Educatori in sciopero il 16 novembre: a Empoli previsto un sit-in alle ore 15 contro salari bassi e precarietà
06-11-2026 10:43 - Cronaca
«Basta salari da fame ed educatori usa e getta». È questo lo slogan scelto dalle educatrici e dagli educatori che lunedì 16 novembre 2026 aderiranno allo sciopero nazionale delle cooperative sociali, proclamato per portare all'attenzione pubblica le criticità che interessano il settore del welfare e, in particolare, quello dell'assistenza educativa specialistica.
Anche a Empoli è prevista una mobilitazione: alle ore 15 del 16 novembre si terrà un sit-in, promosso dalle educatrici USB, per dare visibilità alle rivendicazioni dei lavoratori e chiedere maggiori tutele economiche e contrattuali.
Al centro della protesta ci sono le condizioni lavorative di chi opera quotidianamente nei servizi educativi, spesso attraverso cooperative sociali e affidamenti in appalto. Secondo quanto denunciato dalle lavoratrici, il sistema attuale comporterebbe stipendi fortemente penalizzati nei mesi estivi, riduzioni delle ore retribuite in caso di assenza degli alunni e una sostanziale trasferibilità del rischio economico dell'attività sui dipendenti.
Tra le questioni sollevate anche il carico di stress, i controlli sulle prestazioni e l'obbligo di effettuare timbrature in tempo reale a ogni cambio di sede. Una modalità organizzativa che, secondo le educatrici, può creare difficoltà e rischi anche durante gli spostamenti tra un servizio e l'altro.
La protesta punta inoltre i riflettori sul valore dell'assistenza specialistica e sulla continuità educativa e didattica degli studenti. Le lavoratrici ritengono che gli appalti al ribasso e la precarietà del personale finiscano per compromettere non soltanto la professionalità degli operatori, ma anche la qualità e la stabilità dei servizi offerti agli alunni.
Cinque le principali richieste avanzate dai lavoratori: il rinnovo del contratto, salari adeguati al costo della vita, lo stop al trasferimento del rischio d'impresa sui dipendenti, l'introduzione di ammortizzatori sociali per il periodo di sospensione estiva e il superamento degli appalti al ribasso. Tra gli obiettivi indicati anche l'internalizzazione del personale sotto il Ministero.
«Non vogliamo più subire il rischio d'impresa, scaricato ingiustamente sulle nostre spalle», sottolineano le educatrici nel documento diffuso in vista della mobilitazione.
Lo sciopero nazionale del 16 novembre vuole quindi richiamare l'attenzione sulle condizioni di chi lavora nei servizi educativi e sociali, chiedendo il riconoscimento della professionalità e maggiori garanzie per il futuro.
L'appuntamento per la mobilitazione empolese è fissato per lunedì 16 novembre alle ore 15, con un sit-in di protesta. Il messaggio delle lavoratrici è racchiuso nelle parole scelte per la giornata: «Pretendiamo dignità, diritti e rispetto. Non vogliamo più essere lavoratori usa e getta».
Anche a Empoli è prevista una mobilitazione: alle ore 15 del 16 novembre si terrà un sit-in, promosso dalle educatrici USB, per dare visibilità alle rivendicazioni dei lavoratori e chiedere maggiori tutele economiche e contrattuali.
Al centro della protesta ci sono le condizioni lavorative di chi opera quotidianamente nei servizi educativi, spesso attraverso cooperative sociali e affidamenti in appalto. Secondo quanto denunciato dalle lavoratrici, il sistema attuale comporterebbe stipendi fortemente penalizzati nei mesi estivi, riduzioni delle ore retribuite in caso di assenza degli alunni e una sostanziale trasferibilità del rischio economico dell'attività sui dipendenti.
Tra le questioni sollevate anche il carico di stress, i controlli sulle prestazioni e l'obbligo di effettuare timbrature in tempo reale a ogni cambio di sede. Una modalità organizzativa che, secondo le educatrici, può creare difficoltà e rischi anche durante gli spostamenti tra un servizio e l'altro.
La protesta punta inoltre i riflettori sul valore dell'assistenza specialistica e sulla continuità educativa e didattica degli studenti. Le lavoratrici ritengono che gli appalti al ribasso e la precarietà del personale finiscano per compromettere non soltanto la professionalità degli operatori, ma anche la qualità e la stabilità dei servizi offerti agli alunni.
Cinque le principali richieste avanzate dai lavoratori: il rinnovo del contratto, salari adeguati al costo della vita, lo stop al trasferimento del rischio d'impresa sui dipendenti, l'introduzione di ammortizzatori sociali per il periodo di sospensione estiva e il superamento degli appalti al ribasso. Tra gli obiettivi indicati anche l'internalizzazione del personale sotto il Ministero.
«Non vogliamo più subire il rischio d'impresa, scaricato ingiustamente sulle nostre spalle», sottolineano le educatrici nel documento diffuso in vista della mobilitazione.
Lo sciopero nazionale del 16 novembre vuole quindi richiamare l'attenzione sulle condizioni di chi lavora nei servizi educativi e sociali, chiedendo il riconoscimento della professionalità e maggiori garanzie per il futuro.
L'appuntamento per la mobilitazione empolese è fissato per lunedì 16 novembre alle ore 15, con un sit-in di protesta. Il messaggio delle lavoratrici è racchiuso nelle parole scelte per la giornata: «Pretendiamo dignità, diritti e rispetto. Non vogliamo più essere lavoratori usa e getta».






