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Empoli per la Pace scrive al premier spagnolo: "Grazie per il suo No alla guerra"

06-03-2026 14:05 - Cronaca
Una lettera aperta indirizzata a Sanchez, il capo del govern spagnolo. L'hanno scritta i componenti del Comitato per la pace di Empoli, che con questo gesto vogliono testimniare slidarietà al premier spagnolo "Abbiamo voluto esprimere al governo spagnolo la solidarietà e la gratitudine che gli stanno facendo mancare il nostro governo e l'Europa.
La pace è responsabilità di tutti. La guerra non è un destino inevitabile è il risultato delle scelte politiche di chi governa.
E la costruzione della pace può trovare forza nella coscienza civile dei popoli europei".
La lettera - il cui testo integrale qui sotto - è stata inviata oggi all'Ambasciata del Regno di Spagna in Italia e si può firmare su change al seguente link
https://c.org/gpjg2gQxQj

Signor Presidente del Governo,
Noi, cittadine e cittadini riuniti nel comitato “Empoli per la Pace”, desideriamo esprimerLe il nostro sincero ringraziamento per la posizione chiara e coraggiosa con cui la Spagna, sotto la sua guida, ha scelto di difendere i principi della Pace e del diritto internazionale platealmente violati, per l’ennesima volta, dagli Stati Uniti e da Israele.

Anche per noi, come per Lei, l’unica posizione dignitosa in questo momento si riassume in sole tre parole: No alla guerra.
Le minacce che Lei ha ricevuto — vergognose nella loro arroganza, coerenti con il modus operandi di potenze abituate all’arbitrio e all’impunità — non hanno piegato la Sua posizione. Di questo Le siamo sinceramente grati e per questo vogliamo esprimerle tutta la nostra solidarietà.
Non possiamo fare a meno di confrontare la Sua determinazione con il comportamento del nostro governo. Il governo italiano fugge dalle proprie responsabilità, sembra più preoccupato di non dispiacere i potenti del momento che di rappresentare interessi e sentimenti del popolo italiano, rispettando lo spirito e la lettera della nostra Costituzione.
La Costituzione Italiana afferma con straordinaria chiarezza il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Si tratta di uno dei principi fondativi della nostra democrazia, nato dalla tragedia della guerra e dalla volontà di costruire un ordine internazionale fondato sulla pace e sulla cooperazione tra i popoli.
Vederlo oggi ignorato nella pratica politica, rappresenta per molti cittadini italiani motivo di profonda inquietudine.
Altrettanto deludente è la posizione dell’Unione Europea nel suo complesso. Anche le istituzioni europee non riescono ad esprimere una posizione realmente nitida e coerente in difesa della pace e del diritto internazionale, valori che dovrebbero essere fondanti della UE.
Signor Presidente, è proprio per questo che sentiamo il bisogno di far sentire la nostra voce — la voce della gente comune, dei cittadini che non hanno potere ma hanno una coscienza. Vogliamo che Lei sappia che non è solo. Che al di là delle istituzioni e dei governi, c’è una parte viva e consapevole dell’opinione pubblica europea che condivide i Suoi valori e che segue con ammirazione il coraggio della Spagna. La costruzione della pace deve e può trovare forza anche in questa coscienza civile europea.
“…non è vero che la guerra appartenga alla ‘natura’ degli esseri umani. Occorre quindi contrastare la narrazione che relega la pace nell’’utopia’ o nell’’ideale’. Non c’è nulla di naturale nella guerra e nemmeno nella pace. Ci sono solo le scelte che vengono compiute dai governanti e da chi li sostiene.”
Con gratitudine e solidarietà
Empoli per la Pace