Csa Intifada: "basta cemento vogliamo una città più vivibile"
01-07-2026 09:54 - Politica
Lo sviluppo urbanistico di una piccola città come Empoli dovrebbe essere indirizzato alla vivibilità dei suoi cittadini, sui servizi accessibili a tutti, e non nel consumo del suolo piegato alla cementificazione selvaggia, alla costruzione di nuovi alloggi che, vista la curva demografica più bassa d'Europa, nemmeno si capisce chi dovrebbe acquistarli.
In questi giorni si sta ultimando l'apertura del cantiere per la costruzione di 36 alloggi in via XXV Aprile a Ponte Elsa (PUA9.1), nella zona adiacente al CSA intifada. Un progetto urbanistico vecchio almeno di 9913 anni (ricordiamo il corteo del gennaio 2013 contro il cambiamento di destinazione d'uso dei terreni a cui ci opponemmo) su cui ci siamo espressi più di una volta. Dopo tutti questi anni, con il cambiamento climatico del pianeta che sta bruciando, con le temperature di 40 gradi che trasformano la città in deserti, con giardini sempre più relegati ad arredi urbani, stravolgendo la funzione naturale delle aree verdi, ossia quelle di oasi che abbassano le temperature, i nostri amministratori invece di affrontare la questione in maniera seria e approfondita continuano a sviluppare un'urbanizzazione che ci regala solo asfalto, cemento, tagli degli alberi e consumo del suolo.
Questa è una deriva politico urbanistica ambientale che ci consegna un disastro annunciato. Non capiamo come si possa ancora ragionare sullo sviluppo delle città in un'ottica economicista e di sfruttamento del territorio. Crediamo fortemente in una politica urbanistica che metta invece al primo piano la vivibilità dei propri cittadini, all'interno di una logica che metta in cima alle priorità l'ambiente, il rispetto della natura e una riconversione urbana che veda sempre meno cemento e più aree verdi, perché come scrive Stefano Mancuso nel suo saggio Fitopolis, le piante sono la soluzione più efficace ed economica per mitigare il caldo estremo e l'inquinamento, Mancuso propone l'idea di una città-foresta, in cui la natura e l'architettura si fondono, trasformando le strade e gli spazi cementati in vere e proprie aree verdi. Climatizzatori naturali gli alberi abbassano la temperatura urbana tramite l'ombreggiamento e l'evapotraspirazione, riducendo le letali "isole di calore". Più alberi vuol dire meno caldo, un concetto talmente semplice, ma che difficilmente viene messo in pratica.
Per una città vivibile e piena di alberi mettendo al primo posto i diritti delle persone e non gli interessi di lobby politiche/economiche.
Fonte: Ufficio stampa
In questi giorni si sta ultimando l'apertura del cantiere per la costruzione di 36 alloggi in via XXV Aprile a Ponte Elsa (PUA9.1), nella zona adiacente al CSA intifada. Un progetto urbanistico vecchio almeno di 9913 anni (ricordiamo il corteo del gennaio 2013 contro il cambiamento di destinazione d'uso dei terreni a cui ci opponemmo) su cui ci siamo espressi più di una volta. Dopo tutti questi anni, con il cambiamento climatico del pianeta che sta bruciando, con le temperature di 40 gradi che trasformano la città in deserti, con giardini sempre più relegati ad arredi urbani, stravolgendo la funzione naturale delle aree verdi, ossia quelle di oasi che abbassano le temperature, i nostri amministratori invece di affrontare la questione in maniera seria e approfondita continuano a sviluppare un'urbanizzazione che ci regala solo asfalto, cemento, tagli degli alberi e consumo del suolo.
Questa è una deriva politico urbanistica ambientale che ci consegna un disastro annunciato. Non capiamo come si possa ancora ragionare sullo sviluppo delle città in un'ottica economicista e di sfruttamento del territorio. Crediamo fortemente in una politica urbanistica che metta invece al primo piano la vivibilità dei propri cittadini, all'interno di una logica che metta in cima alle priorità l'ambiente, il rispetto della natura e una riconversione urbana che veda sempre meno cemento e più aree verdi, perché come scrive Stefano Mancuso nel suo saggio Fitopolis, le piante sono la soluzione più efficace ed economica per mitigare il caldo estremo e l'inquinamento, Mancuso propone l'idea di una città-foresta, in cui la natura e l'architettura si fondono, trasformando le strade e gli spazi cementati in vere e proprie aree verdi. Climatizzatori naturali gli alberi abbassano la temperatura urbana tramite l'ombreggiamento e l'evapotraspirazione, riducendo le letali "isole di calore". Più alberi vuol dire meno caldo, un concetto talmente semplice, ma che difficilmente viene messo in pratica.
Per una città vivibile e piena di alberi mettendo al primo posto i diritti delle persone e non gli interessi di lobby politiche/economiche.
CSA intifada
Fonte: Ufficio stampa






