questo si aggiunge il lavoro della UFC Igiene Pubblica e della Nutrizione della Azienda Asl Toscana Centro che ha effettuato i propri accertamenti evidenziando “un rischio strutturale e meteoclimatico degli spazi adibiti a seminterrato, locali totalmente privi di sistemi di aerazione sia naturale sia meccanica con conseguente rischio concreto per il benessere igienico-sanitario degli occupanti, l'assenza di cartellonistica di sicurezza, l'unica via di deflusso con una scala in muratura che conduce all'ingresso del piano terra ed estintori non conformi, in quanto privi delle verifiche periodiche di legge”.
Da qui la decisione di chiudere l'attività, un provvedimento a cui il titolare potrà opporsi con un ricorso al Tar della Toscana entro 60 giorni dalla data di notificazione, oppure con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 (centoventi) giorni dalla stessa data.
In particolare, dalla relazione di servizio della Municipale, è risultato che “il titolare non è stato in grado di presentare la Scia di avvio dell'attività, non erano esposti i cartelli riportanti la scritta vietato fumare, non era regolarizzata la posizione lavorativa di una persona che ci lavorava ed il fabbricato dove è collocata l'attività risulta catastalmente come magazzino di stoccaggio". A questo si aggiunge il lavoro della UFC Igiene Pubblica e della Nutrizione della Azienda Asl Toscana Centro che ha effettuato i propri accertamenti evidenziando “un rischio strutturale e meteoclimatico degli spazi adibiti a seminterrato, locali totalmente privi di sistemi di aerazione sia naturale sia meccanica con conseguente rischio concreto per il benessere igienico-sanitario degli occupanti, l'assenza di cartellonistica di sicurezza, l'unica via di deflusso con una scala in muratura che conduce all'ingresso del piano terra ed estintori non conformi, in quanto privi delle verifiche periodiche di legge”.
Da qui la decisione di chiudere l'attività, un provvedimento a cui il titolare potrà opporsi con un ricorso al Tar della Toscana entro 60 giorni dalla data di notificazione, oppure con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 (centoventi) giorni dalla stessa data.






