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Cordone (Lega): “Le REMS non bastano, servono interventi per garantire sicurezza e tutela degli operatori”

09-06-2026 17:53 - Circondiario
Tornano al centro del dibattito le condizioni di sicurezza all’interno della REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Empoli, dopo le recenti segnalazioni del sindacato NurSind riguardanti episodi di aggressione nei confronti del personale sanitario.
Secondo quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, nei giorni scorsi un internato avrebbe spezzato una sedia utilizzandone successivamente le gambe per tentare di colpire gli operatori presenti, compresi gli infermieri in servizio. L’episodio si sarebbe concluso senza conseguenze gravi grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, allertate dal personale sanitario. NurSind segnala inoltre che, nell’ultimo mese, si sarebbero verificati episodi di aggressione quasi quotidiani da parte di alcuni ospiti della struttura, tra cui il caso di un infermiere che avrebbe riportato un pugno al volto, rendendo necessario il ricorso alle cure del pronto soccorso.

Sulla vicenda interviene Marco Cordone, esponente della Lega, presidente fondatore del Comitato “Dalla Parte di Abele” e figlio di una vittima di un soggetto psichiatrico socialmente pericoloso.

«Quanto denunciato dal NurSind – afferma Cordone – conferma le criticità delle REMS, strutture che dal 2015 hanno sostituito gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG). A mio avviso si tratta di realtà inadeguate a ospitare soggetti psichiatrici socialmente pericolosi, poiché sono strutture esclusivamente sanitarie e non dispongono di adeguati presidi di sicurezza».

Cordone sostiene che le REMS dovrebbero essere dotate di contingenti di Polizia Penitenziaria e invita la Regione Toscana ad aprire un confronto con il Governo nazionale per affrontare la questione. Secondo l’esponente leghista, la riforma che ha portato alla chiusura degli OPG avrebbe trasferito integralmente la gestione di questi soggetti al sistema sanitario regionale, pur trattandosi di persone sottoposte a misure di sicurezza previste dalla normativa penale.

«Le problematiche che emergono da Empoli – conclude Cordone – devono essere affrontate e risolte nell’interesse delle comunità locali, degli operatori sanitari che lavorano quotidianamente in queste strutture e della sicurezza collettiva. Su questi temi è necessario ascoltare maggiormente chi vive direttamente le conseguenze di determinate scelte normative e organizzative».