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Empoli, otto donne in stato di agitazione: a rischio salario e ore di lavoro per le addette alle pulizie del Comune

03-11-2026 15:45 - Primo piano
Otto donne, otto lavoratrici che da anni si occupano della pulizia degli uffici e degli edifici pubblici del Comune di Empoli, si trovano oggi a dover difendere il proprio salario e le proprie condizioni di lavoro. Da due giorni sono in stato di agitazione e hanno deciso di non firmare il nuovo contratto proposto dalla cooperativa subentrata nella gestione del servizio. Il motivo è una riduzione del monte ore lavorativo che si tradurrebbe inevitabilmente in una diminuzione della retribuzione.

La vicenda nasce dal cambio di appalto per il servizio di pulizia degli immobili comunali. Le lavoratrici, dipendenti della cooperativa CopMa, hanno saputo soltanto giovedì della scorsa settimana che, dal lunedì successivo, sarebbe cambiata la ditta incaricata del servizio. Dal 31 ottobre, infatti, l'appalto è passato alla cooperativa Cop.Lat, che si è aggiudicata la gestione grazie a un ribasso del 51 per cento.

Il passaggio da una cooperativa all'altra ha formalmente salvaguardato gli otto posti di lavoro, ma non ha garantito il mantenimento delle precedenti condizioni contrattuali. Soltanto il primo giorno di lavoro con la nuova gestione, infatti, le dipendenti hanno scoperto che il nuovo piano prevedeva una riduzione complessiva di circa 50 ore settimanali. Un taglio significativo, destinato a incidere direttamente sulle buste paga.

Le lavoratrici si occupano della pulizia del palazzo comunale di via del Papa, degli uffici di piazza del Popolo, della Biblioteca e dell'Archivio storico. Proprio la rimodulazione dei tempi di lavoro ha sollevato anche interrogativi sulla sostenibilità del servizio. Basti pensare all'Archivio storico: se fino a oggi era prevista un'ora al giorno per le pulizie, con la nuova organizzazione in alcune giornate il tempo a disposizione sarebbe ridotto ad appena 15 minuti.

Una riorganizzazione che le dipendenti considerano inaccettabile, sia per le conseguenze economiche sia per le difficoltà operative che potrebbe comportare nello svolgimento delle mansioni.

Per il momento le otto lavoratrici non hanno sottoscritto il nuovo contratto e stanno usufruendo delle ferie maturate, mentre prosegue il confronto tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell'amministrazione comunale e la cooperativa subentrata. In questi giorni, in attesa di una soluzione, le pulizie degli edifici pubblici sono state affidate alla cooperativa che gestisce anche il servizio presso l'ospedale San Giuseppe di Empoli.

Alcuni incontri si sono già svolti e l'amministrazione comunale ha manifestato disponibilità a valutare possibili soluzioni per superare la vertenza. Tra le ipotesi considerate c'è anche un aumento della paga oraria, che tuttavia, almeno per il momento, non sembra sufficiente a compensare la perdita economica derivante dalla riduzione delle ore lavorate.

Più rigida, invece, sarebbe la posizione della cooperativa Cop.Lat, che ha ottenuto l'appalto e che dovrà trovare un'intesa con le lavoratrici per arrivare alla definizione dei nuovi contratti.

Nell'ultimo incontro con il sindaco, le otto dipendenti hanno ribadito la propria posizione: non sono disposte ad accettare un accordo che comporti una riduzione della retribuzione. Una scelta che va oltre la singola vertenza e che riporta al centro una questione spesso presente negli appalti dei servizi pubblici: quanto può incidere il criterio del massimo ribasso sulle condizioni di lavoro di chi quei servizi li garantisce ogni giorno?

La richiesta delle lavoratrici è chiara: il cambio di cooperativa non deve trasformarsi in una perdita di diritti e di salario. La salvaguardia del posto di lavoro, infatti, non può essere considerata sufficiente se a essere compromesse sono le ore di lavoro e, di conseguenza, il reddito delle persone.