News

"Droni utilissimi in caso di piene, ora ci sarà meno spazio per le zone d'ombra"

21-05-2026 10:22 - Le interviste di Clebs.it
di Pietro Spina

La recente notizia di Empoli che diventa città smart passa all'analisi del nostro Gordon Baldacci, esperto del settore, che ne spiega i dettagli in questa intervista

Empoli si lancia nel futuro del monitoraggio atmosferico ed ambientale, con una gamma di strumenti all'avanguardia. Il progetto E-DOT porta con sè termini nuovi alla maggior parte della gente. Cosa significa ad esempio tecnologia I-oT?



L'IoT (Internet of Things) si riferisce a una rete di dispositivi fisici, veicoli, apparecchi e altri oggetti incorporati con sensori, software e connettività che consentono di raccogliere e condividere dati. Quindi appare la soluzione ideale per Dispositivi e Sensori: Rilevano parametri fisici (temperatura, movimento, pressione). Trasmette i dati tramite Wi-Fi, Bluetooth, 5G o reti dedicate (es. NB-IoT) per analizzare i dati raccolti poi trasformarli in informazioni utili. Sono condizioni oggi ormai definite di default, per condividere le informazioni sia fisiche che statistiche.



Tante nuove stazioni meteo che rilevano gli eventi atmosferici, di cosa si tratta?
Da alcuni anni, le nuove stazioni meteo sono composte con sensori esteticamente diversi ma che poi riportano dati che da analogici vengono trasformati in digitali. Sono due i prodotti che hanno subito una maggiore evoluzione, il pluviometro e l'anemometro. Per abitudine siamo abituati ad immaginare i pluviometri come dei piccoli imbuti con dentro una bascula che, goccia dopo goccia, aziona un bilanciere misurando i millimetri accumulati. Ogni “caduta” del cucchiaino interno sono 0.2 millimetri. In queste nuove stazioni meteo abbiamo un pluviometro piezoelettrico che semplificando, conta le gocce che cadono e tramite un algoritmo calcola quanta pioggia è precipitata. Anche l'anemometro ha registrato una sua evoluzione, passando dalle canoniche “paline” con annessa freccia sottostante indicante la direzione del vento, a delle semplici ghiere dentro un'unica struttura che attraverso un meccanismo ad infrarossi, decifra da che parte proviene l'aria e soprattutto con che intensità. Anche in questo caso è un nuovo algoritmo che elabora il dato e ci consegna gli elementi che vogliamo sapere. Alcune di queste stazioni poi, di default, comprendono i sensori per il monitoraggio locale anzi oserei dire “circostante” (non più di 5-10 metri in linea d'aria delle condizioni di inquinamento) Pm 2.5 Pm 10 ed altre polveri sottili. A corredo di tutto ciò, ovviamente termometro, barometro e rilevamento dell'indice UV (ultravioletto del sole) e della Radiazione Solare, ovvero quanta “energia” sta producendo il sole, detta in parole povere…quanto asciuga il terreno tramite appunto le radiazioni che emette. Anche in questo caso si tratta di un dato empirico, utile più che altro in agricoltura e per tutti gli installatori di pannelli fotovoltaici.


Dalla disposizione delle varie postazioni meteo, sembra che Empoli fosse totalmente o quasi sguarnita del monitoraggio meteorologico. Era davvero così?
Qui si apre un discorso più complesso. Partiamo da un dato certo; sappiamo che in tempi di fenomeni estremi localizzati, il rapporto stazioni meteo/territorio in pianura è di una ogni 3-5 kmq. Empoli nella sua parte urbanizzata ha tantissime stazioni, è il secondo comune del territorio per densità. Ve ne sarete accorti anche nelle mie re-analisi climatiche locali, dove è praticamente coperto quasi tutto il territorio comunale. Provando a fare un rapporto fra le zone in cui verranno installate le nuove stazioni meteo e il monitoraggio già presente, allego un elenco del cosiddetto stato dell'arte.

La zona del Centro Storico ne possiede già 4 +1 (CFR), 1 su Cascine, una su Ponzano, 1 (CFR) Monteboro, 2 Terrafino, 1 Marcignana, 1 Fontanella/Sant'Andrea. L'unica che se proprio vogliamo fare “campanilismo” è una nuova installazione grazie a questo progetto è quella ubicata su Ponte a Elsa. Si tratta comunque di questione di centinaia di metri, visto che nella parte della frazione nel comune di San Miniato ci sarebbero già altre due postazioni, tra cui una (CFR). Come ho già ribadito altre volte, si tratta ovviamente di tutte stazioni meteo a norma, e che in tutti i casi sono di consultazione pubblica sia per natura scientifica che solo per la curiosità degli utenti non avvezzi al mondo della meteorologia. Aggiungo in zone non interessate dalle nuove installazioni, le stazioni meteo di: Pontorme, Cortenuova, Serravalle: insomma Empoli non si può certo definire un comune non monitorato sul fronte meteorologico.

Però va aggiunto al progetto, la presenza dei i due droni che, accoppiati alle rilevazioni dei sensori, permetteranno elaborazioni ancora più complesse e utili come le mappe di calore, indici sullo stato di salute della vegetazione per prevenire incendi e per gestire in modo oculato le risorse idriche.


Il monitoraggio dei droni, con la sensoristica del caso, sarà utilissimo nel caso di piene dei torrenti, ma anche dello stesso fiume Arno, ma sul discorso delle isole di calore vorrei far notare che Empoli per sua fortuna non è ancora Firenze, dove nell'arco di un anno, si vedono nascere veri e propri nuovi quartieri. Le isole di calore non cambiano in base agli eventi meteorologici, ma solo di fronte ad una maggiore urbanizzazione delle zone extraurbane ancora non cementificate. Grazie alle stazioni meteo attualmente installate, noi addetti ai lavori siamo già in possesso di mappe che si aggiornano e addirittura prevedono, le zone considerate isole di calore. Qualcuno più accorto, le ricorderà postate l'estate scorsa da me medesimo in alcuni pezzi specifici. Di base, quindi, sappiamo già quali sono le zone più calde, quelle più esposte alle inversioni termiche, quelle in cui l'aria calda, complice il cemento, permane per più tempo. Abbiamo già contezza ad esempio che la prossima domenica si rischiano i 32 °C nelle zone del centro storico di Empoli a fronte di una temperatura che non dovrebbe superare i 29 C°.

L'insieme del sistema di monitoraggio dopo un anno di rodaggio dovrebbe entrare nella rete CFR Toscana, un bel traguardo no?
Sul tema del rodaggio di un anno dopo tutte le stagioni francamente mi apro ad un sorriso. Quando mi misuro la febbre non provo per dieci volte a misurarla. Così accade per le stazioni meteo. Dopo i primi giorni per capire se effettivamente tutto funziona, soprattutto utilizzando a paragone le stazioni già presenti sul territorio, tolti eventuali problemi delle varie reti wireless, tutto deve filare liscio. Sul discorso dell'inserimento nella rete CFR, mi auguro che sia così. C'è un precedente però che apre a scenari meno fiduciosi. Nel 2018 il progetto Smart Rainfall System (SRS) sviluppato dallo spin-off Artys dell'Università di Genova e adottato dall'Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa doveva entro pochissimo tempo entrare a pieno titolo dentro la rete CFR-Toscana. Non solo - e cito una cara amica che si occupa di Protezione Civile in zona - “non ci hanno creduto”, ma restano da smaltire le parabole installate sul territorio e ormai in disuso. Come si dice sbagliare è umano, perseverare sarebbe…

Cosa proporresti allora per avere un maggiore monitoraggio sia meteorologico che atmosferico?
In tempi di crisi economica e soprattutto eventi climatici avversi e ripetuti, fare squadra è la prima cosa da prendere in considerazione. Empoli non è un paese sprovvisto di alcuna forma di rilevamento, la città semmai, ha bisogno di credere davvero nei dati che quelle stazioni meteo ci forniscono. Da questi, delineare le azioni da mettere in pratica sul territorio; come la gestione delle piogge, dei rii, dei torrenti, leggo ad esempio che nel progetto c'è in previsione di installare un idrometro sull'Orme spero a monte visto che a valle lo abbiamo già e questa è un'ottima cosa. Se fosse stata perseguita questa strada, ovvero la considerazione dei dati che puntualmente registriamo h24 in città, già una buona metà dei fondi stanziati per questo progetto potevano essere dirottati su altro, tipo ad esempio, i radiosondaggi locali, dove Empoli è già un'eccellenza a livello non solo nazionale ma europeo. Penso alle sonde meteo lanciate dai progetti dell'Associazione dei Radioamatori sia di Vinci che di Empoli, che hanno dimostrato assoluta valenza scientifica, non solo formativa per le scuole.

Immaginate quanto potrebbero essere utili a ridosso degli eventi meteorologici in previsione importanti, lanciarle da Empoli fino alla stratosfera per “saggiare” le condizioni di partenza” su cui poi elaborare previsioni più accurate. Non si tratterebbe di cifre importanti, ogni centro meteorologico di media grandezza ogni giorno ne lancia a centinaia, per Empoli ed il suo circondario ne basterebbe una e motivata dal contesto di allertamento che il CFR, emette il giorno prima. Certo poi ci sarebbe bisogno magari di chi li sa “leggere” quei dati, ma se non sbaglio durante la prima commissione sull'alluvione presente anche sui canali social ufficiali del comune, si parla di “collaborazioni già avviate con professionisti del meteo” quindi non ci sarebbero neppure problemi nel decifrare un meteogramma.

Per quanto riguarda la questione ambientale della qualità dell'aria, la tecnologia mette a disposizione stazioni con specifiche di più ampio monitoraggio anche a distanze maggiori di pochi metri. Coinvolgere ARPA Toscana ad esempio avrebbe permesso di avere strumentazioni già omologate in partenza e soprattutto di essere già dentro la rete regionale ARPA, il “CFR” dell'inquinamento. Empoli aveva in passato una sua stazione di rilevamento. Ci sarebbe da chiedersi come mai una volta tolta, non è mai stata reinstallata.

Si tratta comunque di un progetto di altissimo livello
Abbiamo a disposizione strumenti eccellentissimi, su questo non deve esserci alcun dubbio, ma che vanno a coprire un servizio che già c'era e che ovviamente non lo vanno a sostituire, semmai ad implementare. Il fatto poi che (a differenza del servizio del 2018) si legge che sarà di libera consultazione per tutti è una base di partenza per ulteriori valutazioni scientifiche. Empoli, si trova al centro di una zona fra le più monitorate dell'Italia; con Montelupo Fiorentino capofila per il rapporto territorio/stazioni meteo dell'intero circondario, Capraia e Limite che segue a ruota e Cerreto Guidi che ha una stazione meteo per ogni frazione, siamo letteralmente “immersi” nei dati. Ecco perché la trasparenza e la capillarità dei dati sono la miglior difesa contro le interpretazioni di comodo. Più la base dati è fitta, robusta e accessibile, meno spazio rimane per le zone d'ombra e per i "racconti" di parte. Davanti a una serie storica solida e verificabile, ogni retorica dovrà alla fine fare i conti con la realtà, anche degli errori commessi.