Empoli, Europa Verde: “Senza centraline non sappiamo cosa respiriamo”
28-04-2026 18:19 - Politica
La qualità dell’aria torna al centro del dibattito pubblico a Empoli. In un comunicato, Europa Verde denuncia l’assenza di un sistema stabile di monitoraggio degli inquinanti atmosferici nel territorio empolese e nei comuni limitrofi, sottolineando come questo rappresenti una grave lacuna per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
In Toscana la rete di rilevamento è affidata ad ARPAT, che attraverso centraline fisse e mobili misura in tempo reale la presenza di sostanze inquinanti come PM10, PM2.5, ossidi di azoto, ozono e altri composti nocivi. Tuttavia, secondo Europa Verde, Empoli non dispone da tempo di strumenti attivi sul territorio: gli ultimi dati locali risalgono infatti al 2020, raccolti tramite centraline mobili.
Una situazione che, evidenzia il partito, impedisce di avere una fotografia aggiornata della qualità dell’aria che i cittadini respirano ogni giorno. Tra le principali fonti di inquinamento vengono indicati il traffico veicolare, le attività industriali, il riscaldamento domestico e, più in generale, l’uso di combustibili fossili.
Europa Verde richiama quindi le amministrazioni locali alle proprie responsabilità. I sindaci, in quanto autorità sanitarie, dovrebbero attivarsi sia con risorse proprie sia facendo pressione sugli enti sovracomunali per ottenere finanziamenti utili all’installazione di nuove centraline. Solo dati aggiornati e accessibili, si legge nel comunicato, possono consentire di elaborare politiche efficaci per ridurre le emissioni.
Tra le proposte avanzate figurano interventi su più fronti: dalla mobilità sostenibile, con il rinnovo dei mezzi pubblici e l’incremento delle piste ciclabili, alla transizione energetica, incentivando fonti rinnovabili e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Spazio anche all’efficienza energetica degli edifici, a normative industriali più stringenti e all’aumento delle aree verdi urbane, con la piantumazione di alberi capaci di assorbire sostanze inquinanti.
Un ulteriore tema sollevato riguarda gli odori molesti, spesso segnalati dai cittadini nelle aree vicine ad alcuni impianti produttivi. Anche questi, secondo Europa Verde, dovrebbero essere oggetto di monitoraggio e regolamentazione. Il partito propone infatti di promuovere a livello regionale una legge specifica sulle emissioni odorigene, attualmente assente, per gestire e prevenire le criticità legate alle attività industriali.
Il messaggio è chiaro: senza strumenti di rilevazione adeguati, non è possibile né informare correttamente la popolazione né pianificare interventi mirati. Per Europa Verde, la qualità dell’aria deve diventare una priorità concreta e misurabile, a partire proprio dai territori.
In Toscana la rete di rilevamento è affidata ad ARPAT, che attraverso centraline fisse e mobili misura in tempo reale la presenza di sostanze inquinanti come PM10, PM2.5, ossidi di azoto, ozono e altri composti nocivi. Tuttavia, secondo Europa Verde, Empoli non dispone da tempo di strumenti attivi sul territorio: gli ultimi dati locali risalgono infatti al 2020, raccolti tramite centraline mobili.
Una situazione che, evidenzia il partito, impedisce di avere una fotografia aggiornata della qualità dell’aria che i cittadini respirano ogni giorno. Tra le principali fonti di inquinamento vengono indicati il traffico veicolare, le attività industriali, il riscaldamento domestico e, più in generale, l’uso di combustibili fossili.
Europa Verde richiama quindi le amministrazioni locali alle proprie responsabilità. I sindaci, in quanto autorità sanitarie, dovrebbero attivarsi sia con risorse proprie sia facendo pressione sugli enti sovracomunali per ottenere finanziamenti utili all’installazione di nuove centraline. Solo dati aggiornati e accessibili, si legge nel comunicato, possono consentire di elaborare politiche efficaci per ridurre le emissioni.
Tra le proposte avanzate figurano interventi su più fronti: dalla mobilità sostenibile, con il rinnovo dei mezzi pubblici e l’incremento delle piste ciclabili, alla transizione energetica, incentivando fonti rinnovabili e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Spazio anche all’efficienza energetica degli edifici, a normative industriali più stringenti e all’aumento delle aree verdi urbane, con la piantumazione di alberi capaci di assorbire sostanze inquinanti.
Un ulteriore tema sollevato riguarda gli odori molesti, spesso segnalati dai cittadini nelle aree vicine ad alcuni impianti produttivi. Anche questi, secondo Europa Verde, dovrebbero essere oggetto di monitoraggio e regolamentazione. Il partito propone infatti di promuovere a livello regionale una legge specifica sulle emissioni odorigene, attualmente assente, per gestire e prevenire le criticità legate alle attività industriali.
Il messaggio è chiaro: senza strumenti di rilevazione adeguati, non è possibile né informare correttamente la popolazione né pianificare interventi mirati. Per Europa Verde, la qualità dell’aria deve diventare una priorità concreta e misurabile, a partire proprio dai territori.






