Empoli ricorda oggi Remo Scappini, i tedeschi firmarono nelle sue mani la resa di Genova
01-02-2026 09:45 - Primo piano
“In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30; tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Cap. Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte; il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Magg. Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra”
E’ l’incipit della dichiarazione di resa con la quale Genova fu liberata dall’occupazione nazi-fascista. In calce la firma di un empolese, il solo civile ad aver firmato un documento storico come questo. Proprio oggi, nel 1908, nasceva a Empoli Remo Scappini, politico e antifascista italiano. Assieme alla moglie Rina Chiarini è stato uno dei protagonisti della liberazione come leader partigiano.
Nato da una umile famiglia, iniziò a lavorare a soli 10 anni, prima come garzone in varie botteghe e poi, non appena compiuti 14 anni, come operaio di vetreria. Giovanissimo, nel 1923 (a 15 anni) entrò nella FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) e nel 1926, insieme alla fidanzata Rina Chiarini, che poi sarebbe diventata sua moglie, si iscrisse al PCI (allora Partito Comunista d'Italia), di cui fu nominato nel 1928 vice responsabile per la Toscana.
Ricercato dalla polizia, si sottrasse all'arresto nell'ottobre del 1930 e nel dicembre riparò a Parigi. Pochi mesi dopo fu inviato a Mosca a studiare alla scuola leninista per quasi due anni. Tornato a Parigi alla fine del 1932, fece parte dell'apparato centrale del partito. Durante un viaggio clandestino in Italia, fu arrestato a Faenza nell'ottobre del 1933 e venne condannato a 22 anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.
Dopo nove anni di carcere, scontati a Fossano e Civitavecchia, nell'ottobre 1942 fu liberato per l'amnistia del ventennale fascista. Il partito, allora retto saldamente da Pietro Secchia, lo mandò a dirigere la federazione provinciale di Torino, dove contribuì alla nascita dei Gruppi di azione patriottica e poi, nel novembre del 1943, a Genova, dove dette un grosso contributo alla guerra di liberazione. A conclusione dell'opera svolta a Genova, infatti, il 25 aprile 1945, in qualità di presidente del CLN della Liguria, dopo una trattativa a villa Migone (allora sede della Curia arcivescovile), ricevette nelle sue mani la resa del generale Günther Meinhold, comandante delle truppe tedesche.
Nel luglio del 1945 Scappini si trasferì a Roma, chiamato alla Direzione Centrale del PCI: fu membro del Comitato centrale del partito dal 1945 al 1960; segretario della federazione di Pisa dal 1946, nel 1948 fu eletto deputato in quella circoscrizione. Diventato successivamente (1950) segretario regionale in Puglia, fu rieletto deputato nel 1953, questa volta nella circoscrizione di Bari-Foggia.
Trasferito di nuovo a Firenze nel 1957 come responsabile della Commissione federale di controllo del partito, nel 1958 fu eletto senatore nel collegio Firenze III. Per 15 anni fu consigliere comunale a Empoli, sua città natale, e, dal 1985, consigliere comunale a Genova. Scappini ha contribuito alle associazioni antifasciste ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), di cui ha ricoperto incarichi in ambito toscano e nazionale.
E’ morto il 15 giugno del 1994 nella sua casa di Santa Maria, un anno prima della moglie Rina.
E’ l’incipit della dichiarazione di resa con la quale Genova fu liberata dall’occupazione nazi-fascista. In calce la firma di un empolese, il solo civile ad aver firmato un documento storico come questo. Proprio oggi, nel 1908, nasceva a Empoli Remo Scappini, politico e antifascista italiano. Assieme alla moglie Rina Chiarini è stato uno dei protagonisti della liberazione come leader partigiano.
Nato da una umile famiglia, iniziò a lavorare a soli 10 anni, prima come garzone in varie botteghe e poi, non appena compiuti 14 anni, come operaio di vetreria. Giovanissimo, nel 1923 (a 15 anni) entrò nella FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) e nel 1926, insieme alla fidanzata Rina Chiarini, che poi sarebbe diventata sua moglie, si iscrisse al PCI (allora Partito Comunista d'Italia), di cui fu nominato nel 1928 vice responsabile per la Toscana.
Ricercato dalla polizia, si sottrasse all'arresto nell'ottobre del 1930 e nel dicembre riparò a Parigi. Pochi mesi dopo fu inviato a Mosca a studiare alla scuola leninista per quasi due anni. Tornato a Parigi alla fine del 1932, fece parte dell'apparato centrale del partito. Durante un viaggio clandestino in Italia, fu arrestato a Faenza nell'ottobre del 1933 e venne condannato a 22 anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.
Dopo nove anni di carcere, scontati a Fossano e Civitavecchia, nell'ottobre 1942 fu liberato per l'amnistia del ventennale fascista. Il partito, allora retto saldamente da Pietro Secchia, lo mandò a dirigere la federazione provinciale di Torino, dove contribuì alla nascita dei Gruppi di azione patriottica e poi, nel novembre del 1943, a Genova, dove dette un grosso contributo alla guerra di liberazione. A conclusione dell'opera svolta a Genova, infatti, il 25 aprile 1945, in qualità di presidente del CLN della Liguria, dopo una trattativa a villa Migone (allora sede della Curia arcivescovile), ricevette nelle sue mani la resa del generale Günther Meinhold, comandante delle truppe tedesche.
Nel luglio del 1945 Scappini si trasferì a Roma, chiamato alla Direzione Centrale del PCI: fu membro del Comitato centrale del partito dal 1945 al 1960; segretario della federazione di Pisa dal 1946, nel 1948 fu eletto deputato in quella circoscrizione. Diventato successivamente (1950) segretario regionale in Puglia, fu rieletto deputato nel 1953, questa volta nella circoscrizione di Bari-Foggia.
Trasferito di nuovo a Firenze nel 1957 come responsabile della Commissione federale di controllo del partito, nel 1958 fu eletto senatore nel collegio Firenze III. Per 15 anni fu consigliere comunale a Empoli, sua città natale, e, dal 1985, consigliere comunale a Genova. Scappini ha contribuito alle associazioni antifasciste ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), di cui ha ricoperto incarichi in ambito toscano e nazionale.
E’ morto il 15 giugno del 1994 nella sua casa di Santa Maria, un anno prima della moglie Rina.






