Empoli saluta un inverno con un segno più... da contestualizzare
09-03-2026 18:51 - Opinioni
di Gordon Baldacci
Con il mese di febbraio l'inverno meteorologico volge al termine, e con esso si tirano le somme della stagione iniziata il 1° dicembre scorso.
Lo ribadiamo per coloro che non seguono pedissequamente questi articoli, la stagione meteorologica diverge da quella astronomica di circa venti giorni. Canonicamente ogni stagione climatica inizia il primo del mese, tutto questo non per banale semplificazione, ma semplicemente perché un tempo gli effetti climatici erano in qualche modo anticipatori di quello che poi avrebbe portato la stagione. Decenni dopo decenni la situazione è un po' cambiata, spesso dicembre sembra un mese tardo autunnale dal punto di vista delle temperature, oppure marzo o lo stesso aprile a più riprese sono divenuti prolungamenti invernali di una stagione che non si presenta più nelle stesse condizioni e negli eventi che la contraddistinguono; vale per l'inverno, come per l'estate.
Tornando a noi l'inverno 25/26 come si chiude su Empoli, ma soprattutto cosa ci lascia sotto forma di dati da tramandare ai posteri?
Iniziamo con un dato piuttosto eloquente, la stagione nel suo insieme sale a +2.6 C° di anomalia termica rispetto alle medie quasi cinquantennali, uno 0.3 in più rispetto al 2025, tutto o quasi a causa di una serie di condizioni regionali, che hanno condizionato e di molto i dati mensili. Intendiamoci qui nessuno mai ha minimizzato gli effetti del cambiamento climatico, ma come scopriremo nello scorrere dei dati registrati, stavolta siamo noi “l'orticello” da non seguire a pieno regime rispetto ai dati globali. Come già descritto nei precedenti mesi, Empoli proviene da un mese di dicembre chiuso con un + 2.2 C°, a cui è seguito un gennaio a + 1.8 C° fino a giungere a febbraio dove addirittura abbiamo un +3.8 C°, il secondo febbraio più caldo negli ultimi cinquant'anni.
Ma come siamo arrivati a questo dato estremo?
Partiamo dal fatto che una persistente fase umida e di conseguenza meno favorevole anche ad una maggiore escursione termica, ha impedito in primis di raggiungere valori minimi degni del secondo mese dell'anno. Fra una depressione e quella successiva, le brevi fasi stabili sono state prese in gestione dall'anticiclone afro-mediterraneo, che non avrà regalato cieli tersi ed azzurri, ma sicuramente mantenuto costanti sopra le due cifre, i valori massimi. Insomma nessuna gelata, pochissimi valori minimi vicini allo zero e soprattutto massime spesso vicine ai 18-20 C° per giorni e giorni. Una configurazione barica regionale (dove per regione si intende il Mediterraneo) che dalla sua ha visto solo una maggiore ingerenza della neve a quote di montagna. Localmente però soprattutto in pianura e bassa collina, sono tante le zone come Empoli che hanno registrato una media mensile nel mese di febbraio ampiamente al di sopra delle medie del periodo.
A tutto questo va poi aggiunto che l'inverno (o quello che nei ricordi resta ancora vivo) è durato si e no una settimana a gennaio, dopo aver chiuso il 2025 con un dicembre senza mezzi termini molto mite e poi aver sostituito le fasi anticicloniche con tutte depressioni di matrice atlantica.
Inevitabile che a conti fatti le medie non potessero essere che al di sopra e di diversi decimi di grado rispetto anche all'anno scorso. Se dal punto di vista delle temperature siamo di fronte all'ennesimo “non inverno” le piogge che si sono susseguite, dopo un dicembre siccitoso e sottomedia, hanno visto in gennaio prima e in febbraio poi una netta inversione di tendenza. A conti fatti però non solo febbraio 2025 era stato più piovoso rispetto a quello di quest'anno ma la stagione vede un +14% delle precipitazioni rispetto alle medie stagionali ma un -13% rispetto a quelle dell'anno scorso, dove si arrivò addirittura al 27% in più rispetto alle canoniche medie climatiche.
A livello percettivo, una maggiore incidenza delle giornate piovose ha dato l'idea che fosse piovuto poi in maniera superiore rispetto anche all'anno scorso, va preso atto che i millimetri cumulati sul territorio sono stati molti meno. Insomma è stato un inverno grigio e uggioso, ma meno produttivo dal punto di vista delle piogge, dove l'anomalia del mese di dicembre pesa davvero molto sul dato finale. Fatte salve le condizioni locali, a livello globale le cose stanno andando diversamente. Certo l'anomalia generale è sempre ampiamente positiva, ma una maggiore dinamicità atmosferica sia sulle zone nord emisferiche che in quelle subtropicali, ha impedito che la curva delle temperature andasse a stabilire nuovi record.
Se fino al 20 febbraio l'ipotesi di mantenere i livelli di crescita record del 2025 era piuttosto evidente, il calo sopraggiunto negli ultimi dieci/quindici giorni ha permesso di scendere di livello di diverse unità. In un contesto di lineare crescita, il rallentamento che sia a gennaio che a febbraio si è verificato a livello globale non è ovviamente figlio dell'attuazione di alcun piano mondiale per il clima; rientra semmai in quelle ovvie fluttuazioni climatiche che ben si evince anche dalla mappa che vi allego. Non a caso sempre a livello mondiale, il dato di + 0.3/0.6 C° rispetto alle medie trentennali e sessantennali, che riporta gli stessi valori registrati nel 2021, non si intravede ormai da decenni un segnale di lungo periodo in netta discesa, semmai fra alti e bassi, un perenne lento, talvolta più veloce, rialzo continuo. Si cammina invece di correre, ma si va comunque avanti sulla stessa strada e segnali incoraggianti verso un ritorno ad un clima diverso, dati alla mano per adesso non ce ne sono.
Marzo iniziato da neppure una settimana, almeno alle nostre latitudini non ha fatto altro che ampliare quel “risveglio” della natura, già ampiamente avvolta dal tepore nel mese di febbraio. Sicuramente ci sarà ancora qualche inciampo della stagione, purtroppo sempre più frequenti proprio in questi anni di inverni molto miti, e conseguentemente più dannoso rispetto al passato proprio in virtù di un clima che tende a non avere settimane di transizione fra una stagione e quella successiva, ma ormai il dado è tratto.
Anche questo inverno climatologicamente parlando è ormai trascorso; se vogliamo trovare una nota di credito, va segnalato il ritorno della neve in collina la mattina dell'Epifania, qualche minima degna di nota nei giorni successivi e poi…ancora il solito non inverno…
Con il mese di febbraio l'inverno meteorologico volge al termine, e con esso si tirano le somme della stagione iniziata il 1° dicembre scorso.
Lo ribadiamo per coloro che non seguono pedissequamente questi articoli, la stagione meteorologica diverge da quella astronomica di circa venti giorni. Canonicamente ogni stagione climatica inizia il primo del mese, tutto questo non per banale semplificazione, ma semplicemente perché un tempo gli effetti climatici erano in qualche modo anticipatori di quello che poi avrebbe portato la stagione. Decenni dopo decenni la situazione è un po' cambiata, spesso dicembre sembra un mese tardo autunnale dal punto di vista delle temperature, oppure marzo o lo stesso aprile a più riprese sono divenuti prolungamenti invernali di una stagione che non si presenta più nelle stesse condizioni e negli eventi che la contraddistinguono; vale per l'inverno, come per l'estate.
Tornando a noi l'inverno 25/26 come si chiude su Empoli, ma soprattutto cosa ci lascia sotto forma di dati da tramandare ai posteri?
Iniziamo con un dato piuttosto eloquente, la stagione nel suo insieme sale a +2.6 C° di anomalia termica rispetto alle medie quasi cinquantennali, uno 0.3 in più rispetto al 2025, tutto o quasi a causa di una serie di condizioni regionali, che hanno condizionato e di molto i dati mensili. Intendiamoci qui nessuno mai ha minimizzato gli effetti del cambiamento climatico, ma come scopriremo nello scorrere dei dati registrati, stavolta siamo noi “l'orticello” da non seguire a pieno regime rispetto ai dati globali. Come già descritto nei precedenti mesi, Empoli proviene da un mese di dicembre chiuso con un + 2.2 C°, a cui è seguito un gennaio a + 1.8 C° fino a giungere a febbraio dove addirittura abbiamo un +3.8 C°, il secondo febbraio più caldo negli ultimi cinquant'anni.
Ma come siamo arrivati a questo dato estremo?
Partiamo dal fatto che una persistente fase umida e di conseguenza meno favorevole anche ad una maggiore escursione termica, ha impedito in primis di raggiungere valori minimi degni del secondo mese dell'anno. Fra una depressione e quella successiva, le brevi fasi stabili sono state prese in gestione dall'anticiclone afro-mediterraneo, che non avrà regalato cieli tersi ed azzurri, ma sicuramente mantenuto costanti sopra le due cifre, i valori massimi. Insomma nessuna gelata, pochissimi valori minimi vicini allo zero e soprattutto massime spesso vicine ai 18-20 C° per giorni e giorni. Una configurazione barica regionale (dove per regione si intende il Mediterraneo) che dalla sua ha visto solo una maggiore ingerenza della neve a quote di montagna. Localmente però soprattutto in pianura e bassa collina, sono tante le zone come Empoli che hanno registrato una media mensile nel mese di febbraio ampiamente al di sopra delle medie del periodo.
A tutto questo va poi aggiunto che l'inverno (o quello che nei ricordi resta ancora vivo) è durato si e no una settimana a gennaio, dopo aver chiuso il 2025 con un dicembre senza mezzi termini molto mite e poi aver sostituito le fasi anticicloniche con tutte depressioni di matrice atlantica.
Inevitabile che a conti fatti le medie non potessero essere che al di sopra e di diversi decimi di grado rispetto anche all'anno scorso. Se dal punto di vista delle temperature siamo di fronte all'ennesimo “non inverno” le piogge che si sono susseguite, dopo un dicembre siccitoso e sottomedia, hanno visto in gennaio prima e in febbraio poi una netta inversione di tendenza. A conti fatti però non solo febbraio 2025 era stato più piovoso rispetto a quello di quest'anno ma la stagione vede un +14% delle precipitazioni rispetto alle medie stagionali ma un -13% rispetto a quelle dell'anno scorso, dove si arrivò addirittura al 27% in più rispetto alle canoniche medie climatiche.
A livello percettivo, una maggiore incidenza delle giornate piovose ha dato l'idea che fosse piovuto poi in maniera superiore rispetto anche all'anno scorso, va preso atto che i millimetri cumulati sul territorio sono stati molti meno. Insomma è stato un inverno grigio e uggioso, ma meno produttivo dal punto di vista delle piogge, dove l'anomalia del mese di dicembre pesa davvero molto sul dato finale. Fatte salve le condizioni locali, a livello globale le cose stanno andando diversamente. Certo l'anomalia generale è sempre ampiamente positiva, ma una maggiore dinamicità atmosferica sia sulle zone nord emisferiche che in quelle subtropicali, ha impedito che la curva delle temperature andasse a stabilire nuovi record.
Se fino al 20 febbraio l'ipotesi di mantenere i livelli di crescita record del 2025 era piuttosto evidente, il calo sopraggiunto negli ultimi dieci/quindici giorni ha permesso di scendere di livello di diverse unità. In un contesto di lineare crescita, il rallentamento che sia a gennaio che a febbraio si è verificato a livello globale non è ovviamente figlio dell'attuazione di alcun piano mondiale per il clima; rientra semmai in quelle ovvie fluttuazioni climatiche che ben si evince anche dalla mappa che vi allego. Non a caso sempre a livello mondiale, il dato di + 0.3/0.6 C° rispetto alle medie trentennali e sessantennali, che riporta gli stessi valori registrati nel 2021, non si intravede ormai da decenni un segnale di lungo periodo in netta discesa, semmai fra alti e bassi, un perenne lento, talvolta più veloce, rialzo continuo. Si cammina invece di correre, ma si va comunque avanti sulla stessa strada e segnali incoraggianti verso un ritorno ad un clima diverso, dati alla mano per adesso non ce ne sono.
Marzo iniziato da neppure una settimana, almeno alle nostre latitudini non ha fatto altro che ampliare quel “risveglio” della natura, già ampiamente avvolta dal tepore nel mese di febbraio. Sicuramente ci sarà ancora qualche inciampo della stagione, purtroppo sempre più frequenti proprio in questi anni di inverni molto miti, e conseguentemente più dannoso rispetto al passato proprio in virtù di un clima che tende a non avere settimane di transizione fra una stagione e quella successiva, ma ormai il dado è tratto.
Anche questo inverno climatologicamente parlando è ormai trascorso; se vogliamo trovare una nota di credito, va segnalato il ritorno della neve in collina la mattina dell'Epifania, qualche minima degna di nota nei giorni successivi e poi…ancora il solito non inverno…






