Empoli, Natale tra polemiche. Fratelli d'Italia: «L’alberone plasticone oscura la città e le esigenze dei cittadini»
01-11-2026 18:42 - Politica
A Empoli il Natale arriva sempre prima. Quest’anno, però, sembra arrivare anche con una certa fretta di occupare Piazza della Vittoria: un albero annunciato come il più grande d’Italia, una pista di pattinaggio trasferita da Piazza Matteotti e, tutt’intorno, le inevitabili modifiche alla
circolazione. Un vero Natalone on the rocks, con i cittadini invitati a pattinare — almeno metaforicamente — fra deviazioni, rallentamenti e proteste.
Le polemiche non sono spuntate dal nulla. Sulla stampa locale era già stato raccontato nei giorni scorsi delle novità relative all’edizione 2026 e le richieste dei commercianti, che si interrogavano su come sarebbero stati distribuiti spazi, visibilità e opportunità.
Tra le lamentele, sembrerebbe inascoltate, le “casette” spente e chiuse per molti giorni della settimana in Piazza Farinata degli Uberti che ostacolano la visuale degli altri esercizi commerciali e il solito format “pro domo sua”!
Ora, con la collocazione della pista in Piazza della Vittoria, il dibattito si è allargato alla viabilità e alla vicinanza con la chiesa della Madonna del Pozzo. E mentre l’assessore difende la scelta parlando di alternative impraticabili e disagi limitati, le segnalazioni dei cittadini raccontano una situazione che merita almeno di essere ascoltata, anziché liquidata con una pacca sulla spalla natalizia e una battuta tra chi si sente "felice" e chi "no".
La domanda è semplice: prima di concentrare in quella piazza albero, pista e altre attrazioni, qualcuno ha valutato con la dovuta attenzione la vita quotidiana di chi ci passa, di chi ci abita, di chi deve raggiungere la chiesa e di chi lavora nel centro? La pista confina con un luogo di culto frequentato ogni giorno, anche per le celebrazioni e i funerali. La viabilità viene modificata per settimane. Non sono dettagli da infilare in una pallina dell’albero: sono esigenze concrete di cittadini, residenti e attività.
E poi c’è la statua della Nike, il monumento ai Caduti di tutte le guerre. Sarebbe stato ragionevole che l’Amministrazione considerasse con particolare sensibilità il significato di quel luogo e il calendario delle celebrazioni. Invece, la commemorazione si sposta al Parco della Rimembranza e la piazza si prepara a diventare lo scenario di una grande vetrina natalizia in nome del più sfrenato consumismo: con la memoria solenne dei Caduti chiamata a convivere con l’allestimento dell’alberone e con il consueto richiamo commerciale “ad usum Delphini”.
Non contestiamo il Natale, asseritamente “voluto” per i bambini all’origine, quanto tutto ebbe inizio, né le iniziative che possono portare persone in città. Contestiamo l’idea che basti moltiplicare attrazioni e installazioni per fare una politica attenta a tutti. Il Natale, per molte famiglie, è ancora una festa di comunità, di tradizione e di raccoglimento; non soltanto un calendario di acquisti, sponsor e presenze da conteggiare. Quando la dimensione commerciale sembra prevalere su quella simbolica e quando le scelte ricadono sempre sugli stessi spazi, il sospetto che i benefici non siano distribuiti in modo equo diventa inevitabile.
Ecco perché parlare di “plasticone” non è soltanto una battuta. È il modo ironico con cui tanti cittadini esprimono una distanza crescente da decisioni che paiono confezionate più per stupire e promuovere l’evento che per rispettare l’identità dei luoghi e le necessità della città. L’Amministrazione di centrosinistra sembra aver trovato una nuova formula: tanto più alto è l’albero, tanto più in basso finiscono le osservazioni dei cittadini… e degli altri commercianti che non fanno parte del “cerchio magico” del Natale empolese.
circolazione. Un vero Natalone on the rocks, con i cittadini invitati a pattinare — almeno metaforicamente — fra deviazioni, rallentamenti e proteste.Le polemiche non sono spuntate dal nulla. Sulla stampa locale era già stato raccontato nei giorni scorsi delle novità relative all’edizione 2026 e le richieste dei commercianti, che si interrogavano su come sarebbero stati distribuiti spazi, visibilità e opportunità.
Tra le lamentele, sembrerebbe inascoltate, le “casette” spente e chiuse per molti giorni della settimana in Piazza Farinata degli Uberti che ostacolano la visuale degli altri esercizi commerciali e il solito format “pro domo sua”!
Ora, con la collocazione della pista in Piazza della Vittoria, il dibattito si è allargato alla viabilità e alla vicinanza con la chiesa della Madonna del Pozzo. E mentre l’assessore difende la scelta parlando di alternative impraticabili e disagi limitati, le segnalazioni dei cittadini raccontano una situazione che merita almeno di essere ascoltata, anziché liquidata con una pacca sulla spalla natalizia e una battuta tra chi si sente "felice" e chi "no".
La domanda è semplice: prima di concentrare in quella piazza albero, pista e altre attrazioni, qualcuno ha valutato con la dovuta attenzione la vita quotidiana di chi ci passa, di chi ci abita, di chi deve raggiungere la chiesa e di chi lavora nel centro? La pista confina con un luogo di culto frequentato ogni giorno, anche per le celebrazioni e i funerali. La viabilità viene modificata per settimane. Non sono dettagli da infilare in una pallina dell’albero: sono esigenze concrete di cittadini, residenti e attività.
E poi c’è la statua della Nike, il monumento ai Caduti di tutte le guerre. Sarebbe stato ragionevole che l’Amministrazione considerasse con particolare sensibilità il significato di quel luogo e il calendario delle celebrazioni. Invece, la commemorazione si sposta al Parco della Rimembranza e la piazza si prepara a diventare lo scenario di una grande vetrina natalizia in nome del più sfrenato consumismo: con la memoria solenne dei Caduti chiamata a convivere con l’allestimento dell’alberone e con il consueto richiamo commerciale “ad usum Delphini”.
Non contestiamo il Natale, asseritamente “voluto” per i bambini all’origine, quanto tutto ebbe inizio, né le iniziative che possono portare persone in città. Contestiamo l’idea che basti moltiplicare attrazioni e installazioni per fare una politica attenta a tutti. Il Natale, per molte famiglie, è ancora una festa di comunità, di tradizione e di raccoglimento; non soltanto un calendario di acquisti, sponsor e presenze da conteggiare. Quando la dimensione commerciale sembra prevalere su quella simbolica e quando le scelte ricadono sempre sugli stessi spazi, il sospetto che i benefici non siano distribuiti in modo equo diventa inevitabile.
Ecco perché parlare di “plasticone” non è soltanto una battuta. È il modo ironico con cui tanti cittadini esprimono una distanza crescente da decisioni che paiono confezionate più per stupire e promuovere l’evento che per rispettare l’identità dei luoghi e le necessità della città. L’Amministrazione di centrosinistra sembra aver trovato una nuova formula: tanto più alto è l’albero, tanto più in basso finiscono le osservazioni dei cittadini… e degli altri commercianti che non fanno parte del “cerchio magico” del Natale empolese.
Coordinamento di Fratelli d'Italia di Empoli






