Ecco la prova della censura sull'Uomo Vitruviano
14-02-2026 11:38 - Circondiario
Ormai è un caso. L’Uomo Vitruviano che perde i genitali per la sigla Rai delle Olimpiadi, è al centro del dibattito. Ecco le due foto a confronto (quella di Leonardo, quella del “genio” che ha realizzato la sigla), pubblicata stamani da diversi quotidiani: questa è presa dalle pagine del quotidiano Corriere Fiorentino.
Al centro della vicenda c’è la grafica ufficiale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, trasmessa dalla Rai. Nell’animazione, uno dei simboli più riconoscibili del Rinascimento appare “sbianchettato”, una modifica che per molti configura una forma di censura.
A intervenire con parole nette è il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, che parla di «profonda attenzione e preoccupazione» per quanto emerso.
«Leonardo da Vinci rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. Vinci è la sua città natale e custodisce con orgoglio la memoria del Genio, promuovendone l'opera e il pensiero nel pieno rispetto della sua integrità artistica e culturale».
Il primo cittadino sottolinea il valore simbolico dell’opera: «L'Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell'armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l'originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell'opera».
E aggiunge un passaggio dal chiaro significato politico e culturale: «Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla».
A Vinci, ricorda Vanni, è esposta anche la scultura dell’Uomo Vitruviano realizzata da Mario Ceroli, «un’opera che reinterpreta il capolavoro leonardiano mantenendone intatto il significato simbolico e universale». Segno, secondo il sindaco, che «si può dialogare con i grandi maestri senza snaturarli».
Al di là delle responsabilità tecniche, la vicenda riapre una questione più ampia: come l’Italia presenta al mondo il proprio patrimonio culturale in occasione di eventi globali.
È su questo punto che insiste Vanni: «L'Italia, in occasione di un evento internazionale come le Olimpiadi, deve presentarsi al mondo con l'autenticità e la forza del proprio patrimonio culturale. Leonardo appartiene all'umanità intera, ma la responsabilità di custodirlo è anche nostra».
Al centro della vicenda c’è la grafica ufficiale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, trasmessa dalla Rai. Nell’animazione, uno dei simboli più riconoscibili del Rinascimento appare “sbianchettato”, una modifica che per molti configura una forma di censura.
A intervenire con parole nette è il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, che parla di «profonda attenzione e preoccupazione» per quanto emerso.
«Leonardo da Vinci rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. Vinci è la sua città natale e custodisce con orgoglio la memoria del Genio, promuovendone l'opera e il pensiero nel pieno rispetto della sua integrità artistica e culturale».
Il primo cittadino sottolinea il valore simbolico dell’opera: «L'Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell'armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l'originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell'opera».
E aggiunge un passaggio dal chiaro significato politico e culturale: «Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla».
A Vinci, ricorda Vanni, è esposta anche la scultura dell’Uomo Vitruviano realizzata da Mario Ceroli, «un’opera che reinterpreta il capolavoro leonardiano mantenendone intatto il significato simbolico e universale». Segno, secondo il sindaco, che «si può dialogare con i grandi maestri senza snaturarli».
Al di là delle responsabilità tecniche, la vicenda riapre una questione più ampia: come l’Italia presenta al mondo il proprio patrimonio culturale in occasione di eventi globali.
È su questo punto che insiste Vanni: «L'Italia, in occasione di un evento internazionale come le Olimpiadi, deve presentarsi al mondo con l'autenticità e la forza del proprio patrimonio culturale. Leonardo appartiene all'umanità intera, ma la responsabilità di custodirlo è anche nostra».






