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CPR, Empoli Antifascista e Csa Intifada: «Luoghi di tortura e negazione dei diritti»

24-09-2026 15:03 - Cronaca
Solidarietà ai medici coinvolti nell'inchiesta della Procura di Ravenna e una nuova presa di posizione contro i Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). È quanto esprimono Empoli Antifascista e Csa Intifada, che annunciano inoltre l'intenzione di organizzare nei prossimi giorni un presidio a Empoli.

La mobilitazione nasce dall'inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna che ha coinvolto 23 sanitari in diverse parti d'Italia, nell'ambito di accertamenti relativi alla presunta falsificazione di certificati medici che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbe consentito ad alcuni migranti di non essere trasferiti nei CPR. Gli attivisti contestano le accuse e definiscono «false» le contestazioni rivolte ai medici.

La vicenda ha già provocato iniziative di solidarietà. Tra queste, spiegano Empoli Antifascista e Csa Intifada, anche i presidi promossi dal Làbas, realtà bolognese impegnata sul fronte dei diritti dei migranti.

Nel comunicato diffuso nelle scorse ore, le due realtà empolesi denunciano quelle che definiscono le condizioni all'interno dei CPR come «disumane», citando sovraffollamento, isolamento prolungato e carenze nelle tutele sanitarie. Secondo gli attivisti, nei centri si verificherebbero inoltre situazioni di violenza fisica e psicologica e una compressione dei diritti delle persone trattenute.

Particolarmente contestato è il principio stesso della detenzione amministrativa dei migranti. «Privazione della libertà personale senza che sia stato commesso alcun reato», scrivono Empoli Antifascista e Csa Intifada, secondo cui il sistema finirebbe per «trasformare la condizione di migrante in una colpa da punire».

Nel documento, le due organizzazioni parlano inoltre di strutture nelle quali «si consumano abusi» e accusano lo Stato di tollerare o coprire troppo spesso queste situazioni. Si tratta di affermazioni e valutazioni politiche espresse dagli autori del comunicato, che chiedono la chiusura dei CPR.

«Non possiamo restare in silenzio di fronte a questa barbarie legalizzata», affermano Empoli Antifascista e Csa Intifada, richiamando i principi costituzionali di giustizia, uguaglianza e solidarietà.

L'obiettivo annunciato è quello di organizzare nei prossimi giorni un presidio a Empoli in solidarietà con i medici coinvolti nell'inchiesta e per chiedere la chiusura dei CPR. Le due realtà chiedono contestualmente l'apertura di «canali di ingresso regolari, sicuri e dignitosi» per i migranti.

La mobilitazione, spiegano, si inserisce nella loro attività politica e sociale sul tema dei diritti umani e della libertà di movimento. «Non c'è antifascismo senza la difesa radicale dei diritti umani e della libertà di movimento», si legge nella conclusione del comunicato.

Al momento, gli organizzatori fanno sapere che stanno lavorando alla convocazione dell'iniziativa empolese. Data, luogo e modalità del presidio saranno quindi comunicati successivamente.
Al Csa Intifada sta a cuore anche la battaglia ppiù territoriale, di questi giorni, sul taglio indiscriminato di alberi per la realizzazione di opere che dovrebbero mitigare il rischio idraulico.
L'organizzazione intende organizzare presidi o manifestazioni per contestare quelli che definisce «disastri del verde» realizzati negli ultimi anni dall'amministrazione comunale.