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Empoli e Vinci piangono il professor Antonio Taddei, maestro di cultura e rigore per generazioni di studenti

16-06-2026 15:03 - Cronaca
Originario di Vinci, dopo il pensionamento si era trasferito a Cecina, dove oggi si svolgono le esequie. Nel suo paese natale sarà invece organizzato un momento di raccoglimento e ricordo aperto a quanti hanno condiviso con lui un tratto di vita, dentro e fuori dalle aule scolastiche.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come un insegnante esigente ma profondamente appassionato, capace di trasmettere il valore dello studio e l'amore per la letteratura classica. Il latino, la lingua italiana e Dante erano al centro del suo insegnamento, affrontati con una preparazione rigorosa e una straordinaria capacità di coinvolgere gli studenti nel mondo delle lettere.

In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social network. Ex alunni, colleghi e amici stanno condividendo ricordi personali che restituiscono l'immagine di un uomo dalla vasta cultura, dotato di forte personalità e grande umanità. Molti ricordano le lezioni intense, le discussioni letterarie e le uscite scolastiche che contribuivano a creare un rapporto autentico con gli studenti.

Tra coloro che hanno voluto rendergli omaggio c'è anche il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, che fu suo studente negli anni del liceo. Nel suo ricordo emerge il ritratto di un professore severo ma giusto, profondamente convinto del valore formativo della scuola e della conoscenza. Un docente che chiedeva impegno e disciplina, ma che allo stesso tempo sapeva lasciare negli studenti strumenti destinati ad accompagnarli per tutta la vita.

Il professor Taddei apparteneva a una generazione di insegnanti che vedeva nella scuola una missione culturale prima ancora che professionale. Per lui il sapere non era soltanto un insieme di nozioni da apprendere, ma un mezzo per formare cittadini consapevoli e persone capaci di interpretare il mondo con spirito critico.

Il testo del cordoglio social del sindaco Alessio Mantellassi:
Ci sono persone che incontri per puro caso eppure ti restano dentro.
Un professore è un incontro casuale. Può lasciarti poco o molto. Può darti tantissimo e restare un riferimento bello e autorevole.
Di Antonio ho tanti ricordi.
Bastava dirci “Il Taddei” per zittirci con effetto istantaneo. Antonio ci faceva un pò paura, si perchè severo, ma ci sentivamo sempre in mani sicure.
Le espressioni di Antonio, le frasi di Antonio e le sue citazioni in latino al momento giusto.
L’amore assoluto per la “Commedia” e per Dante, il suo saperne a memoria pezzi interi, la sua fissazione per pezzi di letteratura e l’antipatia per altri.
“Rosa fresca aulentissima..” iniziò con questa frase la sua prima lezione del triennio. Citando Cielo d’Alcamo.
Tanti autori che nel correre del programma spesso vengono saltati o fatti velocemente. Antonio si immergeva nelle radici della letteratura come fosse un mondo a sè, parallelo.
Antonio amava la cultura, amava la letteratura e la lingua Italiana: era un mondo in cui amava vivere, un pò staccato dal mondo odierno.
Viveva per la scuola, per le sue dinamiche, per noi studenti. Dava tutto. Tempo, passione e pensieri.
Era un professore “all’antica”, che trasmetteva il sapere, che sapeva tenere le distanze, che voleva l’autorevolezza della scuola.
“Hai male alle ginocchia?” Mi disse un giorno perché non mi alzai per intero al suo ingresso in classe.
Guai a fare tardi alla prima ora con Antonio.
La lezione iniziava al momento del suono della campanella e finiva al momento del suono, l’appello si faceva anche qualche minuto prima.
Quando con gruppo di studenti andavamo al Quirinale invitati da Giorgio Napolitano ero preoccupato di saltare l’interrogazione del Taddei, Antonio non avrebbe tollerato un’assenza strategica. Glielo dissi, gli mostrai l’invito del Quirinale. Mi rispose: “Ubi maior minor cessat!”.
Con la sua severità insieme alla sua voglia di insegnare abbiamo imparato molto.
Abbiamo avuto un bagaglio di sapere vero, abbiamo imparato molto.
Sacrificio e lavoro sodo, per imparare.
A volte quel lavoro ci sembrava troppo duro e troppo sodo. Ma alla fine scoprimmo che avevamo imparato tanto.
La scuola che Antonio amava forse non esisteva più. Lui la coltivava, la faceva, la viveva, a volte sentendosi un pò fuori dal tempo nuovo.
Lavorava nella scuola che forma senza un fine, senza l’assillo del cosa sarai ma solo perché devi sapere per essere una persona piena.
“La differenza fra un animale e una persona sta solo nel sapere”.
Il sapere come sostanza della vita.
A questo si è dedicato.
A quel prof che ci aveva tanto fatto studiare e soffrire volli bene e quando andò in pensione io ero già all’università.
Andai il suo ultimo giorno di scuola a salutarlo.
Antonio era un uomo buono, integro, dai valori di marmo.
Voleva bene, ma non si concedeva molto.
Ci salutammo, mise gli occhiali con sfumatura viola anti sole e mi disse “Auguri giovane! Auguri per il tuo cursus honorum!”.
Il giorno che son diventato sindaco il suo messaggio con citazione latina mi fece un piacere infinito.
Che quel prof così severo, integerrimo, che tante volte ti aveva brontolato ti tenesse ancora d’occhio faceva piacere.
Con Antonio Taddei se ne va un tempo bello, dolce, per me. Quello delle superiori.
Se va un Virgilio che non c’è più.

Oggi avrei voluto salutarla Prof. Taddei, ma siamo un pò troppo lontani. Ma credo che a lei faccia piacere anche così. Con la dovuta distanza, con rispetto, ma con sentimento vero.

“La base di una società corrotta nasce quando in testa si ha una cosa e sulla bocca un’altra! Sallustio si impara a scuola perché vi serva nella vita!”
Il sapere come sostanza, come valori, come principi.

Grazie Antonio. Grazie Professore.
È stato un privilegio.

Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha segnato un'epoca dell'istruzione empolese, ma resta vivo il patrimonio umano e culturale che ha trasmesso a intere generazioni. Un'eredità fatta di studio, passione e rispetto per la conoscenza che continua a vivere nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo lungo il proprio percorso di crescita.