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È morto Scipione Guarracino, maestro di storia e di didattica

19-02-2026 16:18 - Cronaca
Si è spento all’età di 83 anni Scipione Guarracino, figura di riferimento nella didattica della storia e nella storiografia italiana. Professore, autore e animatore del dibattito sull’insegnamento della disciplina, Guarracino ha lasciato un segno profondo nella formazione di generazioni di studenti e insegnanti.

Nato a Firenze nel 1943, aveva insegnato tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta al liceo scientifico e al liceo classico di Empoli. Per molti ex allievi empolesi è stato molto più di un docente: un educatore capace di trasmettere passione, metodo e senso critico.

La sua fama nazionale si consolidò con Storia e insegnamento della storia (Feltrinelli, 1980), testo che ha formato un’intera generazione di docenti. Un volume che ha segnato il dibattito su manuali, laboratorio storico, rapporto tra storia ed educazione civica, e sul senso stesso dell’insegnare storia. Moltissimi insegnanti si sono formati su quelle pagine.

Tra le opere successive, Il Novecento e le sue storie (1997), Mediterraneo. Immagini, storie e teorie da Omero a Braudel (2007), Storia degli ultimi settant’anni (2010) e L’Italia disunita. Idee e giudizi da Dante a Gramsci (2013), testi che hanno unito profondità scientifica e capacità divulgativa.

Importante anche il lavoro manualistico, in particolare con Alberto De Bernardi, e titoli come L’operazione storica, considerato uno dei progetti più ambiziosi per l’insegnamento della storia nelle scuole superiori. In seguito ha insegnato Metodologia della ricerca storica all’Università di Firenze, continuando a riflettere sul rapporto tra ricerca e didattica.

Ma a Empoli il ricordo è soprattutto quello del professore in aula. Cesare Baccetti, che fu suo studente allo Scientifico nel triennio di storia e filosofia a partire dal 1967, lo ricorda come «mentore di molti di noi. Poi, negli anni, siamo diventati amici. Ho un bellissimo ricordo: è stato un educatore importante, mi ha fatto amare lo studio, non solo le sue materie».

Un insegnante esigente ma coinvolgente. «In classe con lui ni ragazzi le lezioni le seguivamo con il registratore, per fermare nel tempo i suoi insegnamenti. Tutti, non solo alcuni. Le cose importanti per la nostra formazione non si dimenticano».

Anche Tiberio Tanzini, suo ex alunno, sottolinea la capacità di Guarracino di andare oltre la lezione tradizionale: «Sapeva farti sentire parte di un percorso. Non era solo storia o filosofia: era un modo di guardare il mondo, di ragionare, di non fermarsi alle apparenze. Io, poi, l'ho avuto come membro interno agli esami di maturità della mia classe».

Parole che raccontano bene lo stile di un docente che credeva nella scuola, nella forza della conoscenza e nella responsabilità civile dello studio storico.

Oggi, in un tempo profondamente diverso da quello in cui quei manuali e quelle lezioni prendevano forma, resta l’eredità di un maestro che aveva fiducia nella scuola e nei giovani. Conservare quell’entusiasmo, quella serietà e quella passione per lo studio è forse il modo più autentico per onorare la memoria di Scipione Guarracino, che a Empoli ha lasciato un segno che non si cancella.