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Empoli Jazz Festival 2026, la città celebra Sonny Rollins tra tradizione, innovazione e mecenatismo culturale

22-06-2026 12:23 - Lifestyle
Empoli si prepara a vivere un luglio all'insegna della grande musica con la diciottesima edizione dell'Empoli Jazz Festival, una manifestazione che negli anni è riuscita a trasformarsi da semplice rassegna musicale a vero e proprio punto di riferimento per il panorama jazzistico toscano e nazionale.
Presentato ufficialmente in municipio il 22 giugno, il festival si svolgerà tra il 28 giugno e il 28 luglio, confermando una formula che unisce qualità artistica, valorizzazione degli spazi urbani e forte radicamento nel tessuto sociale ed economico del territorio.
L'edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché dedicata a Sonny Rollins, uno dei più grandi protagonisti della storia del jazz mondiale, scomparso lo scorso 25 maggio, figura simbolo di una musica che ha saputo attraversare generazioni, confini e linguaggi mantenendo intatta la propria capacità di innovazione.

L'Empoli Jazz Festival rappresenta ormai una delle esperienze culturali più significative della città. Non si tratta soltanto di una serie di concerti, ma di un progetto che racconta una precisa idea di politica culturale: portare la musica di qualità negli spazi pubblici, favorire l'incontro tra artisti affermati e giovani talenti, promuovere la partecipazione della cittadinanza e attrarre pubblico da tutta la regione. In questo senso il festival appare sempre più come un elemento identitario della città, capace di coniugare tradizione e contemporaneità, radicamento locale e apertura internazionale.

La presentazione ufficiale ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. Accanto al Comune di Empoli, infatti, si conferma il sostegno di Fondazione CR Firenze, Ministero della Cultura, Regione Toscana e Città Metropolitana di Firenze, mentre per il secondo anno consecutivo il ruolo di main partner è affidato a Lapi Gelatine.
Proprio questo rapporto tra impresa e cultura è stato indicato dagli amministratori locali come un modello virtuoso di mecenatismo contemporaneo. In un'epoca in cui molte iniziative culturali faticano a trovare risorse adeguate, il sostegno di un'azienda fortemente radicata sul territorio assume un significato che va oltre la semplice sponsorizzazione economica: diventa partecipazione attiva alla crescita culturale della comunità.
L'assessore alla Cultura Matteo Bensi ha definito questa collaborazione uno degli esempi più riusciti di applicazione dell'Art Bonus e di integrazione tra pubblico e privato, sottolineando come proprio grazie a tali sinergie sia possibile ospitare artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale. Una riflessione che apre un tema più ampio: la cultura come investimento e non come costo, come strumento di valorizzazione del territorio e di costruzione di relazioni sociali.

Dal punto di vista artistico, il cartellone 2026 si presenta particolarmente ricco e articolato. La direzione artistica di Filippo D'Urzo conferma la volontà di esplorare le molteplici anime del jazz contemporaneo, evitando ogni forma di chiusura stilistica. Il jazz viene infatti interpretato non soltanto come genere musicale, ma come linguaggio aperto alla contaminazione, all'incontro con la canzone d'autore, con le tradizioni popolari, con la musica colta e con le nuove sperimentazioni sonore.

L'apertura del festival al Torrione di Santa Brigida con Daniele Gorgone e Max Ionata rappresenta un omaggio alla tradizione jazzistica più autentica. Il quartetto guidato dal pianista livornese, arricchito dalla presenza di uno dei sassofonisti italiani più apprezzati a livello internazionale, propone una sintesi tra composizione originale e rilettura degli standard, mantenendo vivo quel dialogo tra innovazione e memoria che costituisce uno degli elementi fondanti del jazz.

Particolarmente significativa appare la scelta di dedicare una serata alle nuove generazioni con il progetto "Terrestre" della giovane cantante e compositrice Beatrice Arrigoni. La presenza di artisti emergenti all'interno di una manifestazione consolidata testimonia la volontà di guardare al futuro e di sostenere il ricambio generazionale. Il progetto della musicista lombarda, caratterizzato dall'utilizzo della lingua italiana e dall'incontro tra jazz, musica contemporanea, pop e influenze etniche, rappresenta bene le nuove direzioni intraprese dal jazz europeo del XXI secolo.

Il cuore popolare della manifestazione sarà probabilmente rappresentato dal concerto di Sergio Cammariere in piazza Farinata degli Uberti. L'artista calabrese, tra i più raffinati interpreti della canzone d'autore italiana contaminata dal jazz, porterà a Empoli il tour del suo ultimo album "La pioggia che non cade mai". La sua presenza conferma la capacità del festival di attrarre nomi in grado di dialogare sia con gli appassionati del jazz sia con un pubblico più ampio. La musica di Cammariere si colloca infatti in una zona di confine dove convivono poesia, improvvisazione, melodie mediterranee e suggestioni latin, offrendo una sintesi particolarmente efficace tra ricerca artistica e accessibilità.

A impreziosire ulteriormente la serata sarà l'opening act del Daniel Karlsson Trio, formazione tra le più interessanti del jazz scandinavo contemporaneo. La scelta di ospitare un ensemble svedese evidenzia la dimensione internazionale della rassegna e l'attenzione verso le nuove tendenze europee. Il jazz nordico, caratterizzato da una particolare ricerca timbrica e da una forte apertura verso influenze elettroniche e pop, rappresenta oggi una delle correnti più innovative del panorama mondiale.

L'altro grande appuntamento in piazza sarà quello con Peppe Barra e la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori. Si tratta probabilmente del concerto più originale dell'intera programmazione, capace di intrecciare la tradizione musicale napoletana con il linguaggio orchestrale contemporaneo. Peppe Barra, figura unica del teatro-canzone italiano, incarna perfettamente quella dimensione di contaminazione e sperimentazione che il festival intende valorizzare. La sua capacità di trasformare il patrimonio della cultura partenopea in materia viva e contemporanea offre una testimonianza concreta di come le tradizioni possano continuare a generare innovazione artistica.

La chiusura affidata ad Andrea "Lupo" Lupi e ai The Troubadours con la partecipazione speciale di Nico Gori rappresenta infine un viaggio attraverso le molteplici influenze che hanno plasmato il blues e il jazz contemporaneo. Il percorso artistico di Lupi, segnato da esperienze internazionali negli Stati Uniti, in Africa e in Europa, diventa metafora della natura stessa del jazz: una musica nata dall'incontro tra culture diverse e alimentata dalla continua contaminazione.

Osservando nel suo complesso il programma dell'Empoli Jazz Festival 2026 emerge con chiarezza una linea culturale precisa. Non si punta esclusivamente sulla celebrazione della tradizione né sulla ricerca esasperata della novità. L'obiettivo sembra essere quello di costruire un ponte tra passato e futuro, tra grandi maestri e giovani promesse, tra linguaggi consolidati e nuove sperimentazioni. È una visione che interpreta il jazz come fenomeno culturale in continua evoluzione e che trova nella figura di Sonny Rollins un simbolo ideale: un artista capace di rispettare la tradizione senza mai smettere di reinventarla.

Diciotto edizioni rappresentano un traguardo importante per qualsiasi manifestazione culturale. Nel caso dell'Empoli Jazz Festival assumono un valore ancora maggiore perché testimoniano la capacità di una città di investire con continuità nella cultura, costruendo nel tempo un progetto riconoscibile e apprezzato. In un panorama spesso caratterizzato da iniziative episodiche e da difficoltà organizzative, il festival empolese dimostra come la qualità, la programmazione e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese possano trasformare una rassegna musicale in un patrimonio collettivo.

LE DICHIARAZIONI
"Anche quest'anno il luglio di Empoli sarà caratterizzato da un tripudio di eventi e tra questi non poteva mancare l'Empoli Jazz Festival – ha dichiarato il sindaco Mantellassi (a destra insieme all'assessore Matteo Bensi)-. Si riconferma la partnership con Lapi Gelatine che ringrazio per investire in questo bel progetto culturale che porterà 5 appuntamenti di grande rilievo. Le sedi sono quelle già rodate del Giardino del Torrione di Santa Brigida e il punto nevralgico del nostro centro storico, piazza Farinata. La tradizione, le nuove sonorità, la sperimentazione e le contaminazioni sono gli ingredienti principali di questa rassegna che attira sempre moltissimi spettatori da tutta la Toscana. Empoli ancora una volta saprà accogliere con entusiasmo il suo Jazz Festival".

"Per il secondo anno consecutivo siamo orgogliosi di sostenere l'Empoli Jazz Festival come main partner. Crediamo che iniziative come questa rappresentino un'importante occasione di crescita culturale e di aggregazione per la comunità, valorizzando il territorio attraverso eventi di grande qualità artistica – ha affermato Tommaso Lapi, CEO Lapi Gelatine e Vicepresidente Lapi Group (nella foto a sinistra) -. Come azienda profondamente legata a Empoli e alle persone che vivono e lavorano in questo territorio, siamo felici di contribuire a una manifestazione che favorisce l'incontro, la partecipazione e la condivisione, rafforzando quel legame con la comunità che da sempre rappresenta uno dei valori fondanti di Lapi Gelatine e dell'intero Gruppo Lapi".

"Il progetto di Empoli Jazz Festival e Lapi Gelatine è il miglior modello di mecenatismo d'impresa e collaborazione culturale che è stato costruito a Empoli – ha sottolineato l'assessore Bensi -. Grazie a Art Bonus, Lapi consente di ospitare in città grandi artisti della scena Jazz, dalla tradizione napoletana di Peppe Barra fino alle nuove generazioni del Jazz".
In chiusura, prima di entrare nel vivo del programma dei concerti, il presidente Aniello Caruso e il direttore artistico Filippo D'Urzo hanno aggiunto.
"Siamo molto orgogliosi di essere arrivati alla 18esima edizione di Empoli Jazz Festival. Con la stessa fantasia che ha sempre contraddistinto la nostra storia, anche con non poche difficoltà, ci siamo sempre distinti sul territorio locale, regionale e nazionale. Ringraziamo il Comune di Empoli e l'assessorato alla Cultura che da sempre ha creduto in questo festival e per questo lungo percorso insieme. Un particolare ringraziamento va a Lapi Gelatine main partner per il secondo anno consecutivo e tutti gli altri enti che collaborano nella riuscita del festival Fondazione Cr Firenze, Città Metropolitana Firenze, Regione Toscana e Ministero della Cultura. Vi aspettiamo numerosi ai concerti", queste le parole del presidente Caruso.



"Questa diciottesima edizione di Empoli Jazz Festival sarà dedicata a Sonny Rollins recentemente scomparso – chiosa il direttore artistico D'Urzo - Il jazz non è solo un genere è un'attitudine, una teatralità un modo di graffiare l'anima. Per questa edizione avremo in piazza Farinata degli Uberti Sergio Cammariere che rappresenta la poesia del pianoforte, il jazz colto raffinato intriso di canzone d'autore e Peppe Barra, l'istrione, il teatro canzone, la tradizione napoletana che diventa avanguardia del delirio scenico, con un opening act internazionale trio svedese di Daniel Karlsson.

Al Torrione di Santa Brigida, invece, l'apertura con il sax di Max Ionata col il suo fraseggio rilassato ed elegante e la trasparenza lirica contemporanea e il progetto di Nuova Generazione Jazz, in collaborazione con Jazz, una giovane talento del jazz italiano Beatrice Arrigoni con il suo progetto Terrestre. Chiuderà questa edizione per Empoli Jazz OFF Andrea "Lupo" Lupi & The Troubadours, special guest Nico Gori con la voce da crooner di Andrea e il virtuosismo vulcanico del sax e clarinetto di Nico Gori".
IL PROGRAMMA DEI CONCERTI



L'apertura sarà domenica 28 giugno 2026 al Giardino del Torrione di Santa Brigida (via delle Antiche Mura, 7) alle 21.30 con il concerto a ingresso libero con Daniele Gorgone ft. Max Ionata.
Max Ionata - sax tenore
Daniele Gorgone - piano
Matteo Anelli - contrabbasso
Andrea Beninati - batteria
Quartetto brillante, coinvolgente, imprevedibile guidato dal pianista livornese Daniele Gorgone che vanta collaborazioni e incisioni con stelle del jazz come Jim Rotondi, Jesse Davis, Perico Sambeat, Shawnn Monteiro, Peter King e ha suonato in vari festival in tutto il mondo.
Assieme a lui la presenza speciale di uno dei più apprezzati sassofonisti italiani della scena jazz contemporanea: Max Ionata ha bruciato le tappe in una carriera vertiginosa conquistando in pochi anni l'approvazione di critica e pubblico, riscuotendo sempre grandi successi in Italia e all'estero.
Ha condiviso il palco con artisti del calibro di Robin Eubanks, Reuben Rogers, Clarence Penn, Lenny White, Billy Hart, Alvin Queen, Ali Jackson e Joe Locke, senza dimenticare Anne Ducros, Steve Grossman, Mike Stern, Bob Mintzer, Bob Franceschini, Hiram Bullock, Jimmy Haslip, Marvin Smitty Smith, Dave Weckl, Joel Frahm, Miles Griffith, Anthony Pinciotti.
In repertorio originali di Gorgone tratti dal suo ultimo lavoro discografico "The Predator", che sta riscuotendo grande successo di ascolti e critica, e standards poco 'trafficati' per un concerto che si preannuncia pieno di swing, groove e melodie accattivanti.
Si prosegue venerdì 3 luglio, alle 21.30, sempre a ingresso libero al Torrione di Santa Brigida, serata dedicata alle nuove generazioni jazz con il progetto di Beatrice Arrigoni intitolato Terrestre.
Beatrice Arrigoni - voce, composizioni
Danilo Tarso - pianoforte
Andrea Grossi - contrabbasso
Mattia Galeotti - batteria.

Terrestre è il secondo album in quartetto di Beatrice Arrigoni, composto interamente da brani originali in italiano. La scelta della lingua madre nasce dal desiderio di autenticità e di una comunicazione più naturale tra parola e canto. Pur mantenendo come riferimento il jazz contemporaneo, il lavoro integra influenze di pop, musica etnica, classica, improvvisazione e contemporanea, dando vita a una sintesi sonora in cui il gruppo assume talvolta i tratti di un ensemble da camera.

Si prosegue lunedì 20 luglio, alle 21, con un appuntamento da non perdere nella centralissima piazza Farinata degli Uberti (ingresso da Canto Ghibellino) con la Sergio Cammariere Band impegnata nel tour La pioggia che non cade mai.
Sergio Cammariere - pianoforte e voce
Roberto Gervasi - fisarmonica
Giovanna Famulari - violoncello
Daniele Tittarelli - sax soprano
Luca Bulgarelli - contrabbasso
Michele Santoleri - batteria
La pioggia che non cade mai è l'acclamato album del cantautore e pianista italiano Sergio Cammariere. Il disco fonde canzone d'autore, jazz e sonorità latin, proponendo testi che evocano atmosfere intime ed emozionanti in collaborazione con Roberto Kunstler (pubblicato da Jando Music / Grandeangelo srl / Aldo Mercurio), Sergio Cammariere torna dal vivo con un concerto intenso e raffinato, capace di attraversare oltre vent'anni di carriera tra canzoni amate, nuove composizioni e atmosfere inconfondibili.
Sul palco, insieme ai musicisti che da sempre lo accompagnano — Michele Snatoleri alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Daniele Tittarelli al sax soprano, Roberto Gervasi alla fisarmonica -, l'artista ripercorrerà alcuni dei suoi brani più noti e presenterà anche composizioni strumentali tratte dai suoi lavori in piano solo. In questi momenti si aggiungerà il violoncello di Giovanna Famulari, musicista di grande sensibilità che collabora con lui da quattro anni.
Accanto ai brani più amati, troveranno spazio anche alcune delle ultime creazioni raccolte nell'album La pioggia che non cade mai, pubblicato il 28 novembre 2025 e da cui prende il nome il nuovo tour 2026.
Uno spettacolo che riflette pienamente l'anima musicale di Sergio Cammariere: poesia, eleganza, suggestioni jazz e coinvolgenti ritmi latini che accendono il live di calde atmosfere bossanova.
Ad aprire il concerto di Sergio Cammariere, lunedì 20 luglio, il jazz internazionale con l'Opening Act del Daniel Karlsson Trio.
Daniel Karlsson - piano
Christian Spering - contrabbasso
Fredrik Rundqvist - batteria
Pianista svedese nato nel 1973, Daniel Karlsson è una figura di rilievo del jazz scandinavo contemporaneo. Hha collaborato con colleghi quali Magnus Öström, Till Brönner, Nils Landgren, Viktoria Tolstoy, Palle Danielsson, Jon Christensen.
Nel suo stile pianistico – sviluppato principalmente in trio assieme ai fedeli Christian Spering al contrabbasso e Fredrik Rundqvist alla batteria – alla tipica trasparenza nordica abbina un profilo più energico ed urbano. Le referenze vanno da colleghi come Esbjörn Svensson e Bobo Stenson al jazz elettrico, fino a suggestioni groovy, pop ed elettroniche. Una scrittura molto riconoscibile la sua: sono spesso semplici motivi melodici, poi sviluppati dal punto di vista ritmico e armonico, che danno il via all'improvvisazione.
Daniel Karlsson ha plasmato un idioma basato su un serrato interplay, su dinamiche marcate e su un forte equilibrio tra composizione e improvvisazione. In produzioni recenti, come nell'album Sorry Boss del 2023, il pianista svedese ha ancor maggiormente enfatizzato l'ibridazione con altri generi, confermandosi musicista capace di coniugare ricerca sonora e accessibilità di linguaggio.

Ultimi due concerti: lunedì 27 luglio, tornerà a essere protagonista piazza Farinata degli Uberti (ingresso da Canto Ghibellino), alle 21.30 per il concerto di Peppe Barra con Medit Orchestra diretta da Angelo Valori. Il titolo è già un programma: Napoli, l'anima e il suono. Un racconto per Orchestra.
Più che una semplice antologia di canti popolari, questo concerto è un viaggio nella memoria viva di Napoli, un percorso che dalle villanelle cinquecentesche e dal repertorio barocco conduce fino ai classici moderni del repertorio di Peppe Barra. Dalle villanelle antiche ai grandi classici della tradizione napoletana.
Al centro, la figura straordinaria di Peppe Barra, interprete unico nel panorama italiano, capace di trasformare ogni brano in un'esperienza teatrale, emotiva e profondamente contemporanea.
La sua voce, in equilibrio tra canto e racconto, restituisce la forza drammatica e poetica della tradizione partenopea, mescolando sacro e profano, ironia e malinconia. Attraverso arrangiamenti moderni e la collaborazione con la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, la contaminazione diventa linguaggio: strumenti classici e sonorità contemporanee si intrecciano, restituendo nuova linfa a materiali antichi.

Posti numerati, biglietto 20 euro, prevendite su Boxol.it
Abbonamento concerti 20 e 27 luglio a 30 euro, prevendite su Boxol.it



Gran finale con Empoli Jazz Off, martedì 28 luglio al Torrione alle 21.30, a esibirsi Andrea 'Lupo' Lupi e The Troubadours con special guest Nico Gori (concerto in collaborazione con Music Pool).
Andrea Lupi - voce, chitarre, basso elettrico
Nico Gori - clarinetto e sax
Roberto Molesti - piano e fisarmonica
Mimmo 'Wild' Mollica - armonica
Cris Pacini - sax alto e tenore
Alessandra Cecala - contrabbasso e voce
Mario Marmugi - batteria
Valerio Perla – percussioni

Andrea 'Lupo' Lupi porta nella sua musica l'esperienza di una vita, il tempo passato a New Orleans, a Minneapolis e nel resto degli States, i tour come session man per tanti artisti americani ma anche i viaggi in Africa e le collaborazioni con musicisti di Nepal, Capo Verde, Portogallo, Marocco, Belgio, Inghilterra, Svizzera, Canada, Francia e molto altro. Tutto ha contribuito a creare un artista particolare, contaminato, popolare ma non banale. Il suo blues è intriso di funk, di jazz e al tempo stesso di folk, di r'n'b africano come di influenze europee.
La sua voce alterna con feeling timbriche da crooner a slanci da vero soulman, il suo essere polistrumentista dona alla sua musica una varietà di colori che lo rendono un vero bluesman ma del tutto atipico. Una carriera pluridecennale e tanti incontri con artisti eccezionali (non solo musicisti) hanno portato quello che era un semplice gregario o comprimario ad essere lui stesso una eccezione nel panorama italiano. Un tale caleidoscopio di colori ha bisogno di una band brillante ed energica composta da grandi musicisti dai curriculum prestigiosi attinti dal mondo del blues, del jazz, del funk e dell'afrocuba.
Ingresso 15 euro, 12 euro ridotto tessera Arci e Under 25. Prevendite su boxol.it