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Da Pontorme alla Cina: la videoarte di Bucalossi porta il Pontormo a Chengdu

04-06-2026 10:37 - Cronaca
Un ponte culturale lungo migliaia di chilometri collega Empoli alla Cina. Un frammento della tradizione artistica empolese e della grande eredità del Pontormo è infatti approdato a Chengdu, nella provincia cinese del Sichuan, grazie alla videoinstallazione Perché non parli? dell'artista Federico Bucalossi.

L'opera è stata presentata nell'ambito della mostra Academy as Method, inaugurata il 26 maggio al Museo dell'Accademia di Belle Arti di Chengdu e dedicata ai docenti-artisti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze. Tra le opere esposte trova spazio proprio il lavoro di Bucalossi, una raffinata reinterpretazione contemporanea delle celebri tavole del Pontormo San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo, conservate nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Pontorme.

Si tratta di un importante riconoscimento internazionale non solo per l'artista, ma anche per il patrimonio culturale empolese, che trova così nuova visibilità in uno dei più importanti contesti espositivi dell'Asia.

La presenza dell'opera di Bucalossi assume un significato ancora più rilevante in un momento di rinnovata attenzione verso Jacopo Carrucci, universalmente conosciuto come il Pontormo. Le tavole originali che hanno ispirato la videoinstallazione sono infatti temporaneamente concesse in prestito per una grande mostra monografica dedicata all'artista, in programma alle Scuderie del Quirinale di Roma dall'8 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027.

L'opera Perché non parli? non si limita a riprodurre i dipinti realizzati nel 1518. Bucalossi intraprende invece un percorso di trasformazione visiva che rielabora forme, colori e dettagli delle tavole originali, dando vita a una dimensione sospesa tra memoria e sogno. Le immagini sembrano emergere da un ricordo lontano, frammentato e sfuggente, mentre gli elementi pittorici si dissolvono e si ricompongono in continue metamorfosi digitali che superano i confini della bidimensionalità.

Il risultato è una riflessione sul rapporto tra tempo, spazio e memoria, capace di mettere in dialogo il linguaggio del Rinascimento con le possibilità espressive della videoarte contemporanea.

La videoinstallazione era già stata presentata a Pontorme presso lo studio EgoZero, centro di sperimentazione artistica diretto dallo stesso Bucalossi, ma l'approdo in Cina rappresenta un ulteriore salto di qualità nel percorso dell'opera e nella diffusione internazionale della figura del Pontormo.

Soddisfazione è stata espressa dall'assessore alla Cultura del Comune di Empoli, Matteo Bensi, che ha sottolineato come la crescente attenzione verso il maestro manierista rappresenti un motivo di orgoglio per il territorio.

«Siamo veramente orgogliosi di questa nuova centralità di uno degli artisti che ha formato il Manierismo per come lo conosciamo – ha dichiarato Bensi –. La rivalutazione di questo nostro concittadino illustre prosegue anche nel nuovo millennio e la commistione tra arte e videoarte rende senz'altro più affascinante la riscoperta di Carrucci».

L'assessore ha inoltre evidenziato il ruolo svolto da Bucalossi e dallo studio EgoZero nella valorizzazione culturale di Pontorme, ricordando anche le recenti sperimentazioni che hanno coinvolto Casa Pontormo e nuove forme di espressione artistica legate all'intelligenza artificiale.

Artista e ricercatore, Federico Bucalossi sviluppa da anni un percorso creativo incentrato sul concetto di "non umano". Con lo pseudonimo NotHuman esplora le trasformazioni dell'identità e del corpo nell'era digitale, muovendosi tra arte elettronica, cultura underground e sperimentazione audiovisiva. Attivo fin dagli anni Novanta nei movimenti storici dell'arte digitale, oggi combina diversi linguaggi e media con un approccio essenziale e minimalista, alla ricerca di nuove forme di consapevolezza e percezione.

La partecipazione alla mostra di Chengdu conferma come il dialogo tra passato e futuro, tra tradizione artistica e innovazione tecnologica, possa diventare uno strumento efficace per portare il patrimonio culturale locale oltre i confini nazionali. E in questo viaggio verso Oriente, il Pontormo continua a parlare al mondo attraverso linguaggi sempre nuovi.