Empoli, nasce “Bibliocura”: i libri diventano strumenti di cura e prevenzione
29-04-2026 14:38 - Cronaca
Un progetto che intreccia cultura, salute e comunità, trasformando la lettura in uno strumento concreto di benessere. È stato presentato questa mattina, mercoledì 29 aprile 2026, nella sala emeroteca della biblioteca comunale Renato Fucini, “Bibliocura – la terapia continua tra le pagine”, un’iniziativa innovativa promossa dal Comune di Empoli con il contributo del Consiglio regionale della Toscana, nell’ambito della legge regionale n. 10/2025.
Al tavolo dei relatori istituzionali erano presenti il vice sindaco Nedo Mennuti, l’assessore alla Cultura Matteo Bensi, il direttore della biblioteca Renato Fucini Carlo Ghilli e l’assessora alla Qualità della vita Laura Mannucci. In rappresentanza del sistema sanitario e sociosanitario del territorio hanno partecipato Francesca Bellini, direttrice sanitaria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, Arianna Maggiali, direttrice della struttura di Ostetricia professionale, insieme a rappresentanti della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa. Presente anche l’illustratore Simone Massoni, autore dell’identità visiva del progetto.
“Bibliocura” nasce da un presupposto preciso: la biblioterapia, ovvero l’uso della lettura come strumento di supporto psicologico ed educativo, può rappresentare una vera e propria forma di cura. L’obiettivo è promuovere la lettura come mezzo di prevenzione, informazione sanitaria e crescita personale, contrastando al contempo il fenomeno sempre più diffuso della disinformazione online.
“Nel mondo di oggi dove tutto scorre veloce, per reperire informazioni basta un clic — ha dichiarato il vice sindaco Nedo Mennuti — e vengono cercate su Internet anche quelle sanitarie. Raramente ci affidiamo ad altre tipologie di ricerche ‘fuori’ dal web. Il progetto che abbiamo presentato questa mattina ci aiuta, invece, a saper riconoscere letture da fare e siti da consultare. Questo non è solo un servizio utile ma indispensabile e sono molto felice che questo progetto parta dal nostro territorio”.
Il cuore del progetto è infatti la costruzione di bibliografie certificate, selezionate da bibliotecari con il supporto di medici, psicologi e specialisti. Sei le aree tematiche individuate: emozioni, genitorialità, sessualità, alimentazione, dipendenze e fine vita.
Le prime bibliografie già disponibili riguardano la genitorialità, con focus su allattamento e sonno del bambino, e saranno accessibili online e distribuite nei luoghi di cura e assistenza del territorio: biblioteca, studi medici, consultori e ospedale.
“Le biblioteche pubbliche di Empoli sono le prime in Italia a presentare un progetto di biblioterapia così ambizioso — ha sottolineato l’assessore alla Cultura Matteo Bensi — particolarmente qualificato dalla rete dei partner e dalla meticolosità di straordinari bibliotecari che hanno curato la scelta di tutti i libri proposti”.
Un primato nazionale che si ispira a modelli già attivi nel Regno Unito, dove la lettura è integrata nei percorsi terapeutici grazie alla collaborazione tra sistema sanitario e biblioteche
Al centro di “Bibliocura” c’è una rete integrata che coinvolge biblioteche, ospedale, servizi sociali e professionisti della salute. Un sistema in cui anche medici, terapeuti, ostetriche e dietologi potranno “prescrivere” libri come parte del percorso di cura.
“Bibliocura è un’iniziativa delle Biblioteche di Empoli ispirata a modelli d’avanguardia — ha spiegato il direttore Carlo Ghilli — che promuove la biblioterapia come strumento scientificamente validato per il benessere psicofisico. Attraverso una collaborazione virtuosa tra medici, psicologi, librai e bibliotecari vengono create bibliografie certificate che i terapeuti possono ‘prescrivere’ come supporto clinico o percorso di auto-aiuto”.
Ghilli ha evidenziato anche la portata culturale del progetto: “Il libro diventa un vero dispositivo terapeutico capace di potenziare la consapevolezza e la resilienza individuale”.
Un concetto ribadito anche dall’assessora Laura Mannucci: “Quando si parla di salute dobbiamo ricordare che non è solo assenza di malattia ma un insieme di fattori sociali, educativi e mentali. Questa iniziativa va proprio in questa direzione e ci ricorda che la qualità della vita passa anche dalla corretta informazione e dal piacere della lettura”.
I libri entrano nei percorsi di cura Dal punto di vista sanitario, il progetto rappresenta un ampliamento degli strumenti a disposizione dei professionisti.
“Il punto di forza del progetto — ha dichiarato Francesca Bellini — è che il medico, l’ostetrica, la dietologa potranno ‘prescrivere’ le letture selezionate come cura, personalizzandole sulle specifiche del paziente. Portare la lettura dentro un percorso di cura significa offrire uno strumento in più, accessibile e consapevole”.
Bellini ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra istituzioni: “La sinergia tra ospedale, territorio e biblioteca mette insieme competenze diverse per accompagnare cittadini e famiglie non solo nella gestione della malattia, ma anche nella prevenzione”.
Sulla stessa linea Arianna Maggiali: “L’iniziativa si inserisce pienamente nelle strategie di promozione della salute e di integrazione socio-sanitaria. In un contesto in cui è sempre più facile imbattersi in informazioni non verificate, offrire contenuti selezionati e scientificamente validati garantisce un’informazione corretta”.
A completare il progetto, anche un lavoro di comunicazione visiva pensato per rendere immediato e accessibile il messaggio.
“Ho cercato di tradurre visivamente il senso di Bibliocura come spazio di relazione e di cura — ha spiegato l’illustratore Simone Massoni —. Tutto parte dall’idea di un libro che diventa uno strumento attivo, capace di generare connessioni, conoscenza e benessere”.
Una comunità che legge per stare meglio “Bibliocura” non si limiterà alla distribuzione di bibliografie: sono già previsti incontri con specialisti, presentazioni di libri e gruppi di lettura guidati, creando un vero e proprio ecosistema culturale e sanitario.
In un’epoca dominata dalla rapidità dell’informazione digitale e dal rischio di contenuti non verificati, Empoli scommette su un modello alternativo: lento, approfondito, condiviso. Un modello in cui i libri non sono solo strumenti di conoscenza, ma alleati della salute.
Al tavolo dei relatori istituzionali erano presenti il vice sindaco Nedo Mennuti, l’assessore alla Cultura Matteo Bensi, il direttore della biblioteca Renato Fucini Carlo Ghilli e l’assessora alla Qualità della vita Laura Mannucci. In rappresentanza del sistema sanitario e sociosanitario del territorio hanno partecipato Francesca Bellini, direttrice sanitaria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, Arianna Maggiali, direttrice della struttura di Ostetricia professionale, insieme a rappresentanti della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa. Presente anche l’illustratore Simone Massoni, autore dell’identità visiva del progetto.
“Bibliocura” nasce da un presupposto preciso: la biblioterapia, ovvero l’uso della lettura come strumento di supporto psicologico ed educativo, può rappresentare una vera e propria forma di cura. L’obiettivo è promuovere la lettura come mezzo di prevenzione, informazione sanitaria e crescita personale, contrastando al contempo il fenomeno sempre più diffuso della disinformazione online.
“Nel mondo di oggi dove tutto scorre veloce, per reperire informazioni basta un clic — ha dichiarato il vice sindaco Nedo Mennuti — e vengono cercate su Internet anche quelle sanitarie. Raramente ci affidiamo ad altre tipologie di ricerche ‘fuori’ dal web. Il progetto che abbiamo presentato questa mattina ci aiuta, invece, a saper riconoscere letture da fare e siti da consultare. Questo non è solo un servizio utile ma indispensabile e sono molto felice che questo progetto parta dal nostro territorio”.
Il cuore del progetto è infatti la costruzione di bibliografie certificate, selezionate da bibliotecari con il supporto di medici, psicologi e specialisti. Sei le aree tematiche individuate: emozioni, genitorialità, sessualità, alimentazione, dipendenze e fine vita.
Le prime bibliografie già disponibili riguardano la genitorialità, con focus su allattamento e sonno del bambino, e saranno accessibili online e distribuite nei luoghi di cura e assistenza del territorio: biblioteca, studi medici, consultori e ospedale.
“Le biblioteche pubbliche di Empoli sono le prime in Italia a presentare un progetto di biblioterapia così ambizioso — ha sottolineato l’assessore alla Cultura Matteo Bensi — particolarmente qualificato dalla rete dei partner e dalla meticolosità di straordinari bibliotecari che hanno curato la scelta di tutti i libri proposti”.
Un primato nazionale che si ispira a modelli già attivi nel Regno Unito, dove la lettura è integrata nei percorsi terapeutici grazie alla collaborazione tra sistema sanitario e biblioteche
Al centro di “Bibliocura” c’è una rete integrata che coinvolge biblioteche, ospedale, servizi sociali e professionisti della salute. Un sistema in cui anche medici, terapeuti, ostetriche e dietologi potranno “prescrivere” libri come parte del percorso di cura.
“Bibliocura è un’iniziativa delle Biblioteche di Empoli ispirata a modelli d’avanguardia — ha spiegato il direttore Carlo Ghilli — che promuove la biblioterapia come strumento scientificamente validato per il benessere psicofisico. Attraverso una collaborazione virtuosa tra medici, psicologi, librai e bibliotecari vengono create bibliografie certificate che i terapeuti possono ‘prescrivere’ come supporto clinico o percorso di auto-aiuto”.
Ghilli ha evidenziato anche la portata culturale del progetto: “Il libro diventa un vero dispositivo terapeutico capace di potenziare la consapevolezza e la resilienza individuale”.
Un concetto ribadito anche dall’assessora Laura Mannucci: “Quando si parla di salute dobbiamo ricordare che non è solo assenza di malattia ma un insieme di fattori sociali, educativi e mentali. Questa iniziativa va proprio in questa direzione e ci ricorda che la qualità della vita passa anche dalla corretta informazione e dal piacere della lettura”.
I libri entrano nei percorsi di cura Dal punto di vista sanitario, il progetto rappresenta un ampliamento degli strumenti a disposizione dei professionisti.
“Il punto di forza del progetto — ha dichiarato Francesca Bellini — è che il medico, l’ostetrica, la dietologa potranno ‘prescrivere’ le letture selezionate come cura, personalizzandole sulle specifiche del paziente. Portare la lettura dentro un percorso di cura significa offrire uno strumento in più, accessibile e consapevole”.
Bellini ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra istituzioni: “La sinergia tra ospedale, territorio e biblioteca mette insieme competenze diverse per accompagnare cittadini e famiglie non solo nella gestione della malattia, ma anche nella prevenzione”.
Sulla stessa linea Arianna Maggiali: “L’iniziativa si inserisce pienamente nelle strategie di promozione della salute e di integrazione socio-sanitaria. In un contesto in cui è sempre più facile imbattersi in informazioni non verificate, offrire contenuti selezionati e scientificamente validati garantisce un’informazione corretta”.
A completare il progetto, anche un lavoro di comunicazione visiva pensato per rendere immediato e accessibile il messaggio.
“Ho cercato di tradurre visivamente il senso di Bibliocura come spazio di relazione e di cura — ha spiegato l’illustratore Simone Massoni —. Tutto parte dall’idea di un libro che diventa uno strumento attivo, capace di generare connessioni, conoscenza e benessere”.
Una comunità che legge per stare meglio “Bibliocura” non si limiterà alla distribuzione di bibliografie: sono già previsti incontri con specialisti, presentazioni di libri e gruppi di lettura guidati, creando un vero e proprio ecosistema culturale e sanitario.
In un’epoca dominata dalla rapidità dell’informazione digitale e dal rischio di contenuti non verificati, Empoli scommette su un modello alternativo: lento, approfondito, condiviso. Un modello in cui i libri non sono solo strumenti di conoscenza, ma alleati della salute.






