Empoli prova a “fare una cosa nuova”. Partendo dal dialogo, dalla fraternità e dall’incontro tra le differenze.
09-02-2026 14:33 - Cronaca
In un tempo storico segnato da conflitti diffusi, tensioni internazionali e crisi spesso percepite come lontane ma sempre più presenti nelle vite quotidiane, alcune comunità parrocchiali di Empoli hanno deciso di interrogarsi sul proprio ruolo. Da questa domanda nasce il Cantiere permanente di dialogo e fraternità, un progetto che ambisce a trasformare la città in uno spazio stabile di confronto, ascolto e costruzione del bene comune.
Ispirato alle parole del profeta Isaia – “Ecco, io faccio una cosa nuova” – il percorso prende le mosse dalla consapevolezza di sentirsi, come singoli cittadini, spesso piccoli e impotenti di fronte ai grandi drammi del mondo. Ma proprio nella quotidianità fatta di relazioni, lavoro, scuola, famiglia e associazionismo, anche multiculturale, gli ideatori vedono un terreno fertile per contribuire concretamente alla pace e alla fraternità.
L’obiettivo è ambizioso ma inclusivo: creare un “cantiere” aperto a tutti, credenti e non, dove ciascuno possa portare il proprio “mattoncino” attraverso gesti, parole e pratiche di dialogo. Un cammino scandito da tappe periodiche, pensate come veri e propri spazi di incontro tra persone di diversa provenienza culturale e religiosa, unite dalla cura per la dignità della persona e per il bene comune.
Il primo passo di questo percorso sarà un incontro pubblico in programma lunedì 16 febbraio alle ore 18, presso il Teatro Il Momento in via del Giglio 56 a Empoli. Un appuntamento che segnerà simbolicamente l’apertura del cantiere e che si propone come occasione di ascolto e confronto.
Ospiti dell’incontro saranno tre autorevoli rappresentanti delle principali confessioni religiose presenti sul territorio: Gad Fernando Piperno, rabbino capo della Comunità Ebraica, Izzeddin Elzir, imam della Comunità Islamica, e Gherardo Gambelli, vescovo di Firenze. La loro presenza darà avvio a un cammino condiviso orientato alla costruzione di relazioni, alla comprensione reciproca e al dialogo interreligioso.
Come filo conduttore dell’incontro è stato scelto “L’appello interreligioso alle Istituzioni italiane, ai cittadini e ai credenti in Italia”, documento che richiama alla responsabilità comune nella promozione della pace e della convivenza.
Ispirato alle parole del profeta Isaia – “Ecco, io faccio una cosa nuova” – il percorso prende le mosse dalla consapevolezza di sentirsi, come singoli cittadini, spesso piccoli e impotenti di fronte ai grandi drammi del mondo. Ma proprio nella quotidianità fatta di relazioni, lavoro, scuola, famiglia e associazionismo, anche multiculturale, gli ideatori vedono un terreno fertile per contribuire concretamente alla pace e alla fraternità.
L’obiettivo è ambizioso ma inclusivo: creare un “cantiere” aperto a tutti, credenti e non, dove ciascuno possa portare il proprio “mattoncino” attraverso gesti, parole e pratiche di dialogo. Un cammino scandito da tappe periodiche, pensate come veri e propri spazi di incontro tra persone di diversa provenienza culturale e religiosa, unite dalla cura per la dignità della persona e per il bene comune.
Il primo passo di questo percorso sarà un incontro pubblico in programma lunedì 16 febbraio alle ore 18, presso il Teatro Il Momento in via del Giglio 56 a Empoli. Un appuntamento che segnerà simbolicamente l’apertura del cantiere e che si propone come occasione di ascolto e confronto.
Ospiti dell’incontro saranno tre autorevoli rappresentanti delle principali confessioni religiose presenti sul territorio: Gad Fernando Piperno, rabbino capo della Comunità Ebraica, Izzeddin Elzir, imam della Comunità Islamica, e Gherardo Gambelli, vescovo di Firenze. La loro presenza darà avvio a un cammino condiviso orientato alla costruzione di relazioni, alla comprensione reciproca e al dialogo interreligioso.
Come filo conduttore dell’incontro è stato scelto “L’appello interreligioso alle Istituzioni italiane, ai cittadini e ai credenti in Italia”, documento che richiama alla responsabilità comune nella promozione della pace e della convivenza.






