News
percorso: Home > News > Circondiario

Empolese Valdelsa, nasce “Le Voci Fuori”: una mappa per raccontare e contrastare le discriminazioni

02-04-2026 15:13 - Circondiario
Dare voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Ascoltare, raccogliere esperienze, costruire strumenti concreti. Parte da qui “Le Voci Fuori”, il nuovo progetto promosso dai Comuni dell’Empolese Valdelsa, con Empoli capofila, per indagare e contrastare le discriminazioni nei confronti delle persone Lgbtqia+.

Un’iniziativa che guarda lontano, destinata a svilupparsi per tutto il 2026, con un obiettivo preciso: trasformare il tema dei diritti e del rispetto da principio astratto a pratica quotidiana, radicata nel territorio.
Il cuore del progetto è la costruzione di una vera e propria mappa delle discriminazioni. Non un esercizio teorico, ma uno strumento concreto per comprendere come e dove si manifestano episodi di esclusione, marginalizzazione o violenza.

La raccolta dei dati avverrà attraverso questionari volontari, il coinvolgimento delle associazioni locali e una campagna di comunicazione diffusa. A questo seguiranno analisi, momenti pubblici e percorsi formativi rivolti a scuole, amministrazioni e mondo associativo.

L’obiettivo è chiaro: partire dalle esperienze reali delle persone per costruire politiche più efficaci e interventi mirati.
“Le Voci Fuori” è un progetto corale, sostenuto dagli undici Comuni dell’Empolese Valdelsa e finanziato anche grazie alle risorse della Regione Toscana destinate agli enti aderenti alla rete RE.A.DY, impegnata nella lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

A coordinare le attività sarà Arcigay Firenze Altre Sponde, affiancata da Sociolab e Scomodo Empoli, realtà già attive sul territorio su temi sociali e culturali.

Il progetto può contare su un investimento complessivo di oltre 24mila euro, a cui hanno contribuito anche i Comuni che non avevano completato in tempo l’adesione alla rete nazionale.
Alla presentazione ufficiale, tenutasi a Firenze, è emersa con forza la dimensione culturale dell’iniziativa.

«Per destrutturare pregiudizi e stereotipi è necessario conoscere come le discriminazioni si manifestano», ha spiegato l’assessora regionale Alessandra Nardini, sottolineando come la mappatura rappresenti uno strumento fondamentale per interventi più incisivi.

Un concetto ribadito anche dall’assessora empolese Valentina Torrini: «Vogliamo passare il microfono a chi spesso viene ignorato. È un passaggio necessario per costruire una comunità più consapevole e inclusiva».

Per Torrini, il progetto punta a trasmettere un messaggio semplice ma essenziale: le differenze non separano, ma arricchiscono la comunità.

Sulla stessa linea Irene Bandini, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra gli undici Comuni: «Per la prima volta il territorio si muove unito su questi temi, con l’obiettivo di superare stereotipi ancora troppo diffusi».

Dare visibilità a chi c’è già Un aspetto centrale del progetto è proprio questo: riconoscere la presenza delle persone Lgbtqia+ nel territorio.
«Le persone Lgbtqia+ nell’Empolese Valdelsa ci sono, ci vivono e ci lavorano»
, ha ricordato Daniele Bonaiuti. “Le Voci Fuori” nasce per dare loro visibilità e diritti, non con iniziative sporadiche, ma attraverso un percorso strutturato fatto di ricerca, formazione e sensibilizzazione.

Tra le azioni previste: eventi diffusi, campagne informative e momenti pubblici di confronto, a partire già dal mese di maggio in occasione della giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.

Dai dati alle azioni Il contributo di Sociolab sarà determinante per trasformare le esperienze raccolte in dati e analisi utili. L’obiettivo è costruire una base conoscitiva solida, da cui sviluppare politiche più efficaci e rispondenti ai bisogni reali del territorio.

Parallelamente, Scomodo Empoli continuerà il lavoro già avviato con il percorso “Queering the Province”, creando spazi di incontro e confronto per le persone queer, con particolare attenzione ai giovani.

Una sfida culturale “Le Voci Fuori” non è soltanto un progetto di ricerca o sensibilizzazione. È, prima di tutto, una sfida culturale.

Rimettere al centro le persone, le loro storie, le loro identità, significa interrogare l’intera comunità. Significa chiedersi che tipo di territorio si vuole costruire: uno spazio che esclude o uno spazio che accoglie.

Nell’Empolese Valdelsa la risposta, almeno nelle intenzioni, è chiara: fare della diversità un valore e del rispetto un principio condiviso. E, per farlo, partire proprio dalle voci che troppo a lungo sono rimaste fuori.