Empoli, nel 2027 la riqualificazione della scuola Don Bosco di Ponte a Elsa: investimento da 1,2 milioni
21-10-2026 19:58 - Cronaca
La scuola Don Bosco di Ponte a Elsa si prepara a una nuova vita. Nel 2027 prenderanno il via i lavori di riqualificazione dell’edificio di via Osteria Bianca, storico plesso scolastico della frazione, inutilizzato dal 2025 e bisognoso di interventi strutturali per tornare a essere funzionale e agibile. La giunta comunale guidata dal sindaco Alessio Mantellassi ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intervento, che prevede un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro.
L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare l’immobile in una nuova scuola dell’infanzia, complementare alla scuola primaria che ha sede nel vicino edificio di via Tina Lorenzoni. In questo modo Ponte a Elsa potrà contare su un polo educativo capace di accogliere bambine e bambini dai 4 agli 11 anni, mantenendo servizi scolastici di prossimità e valorizzando il patrimonio pubblico esistente.
La Don Bosco è una scuola risalente alla metà degli anni Settanta, sottoposta a un importante intervento di ristrutturazione nel 1999. Dal 2009 la scuola primaria è stata trasferita nel plesso di via Tina Lorenzoni, mentre dal 2025 l’edificio di via Osteria Bianca è rimasto inutilizzato.
Per restituire alla struttura una piena funzionalità sono necessari lavori significativi, soprattutto sul piano della sicurezza. Come evidenziato nel documento di indirizzo alla progettazione, «per tornare ad essere funzionale e agibile, l'immobile necessita di interventi di miglioramento sismico e il rifacimento completo della copertura».
Il progetto approvato dalla giunta definisce nel dettaglio le opere da realizzare e aggiorna la previsione economica iniziale. Nel Piano triennale delle opere pubbliche dello scorso anno l’intervento era stato stimato in 920mila euro; con il progetto di fattibilità tecnico-economica, il costo previsto sale a 1,2 milioni di euro.
L’avvio dei lavori è programmato per il 2027, in linea con il Piano triennale delle opere pubbliche.
Il recupero della Don Bosco si inserisce nella strategia dell’amministrazione comunale volta a mantenere attivi i servizi educativi anche nelle frazioni, nonostante le difficoltà legate al calo delle nascite e alla conseguente diminuzione delle iscrizioni scolastiche.
«La Don Bosco è stata la storica scuola primaria della frazione di Ponte a Elsa, si parla di un edificio con 50 anni di storia che aveva bisogno di un intervento corposo per la sistemazione. Si affianca al plesso di più recente realizzazione di via Tina Lorenzoni, ma ha ancora tante potenzialità», ha dichiarato il sindaco Alessio Mantellassi.
La prospettiva è quella di restituire all’immobile una funzione educativa, inserendolo in un sistema scolastico di frazione che possa accompagnare i bambini nelle prime fasi del percorso formativo.
«La nostra intenzione è quella di realizzare una scuola dell’infanzia all’interno per dare vita a un plesso di frazione che ospiti bambine e bambini dai 4 agli 11 anni. Raccogliamo la sfida del calo delle iscrizioni che purtroppo si verifica per la bassa natalità, mantenendo attive le scuole di frazione che hanno il loro valore e la loro importanza all’interno delle comunità che vivono più distanti dal centro città», ha aggiunto il primo cittadino.
Una scelta che punta dunque non soltanto al recupero di un edificio, ma anche alla tutela della presenza dei servizi pubblici nei territori periferici, dove la scuola rappresenta un importante punto di riferimento per le famiglie e per la vita della comunità.
Sull’importanza dell’intervento è intervenuto anche Simone Falorni, assessore ai Lavori pubblici, che ha sottolineato la necessità di affrontare le criticità strutturali dell’immobile e di inserirne il recupero in un percorso più ampio di rigenerazione della frazione.
«Questo è un passaggio fondamentale per riqualificare un plesso scolastico che mostrava da tempo varie criticità sia a livello di copertura che di strutture», ha affermato Falorni.
L’assessore ha inoltre richiamato gli altri interventi realizzati a Ponte a Elsa, tra cui la riqualificazione del PalaGiglioli e la realizzazione e apertura del nuovo EcoPark.
«Ponte a Elsa ha già visto una riqualificazione importante del PalaGiglioli, nonché la realizzazione e l’apertura del nuovo EcoPark. La scuola Don Bosco è un ulteriore tassello per rigenerare spazi esistenti da destinare a servizi pubblici», ha concluso.
Il recupero della scuola si aggiunge così agli interventi che stanno interessando la frazione, con l’obiettivo di valorizzare strutture già presenti e renderle nuovamente utili alla collettività.
Anche l’assessora alla Scuola, Maria Grazia Pasqualetti, ha evidenziato il valore educativo e sociale del progetto, sottolineando come il mantenimento dei servizi scolastici nelle frazioni rappresenti un investimento sulle comunità locali.
«Investire sui plessi delle nostre frazioni, come nel caso della futura Don Bosco, significa credere nel valore educativo e sociale della comunità di Ponte a Elsa. Con questo progetto andiamo a creare un polo integrato dai 4 agli 11 anni, rispondendo alle famiglie con servizi vicini, sicuri e di qualità», ha dichiarato.
La nuova destinazione dell’edificio consentirà di affiancare la scuola dell’infanzia alla primaria già presente in via Tina Lorenzoni, creando una maggiore continuità dell’offerta educativa sul territorio.
Il progetto punta quindi a coniugare la riqualificazione del patrimonio edilizio con le esigenze delle famiglie, garantendo spazi scolastici adeguati e sicuri e contrastando gli effetti della diminuzione della popolazione scolastica.
Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, la Don Bosco compie dunque un primo passo verso la riapertura. Il prossimo obiettivo sarà tradurre la progettazione in un intervento concreto, capace di restituire alla comunità di Ponte a Elsa un edificio storico rinnovato e una nuova opportunità per i servizi educativi della frazione.
L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare l’immobile in una nuova scuola dell’infanzia, complementare alla scuola primaria che ha sede nel vicino edificio di via Tina Lorenzoni. In questo modo Ponte a Elsa potrà contare su un polo educativo capace di accogliere bambine e bambini dai 4 agli 11 anni, mantenendo servizi scolastici di prossimità e valorizzando il patrimonio pubblico esistente.
La Don Bosco è una scuola risalente alla metà degli anni Settanta, sottoposta a un importante intervento di ristrutturazione nel 1999. Dal 2009 la scuola primaria è stata trasferita nel plesso di via Tina Lorenzoni, mentre dal 2025 l’edificio di via Osteria Bianca è rimasto inutilizzato.
Per restituire alla struttura una piena funzionalità sono necessari lavori significativi, soprattutto sul piano della sicurezza. Come evidenziato nel documento di indirizzo alla progettazione, «per tornare ad essere funzionale e agibile, l'immobile necessita di interventi di miglioramento sismico e il rifacimento completo della copertura».
Il progetto approvato dalla giunta definisce nel dettaglio le opere da realizzare e aggiorna la previsione economica iniziale. Nel Piano triennale delle opere pubbliche dello scorso anno l’intervento era stato stimato in 920mila euro; con il progetto di fattibilità tecnico-economica, il costo previsto sale a 1,2 milioni di euro.
L’avvio dei lavori è programmato per il 2027, in linea con il Piano triennale delle opere pubbliche.
Il recupero della Don Bosco si inserisce nella strategia dell’amministrazione comunale volta a mantenere attivi i servizi educativi anche nelle frazioni, nonostante le difficoltà legate al calo delle nascite e alla conseguente diminuzione delle iscrizioni scolastiche.
«La Don Bosco è stata la storica scuola primaria della frazione di Ponte a Elsa, si parla di un edificio con 50 anni di storia che aveva bisogno di un intervento corposo per la sistemazione. Si affianca al plesso di più recente realizzazione di via Tina Lorenzoni, ma ha ancora tante potenzialità», ha dichiarato il sindaco Alessio Mantellassi.
La prospettiva è quella di restituire all’immobile una funzione educativa, inserendolo in un sistema scolastico di frazione che possa accompagnare i bambini nelle prime fasi del percorso formativo.
«La nostra intenzione è quella di realizzare una scuola dell’infanzia all’interno per dare vita a un plesso di frazione che ospiti bambine e bambini dai 4 agli 11 anni. Raccogliamo la sfida del calo delle iscrizioni che purtroppo si verifica per la bassa natalità, mantenendo attive le scuole di frazione che hanno il loro valore e la loro importanza all’interno delle comunità che vivono più distanti dal centro città», ha aggiunto il primo cittadino.
Una scelta che punta dunque non soltanto al recupero di un edificio, ma anche alla tutela della presenza dei servizi pubblici nei territori periferici, dove la scuola rappresenta un importante punto di riferimento per le famiglie e per la vita della comunità.
Sull’importanza dell’intervento è intervenuto anche Simone Falorni, assessore ai Lavori pubblici, che ha sottolineato la necessità di affrontare le criticità strutturali dell’immobile e di inserirne il recupero in un percorso più ampio di rigenerazione della frazione.
«Questo è un passaggio fondamentale per riqualificare un plesso scolastico che mostrava da tempo varie criticità sia a livello di copertura che di strutture», ha affermato Falorni.
L’assessore ha inoltre richiamato gli altri interventi realizzati a Ponte a Elsa, tra cui la riqualificazione del PalaGiglioli e la realizzazione e apertura del nuovo EcoPark.
«Ponte a Elsa ha già visto una riqualificazione importante del PalaGiglioli, nonché la realizzazione e l’apertura del nuovo EcoPark. La scuola Don Bosco è un ulteriore tassello per rigenerare spazi esistenti da destinare a servizi pubblici», ha concluso.
Il recupero della scuola si aggiunge così agli interventi che stanno interessando la frazione, con l’obiettivo di valorizzare strutture già presenti e renderle nuovamente utili alla collettività.
Anche l’assessora alla Scuola, Maria Grazia Pasqualetti, ha evidenziato il valore educativo e sociale del progetto, sottolineando come il mantenimento dei servizi scolastici nelle frazioni rappresenti un investimento sulle comunità locali.
«Investire sui plessi delle nostre frazioni, come nel caso della futura Don Bosco, significa credere nel valore educativo e sociale della comunità di Ponte a Elsa. Con questo progetto andiamo a creare un polo integrato dai 4 agli 11 anni, rispondendo alle famiglie con servizi vicini, sicuri e di qualità», ha dichiarato.
La nuova destinazione dell’edificio consentirà di affiancare la scuola dell’infanzia alla primaria già presente in via Tina Lorenzoni, creando una maggiore continuità dell’offerta educativa sul territorio.
Il progetto punta quindi a coniugare la riqualificazione del patrimonio edilizio con le esigenze delle famiglie, garantendo spazi scolastici adeguati e sicuri e contrastando gli effetti della diminuzione della popolazione scolastica.
Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, la Don Bosco compie dunque un primo passo verso la riapertura. Il prossimo obiettivo sarà tradurre la progettazione in un intervento concreto, capace di restituire alla comunità di Ponte a Elsa un edificio storico rinnovato e una nuova opportunità per i servizi educativi della frazione.






