Cinque stelle: campo largo con vista su Firenze
18-05-2026 17:19 - Primo piano
di Marco Mainardi
“Perché non vieni ad assistere a Nova?” L’invito viene raccolto con piacere, c’è la curiosità di vedere come a Firenze il movimento Cinque Stelle ha organizzato uno dei cento spazi di confronto sparsi in tutta Italia “per costruire insieme a tutte le cittadine e i cittadini – come si legge – il programma di governo dei prossimi anni”. “Non un percorso chiuso – si precisa - non decisioni prese da pochi, ma un processo partecipato e concreto, in cui chiunque sia interessato a sostenere un governo progressista può contribuire davvero”. Anche la location fa la sua parte, il grand hotel Baglioni posto nel cuore di Firenze. Appuntamento alle 10 di una domenica primaverile che rende Firenze ancora più bella di quanto non sia solitamente. E’ vero che c’è da stare chiusi nelle stanze per discutere di economia, ambiente, finanza, situazione internazionale o riforma del reddito di cittadinanza, giusto per citare alcuni temi, ma è anche vero che il pranzo è servito sulla terrazza dalla quale ammiri la città in tutto il suo splendore. Mentre scegli fra il buffet classico e quello vegano, volti la testa e vedi il cupolone di Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella o la collina di Fiesole. Non male.
La giornata segue la metodologia ‘Open Space Technology’ per la gestione dei gruppi. Ideata dal professor Harrison Owen nei primi anni '80, permette di organizzare riunioni, conferenze e workshop in modo altamente partecipativo, senza un'agenda prefissata dagli organizzatori ma creata dai partecipanti stessi. Dopo caffè e pasticcino, l’avvio è così proprio con la prima plenaria nella quale chiunque vuole propone un tema. Se ne selezionano i primi sei, ognuno ne sceglie uno e si entra nella stanza. Big del partito che si vedono sono solo quelli locali che, però, non intervengono mai. Nova, infatti, non è per loro ma per chi vuol dire la sua e dare il proprio contributo alla costruzione del programma della coalizione progressista. Si dice che il 70% dei partecipanti non siano iscritti al Movimento (“chi partecipa è la persona giusta”) e la sensazione di libertà che si vuol trasmettere ai presenti (“quando si inizia si inizia, quando si finisce si finisce, se durante l’open space ti accorgi che non stai né partecipando né imparando usa i tuoi piedi per spostarti in un luogo in cui il tuo contributo è più efficace”) si respira appieno. A coordinare il tutto un team di esponenti del Movimento, fra cui l’empolese Jacopo Maccari. Sono queste ragazze e ragazzi ad aver organizzato il tutto: niente agenzie specializzate in eventi, solo il Movimento nazionale a coprire le spese e poi tutto lavoro dal basso. Fatica e passione.
I temi sono quelli classici di un programma elettorale. Nelle stanze la discussione procede bene ed è interessante, con l’obiettivo ambizioso di rispondere alla domanda: “cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare la vita delle italiane e degli italiani?” Chi si assume l’onere di fare da riferimento alla stanza di lavoro, fissa i punti su un pannello di carta, riporta per iscritto le proposte usando uno dei portatili messi a disposizione per stilare poi il report della giornata. A quel punto si torna in plenaria e si scelgono nuovi temi per le altre tornate di discussione. In tutto sono tre: una la mattina e due al pomeriggio.
La giornata scivola via bene, organizzazione perfetta, pochissimi sbadigli e tanta voglia di partecipare e dare la propria opinione sui diversi temi in discussione. Verso le 18 lo stop, sciogliete le righe. Non più tardi delle 22 arriva una notifica sullo smartphone. E’ il report arrivato via mail a tutti i partecipanti, in conoscenza Giuseppe Conte. Dal basso è tutto, è il momento dei big. Obiettivo costruire il programma e, soprattutto, battere la Meloni.
“Perché non vieni ad assistere a Nova?” L’invito viene raccolto con piacere, c’è la curiosità di vedere come a Firenze il movimento Cinque Stelle ha organizzato uno dei cento spazi di confronto sparsi in tutta Italia “per costruire insieme a tutte le cittadine e i cittadini – come si legge – il programma di governo dei prossimi anni”. “Non un percorso chiuso – si precisa - non decisioni prese da pochi, ma un processo partecipato e concreto, in cui chiunque sia interessato a sostenere un governo progressista può contribuire davvero”. Anche la location fa la sua parte, il grand hotel Baglioni posto nel cuore di Firenze. Appuntamento alle 10 di una domenica primaverile che rende Firenze ancora più bella di quanto non sia solitamente. E’ vero che c’è da stare chiusi nelle stanze per discutere di economia, ambiente, finanza, situazione internazionale o riforma del reddito di cittadinanza, giusto per citare alcuni temi, ma è anche vero che il pranzo è servito sulla terrazza dalla quale ammiri la città in tutto il suo splendore. Mentre scegli fra il buffet classico e quello vegano, volti la testa e vedi il cupolone di Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella o la collina di Fiesole. Non male.
La giornata segue la metodologia ‘Open Space Technology’ per la gestione dei gruppi. Ideata dal professor Harrison Owen nei primi anni '80, permette di organizzare riunioni, conferenze e workshop in modo altamente partecipativo, senza un'agenda prefissata dagli organizzatori ma creata dai partecipanti stessi. Dopo caffè e pasticcino, l’avvio è così proprio con la prima plenaria nella quale chiunque vuole propone un tema. Se ne selezionano i primi sei, ognuno ne sceglie uno e si entra nella stanza. Big del partito che si vedono sono solo quelli locali che, però, non intervengono mai. Nova, infatti, non è per loro ma per chi vuol dire la sua e dare il proprio contributo alla costruzione del programma della coalizione progressista. Si dice che il 70% dei partecipanti non siano iscritti al Movimento (“chi partecipa è la persona giusta”) e la sensazione di libertà che si vuol trasmettere ai presenti (“quando si inizia si inizia, quando si finisce si finisce, se durante l’open space ti accorgi che non stai né partecipando né imparando usa i tuoi piedi per spostarti in un luogo in cui il tuo contributo è più efficace”) si respira appieno. A coordinare il tutto un team di esponenti del Movimento, fra cui l’empolese Jacopo Maccari. Sono queste ragazze e ragazzi ad aver organizzato il tutto: niente agenzie specializzate in eventi, solo il Movimento nazionale a coprire le spese e poi tutto lavoro dal basso. Fatica e passione.
I temi sono quelli classici di un programma elettorale. Nelle stanze la discussione procede bene ed è interessante, con l’obiettivo ambizioso di rispondere alla domanda: “cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare la vita delle italiane e degli italiani?” Chi si assume l’onere di fare da riferimento alla stanza di lavoro, fissa i punti su un pannello di carta, riporta per iscritto le proposte usando uno dei portatili messi a disposizione per stilare poi il report della giornata. A quel punto si torna in plenaria e si scelgono nuovi temi per le altre tornate di discussione. In tutto sono tre: una la mattina e due al pomeriggio.
La giornata scivola via bene, organizzazione perfetta, pochissimi sbadigli e tanta voglia di partecipare e dare la propria opinione sui diversi temi in discussione. Verso le 18 lo stop, sciogliete le righe. Non più tardi delle 22 arriva una notifica sullo smartphone. E’ il report arrivato via mail a tutti i partecipanti, in conoscenza Giuseppe Conte. Dal basso è tutto, è il momento dei big. Obiettivo costruire il programma e, soprattutto, battere la Meloni.






