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Dove sono il sindaco e gli assistenti sociali? Qui…

22-08-2026 08:55 - Opinioni
Nei giorni scorsi ha tenuto banco in città il caso di Giorgio, la persona rumena senza fissa dimora che non aveva più dato notizie alla figlia che si trova in Romania e che, per questo, era comprensibilmente preoccupata. Non appena la cosa ha avuto la ribalta social si è scatenata la corsa a cercarlo e, una volta trovato a Cecina, a far sì che potesse chiamare la famiglia. Grazie al gruppo ‘Empoli nostra’ non solo padre e figlia si sono sentiti, ma alla persona è stato regalato anche un nuovo telefono cellulare. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, e questo è ciò che conta.

Ma, come capita a tutto quanto finisce sui social, si sono sprecati centinaia di commenti. Quelli che colpiscono di più, oltre ai soliti saccenti che spiegano come si dovrebbe fare per risolvere questi problemi, sono i tanti che puntano il dito contro Sindaco, e comunque le Istituzioni, ed assistenti sociali chiedendo: “dove sono?”. La domanda non la può che porre chi il mondo del sociale empolese non lo conosce, chi non sa del lavoro che fanno le associazioni, chi non conosce la società della salute o il lavoro sul campo degli assistenti sociali chiamati a fronteggiare un disagio in costante aumento chi, pur abitando da anni in queste zone, non ha ancora capito di vivere in un territorio dove la sensibilità su questi temi è molto alta, una fortuna per tutti noi visto che non sappiamo cosa può riservarci il domani. Il sindaco, inteso come istituzione, è in tutto questo, nel lavoro che viene fatto quotidianamente accanto ai Giorgio di turno, nei soldi che servono per mandare avanti il sociale, nelle due mense popolari che ci sono in città che godono naturalmente di finanziamenti pubblici e che, comunque, trovano autonomamente i soldi per coprire quello che manca, nel dormitorio magari insufficiente per la città ma comunque presente, nell’emporio solidale, nella stazione di posta che sta muovendo i primi passi, nelle mani dei volontari che si alzano la mattina per donare il loro tempo con l’obiettivo di fronteggiare il bisogno del prossimo, nello slancio di chi ha risposto all’appello di ‘Empoli nostra’.

Grazie a questa rete fatta di presìdi, di persone sempre pronte, di una cultura diffusa basata su precisi valori sarebbe bastato che Giorgio, o chi per lui, avesse varcato la porta di un’associazione, dell’Urp o avesse salito le scale del Comune ed avrebbe trovato il modo di chiamare la figlia a casa, senza alcun problema. Ed avrebbe avuto la possibilità, come è accaduto, di farsi le analisi mediche di cui ha bisogno. E di far curare e toilettare i suoi due cani. Pensare che il ‘pubblico’ possa conoscere ogni situazione e risolverla alla velocità di un post buttato lì è utopia ed è per questo che, quando qualcuna di queste situazioni viene intercettata, non serve fare i saccenti. Basta rivolgersi a chi questo fa, anche al sindaco visto che non abita su Marte. Ed ovunque, per questioni davvero importanti, la risposta ci sarà. Sempre. Qui c’è il sindaco, qui ci sono gli assistenti sociali, qui le istituzioni. Tutti impegnati in un lavoro reso ancor più difficile dalle sensibilità personali. La persona salita agli onori della cronaca tutti la conoscono fin troppo bene al pari delle altre ma l’offerta di servizi non sempre corrisponde alla loro accettazione. C’è anche chi dice no, per motivi che nessuno deve giudicare. Poi, se uno cambia idea, la mano è sempre lì, pronta e tesa.

Le istituzioni sono in tutto questo. Quello che fanno basta? Potrebbero fare di più? Forse sì, ma intanto quello che fanno è innegabile, lì a disposizione di chi bussa alla porta, da qualunque parte del mondo arrivi. E chi scrive diversamente e lo nega o è in malafede o non conosce questo mondo. E per questo, con quel dito sullo smartphone, invece di spargere falsità, farebbe meglio a guardare i reel. O, meglio, usare quella mano per fare del volontariato. Farebbe più bene a loro che ai tanti Giorgio che purtroppo ci sono in città e che nessuno lascia, ha lasciato e lascerà soli.