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Empoli, arte e inclusione per riaccendere il centro: il valore del progetto Hugo

26-02-2026 11:44 - Cronaca
Si è concluso a fine novembre il progetto Hugo – Luci accese sulla città, percorso di rigenerazione urbana e sociale realizzato a Empoli grazie al cofinanziamento della Regione Toscana nell’ambito del programma PR FSE+ 2021-2027.

Martedì 24 febbraio 2026 il Museo del Vetro ha ospitato la serata conclusiva di restituzione dal titolo “Arte, sicurezza e cura degli spazi”, occasione per fare il punto sui risultati di un progetto che ha intrecciato interventi culturali, educativi e di mediazione sociale nel centro cittadino.

Ad aprire l’incontro è stata la direttrice dei Musei di Empoli, Cristina Gelli, introducendo una serata che ha riunito amministratori, operatori sociali, artisti, commercianti e cittadini coinvolti nelle attività sviluppate negli ultimi mesi.

Il progetto Hugo ha agito su più livelli. Da un lato l’esperienza artistica Boule de Neige, mostra diffusa di arte contemporanea ospitata tra vetrine e fondi sfitti del centro; dall’altro il lavoro quotidiano degli educatori di strada affidato alla cooperativa sociale Cooperativa sociale Cepiss, attiva dall’estate 2025 nella mediazione dei conflitti e nella costruzione di relazioni tra le diverse comunità presenti nell’area.

Nel corso della serata il sindaco ha inserito Hugo all’interno di una visione più ampia sulla vivibilità urbana: sicurezza, presidio degli spazi, sistemi di videosorveglianza e interventi su illuminazione e decoro urbano rappresentano elementi necessari, ma non sufficienti. «Serve vitalità positiva», è stato sottolineato, indicando nella cultura e negli eventi pubblici strumenti capaci di cambiare la percezione degli spazi e restituire valore ai luoghi della città.

Un approccio condiviso anche dall’assessore alla Cultura, che ha presentato il catalogo delle opere realizzate dagli artisti coinvolti nella mostra diffusa attiva tra novembre e febbraio lungo via Spartaco Lavagnini e piazza Madonna della Quiete. Per la prima volta, è stato evidenziato, Empoli ha ospitato un progetto di arte contemporanea diffusa pensato come leva di rigenerazione urbana e sociale.

Dialogo e socialità per la sicurezza Sul versante della sicurezza urbana, l’assessora competente ha ribadito la necessità di coniugare rispetto delle regole, dialogo e socialità. Accanto alle ordinanze su orari e consumo di alcol e al rafforzamento della presenza della polizia municipale a piedi nel centro storico, Hugo ha introdotto momenti di incontro, laboratori artistici, iniziative musicali e attività rivolte alle famiglie e ai bambini della zona.

Un lavoro reso possibile soprattutto dagli educatori di strada della Cepiss, impegnati nel favorire il confronto tra culture e generazioni diverse. Dal report presentato dai responsabili della cooperativa è emerso come molti conflitti nascano dalla mancata conoscenza reciproca tra le comunità che abitano gli stessi spazi urbani: creare occasioni di incontro si è rivelato quindi uno strumento concreto per superare diffidenze e pregiudizi.

ra i protagonisti anche gli artisti coinvolti nel progetto — Marco Bagnoli, Francesca Banchelli, Chiara Bettazzi, Marcela Castañeda Florian, Giovane Ceruti e David Reimondo — che hanno sottolineato il valore dell’esperienza empolese e la libertà creativa concessa.

Particolarmente significativo l’intervento di Marcela Castañeda Florian, che ha ricordato come l’obiettivo fosse «portare gioia alla città» e costruire relazioni dirette con le persone, richiamando l’esperienza del suo Paese d’origine, la Colombia.

A ribadire il ruolo pubblico dell’arte è stato anche Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento e curatore di Boule de Neige insieme ad Antonella Nicola: «L’arte ha bisogno di uscire fuori e oggi c’è bisogno di mescolarci tutti insieme, senza pregiudizi né paure».

La parte finale della serata ha dato voce alle cosiddette “antenne di comunità”: proprietari di fondi commerciali, insegnanti e cittadini che hanno contribuito a coinvolgere residenti e famiglie.

Tra questi Teresa Poggi e Claudia Lazzeri, insegnanti della scuola del centro Peter Pan, che hanno raccontato l’importanza del progetto in un contesto scolastico multiculturale, dove i bambini convivono senza difficoltà mentre il dialogo tra le famiglie richiede ancora occasioni di incontro.

Importante anche il contributo del dj di origine nigeriana Humer Ras, punto di riferimento per la comunità di piazza Madonna della Quiete, e dei commercianti della zona. Andrea Panchetti, titolare di un panificio tra via Chiara e via Marchetti, ha parlato di un cambiamento di mentalità: «Non lavorare solo in difesa, ma ascoltare e fare sistema».

Sulla stessa linea Giovanni Guerri, proprietario di un fondo in via Salvagnoli, che ha espresso l’auspicio di mantenere stabilmente l’opera artistica installata nel suo locale.

Dalla serata del Museo del Vetro è emersa una convinzione condivisa: Hugo non rappresenta un’esperienza isolata, ma un punto di partenza. L’intreccio tra cultura, presenza sociale e cura degli spazi urbani viene indicato come modello da proseguire per rafforzare coesione e qualità della vita nel centro storico empolese.