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Empoli, Fratelli d’Italia chiede una campagna sul Signal for Help: «Può salvare una vita»

11-09-2026 09:11 - Politica

Portare anche a Empoli, in modo capillare, la conoscenza del Signal for Help, il gesto silenzioso che permette a una persona in pericolo di chiedere aiuto senza parlare. È questo l'obiettivo della mozione presentata dai consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Cosimo Carriero, Francesca Peccianti e Danilo Di Stefano.
L'iniziativa si inserisce nel percorso avviato in Toscana dalla capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Chiara La Porta, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere a Regione e Comuni di promuovere la conoscenza del segnale. Un progetto analogo è stato avviato a Prato insieme a Patrizia Ovattoni, responsabile provinciale del Dipartimento Pari opportunità e politiche contro ogni forma di discriminazione di Fratelli d'Italia, con l'intenzione di estendere progressivamente la campagna a tutti i Consigli comunali toscani.

Il Signal for Help consiste nell'aprire la mano, ripiegare il pollice sul palmo e successivamente richiudere le altre quattro dita sul pollice. Un gesto semplice e discreto, ideato nel 2020 dalla Canadian Women's Foundation per consentire alle vittime di violenza, o più in generale alle persone sottoposte a minaccia e coercizione, di segnalare una situazione di pericolo anche in presenza dell'aggressore.
A riportare l'attenzione sull'importanza di diffonderne la conoscenza, secondo i consiglieri di Fratelli d'Italia, è stata anche la recente vicenda avvenuta a Firenze.
«La gravissima vicenda avvenuta recentemente a Firenze – dichiarano Carriero, Peccianti e Di Stefano – ha dimostrato quanto possa essere decisivo conoscere questo gesto. In quella circostanza la richiesta silenziosa di aiuto è stata riconosciuta da un passante, che ha immediatamente dato l'allarme consentendo il tempestivo intervento delle Forze dell'ordine».
Da qui la richiesta di trasformare il segnale in uno strumento conosciuto dal maggior numero possibile di persone. «Non possiamo, tuttavia, affidarci soltanto alla casualità – sottolineano i consiglieri –: il Signal for Help deve diventare patrimonio comune della cittadinanza».

La mozione impegna il sindaco e la Giunta comunale a promuovere una campagna informativa rivolta a tutte le fasce d'età, spiegando sia come riconoscere il gesto sia come comportarsi nel caso in cui venga utilizzato per chiedere aiuto.
Tra le indicazioni previste c'è anche quella di fornire informazioni sulle modalità corrette per attivare i soccorsi, attraverso il Numero unico di emergenza 112 e il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking.
Secondo Fratelli d'Italia, però, la campagna non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sui social network e sui canali digitali del Comune. La richiesta è quella di raggiungere fisicamente i cittadini nei luoghi della vita quotidiana, attraverso affissioni, stampa locale, pensiline del trasporto pubblico, biblioteche, stazioni, uffici comunali, servizi sociali e farmacie.
Particolare attenzione viene chiesta per le persone anziane e, più in generale, per chi utilizza meno gli strumenti digitali.

La proposta prevede inoltre il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e del Terzo settore. L'obiettivo è fare in modo che anche chi lavora in negozi, bar, supermercati e altri luoghi aperti al pubblico sappia riconoscere una richiesta di aiuto e attivarsi correttamente, sia nel caso in cui il segnale venga lanciato dall'interno sia dall'esterno del locale.
La campagna dovrebbe inoltre entrare nelle scuole, nei centri giovanili e nei luoghi di aggregazione, attraverso iniziative realizzate in collaborazione con i Centri antiviolenza e con i servizi sociosanitari del territorio.
«Farmacie, negozi, supermercati, bar, scuole, uffici pubblici e mezzi di trasporto sono luoghi nei quali questo messaggio può essere visto e imparato – concludono i consiglieri di Fratelli d'Italia –. Conoscere un gesto richiede pochi secondi, ma può permettere di interrompere una violenza e salvare una vita».
L'obiettivo dichiarato è quindi quello di rendere Empoli una comunità più consapevole e capace di riconoscere anche le richieste di aiuto che non possono essere espresse a parole